- La vita finisce, la vita continua.
- Ci lascia il nonno Ben. Grazie per quello che sei stato e che hai fatto per noi.
- Un bimbo nuovo che arriva. Patuff cresce nella mia pancia e nelle nostre vite.
- Un anno pieno di Ale che diventa grande. Da piccolo bimbino a piccolo signore.
- I passi alpini in Svizzera: Sempione, Susten, Furka, Grimsel e San Gottardo.
- Le sere dai Rossetti, alla fine dei giorni in ospedale. Ci raccolgono a turno, con amicizia. Siamo degli stracci.
- Il triciclo rosso per Ale. Era mio.
- Le matite colorate per l’Africa. La bellezza di quei tavoli carichi di arcobaleno. La bellezza della cura dei particolari.
- 5 piantine di tagete in un vaso rotondo. Speriamo che non muoiano.
- Mettere ordine nella stanza degli Autosprint. Finalmente si vede il pavimento.
- Il pomeriggio di pasqua a Iseo. Non siamo gli unici ad avere questa brillante idea.
- Le Birkenstock misura 21.
- I baci che ci diamo. Gli abbracci. Le coccole. Le carezze. L’amore.
- Le polpette dell’IKEA. Che siano fatte coi trucioli della Pax?
- Al Besta, i 5 minuti di controllo dopo le 5 ore di attesa. Ma va bene anche così, visto che è tutto ok.
- La pizza a Passirano, la sera che siamo andati a provare le scarpe. È la prima pizza privata di Ale.
- La lampada della cucina. Vista e presa. Incredibile.
- Il romanticismo di una pizza a Iseo. Solo noi.
- Il mio basilico. Il pesto da surgelare.
- Tutti i film che riusciamo a vedere. Siamo a buon punto con il cineforum di quest’anno.
- Gli abbracci con Ale all’asilo, quando vado a riprenderlo. Io seduta, lui in piedi. Ci strizzoliamo di felicità.
- Il raduno di Rincine. Viene anche Gargamella, PPS d’adozione.
- L’albero di natale nel vano delle scale. lo stupore di Ale davanti alle lucine.
- Silvana che passa a trovarci. Martina a fare la doccia nel nostro bagno. Credo che una libertà così bella sia possibile solo tra pellegrini o grandi amici.
- La domenica pomeriggio con l’ikea-kitchen-planner.
- Quella domenica mattina svegli all’alba. Approfittando delle nanne di Ale, montiamo i mobili IKEA.
- Le mattine che si riesce a dormire a lungo, anche fino alle 11.00. Grazie Ale.
- I bagnetti nella vasca grande, la sera, a Pietra. Due bimbi che sono due pesciolini. Due bimbi che sprizzano felicità.
- Primo muso di gelato per Ale. Fiordilatte e fragola.
- Stellamarinizzarsi sul lettone.
- La Maestra Elena, la Maestra Cilla, la Maestra Susanna.
- Lo zio Dario a Chiari a fare lo zio. Grazie Briciolina.
- A piedi con Ale da casa dei Mimer a casa della nonna. È la prima passeggiata lunga.
- Il tuo sms: “Prepara le valigie che si parte!”.
- Il Chicos che dà da mangiare ad Ale.
- La prima volta che Ale arriva da solo in cima alle scale di casa.
- Il nonno che si tiene la barba. È molto bello.
- Dalla mamma non c’è più niente. Solo un campo di terra nuova.
- I paci alle torbiere, quella mattina di freddo polare.
- A spasso lungo l’Adige con due carrozzine e uno zio bravissimo.
- L’armadio per il Berlingo. Invenzione geniale per le nostre vacanze.
- La scrivania grande del pc che trasloca la piano di sotto.
- Le prime scarpe di Ale. Erano mie.
- Betto che scuote un ramo d’albero per far nevicare nuove foglie.
- Le rarissime volte che mangiamo spaghetti. Che bellezza.
- Lo strufolo-day.
- Le radioline per sentire Ale.
- Il pizzaiolo di Pietra conquistato da Ale. Gli regala un pezzo di focaccia.
- La domenica a Paina, a vedere le foto del concorso.
- Passare a trovare la zia Ippolita.
- Il pomeriggio a giocare a Monopoli con i nipoti.
- Il giorno alle terme di Sirmione. È un sogno.
- I pomeriggi di giochi nell’asilo-corsello con Ale, Alex e Greta.
- Le grotte di Toirano.
- La papera che cova sul lungolago d’Iseo.
- Finalmente gli attaccapanni per le giacche degli ospiti.
- Leggere Anna Karenina. Immergersi dentro quelle parole. Quella Russia. Quell’amore.
- Non è igiene.
- Lo spaccio dei dolci. I vassoi di pasticcini.
- Ale che localizza ogni aereo che passa nel cielo. UH.
- Portare il nonno a Orio. Lui su un aereo dopo chissà quanti anni.
- Ricominciare, un pochino, a lavorare a maglia.
- I giorni di Ale al Besta.
- Le brioche e le focacce della panetteria su via Pola. Rendono meno difficili le mattine di chi ha fatto la notte in ospedale.
- Il nonno che non risponde al telefono. Il tuo giro a Milano nella notte. Il nonno era a casa. Dormiva. Con il telefono rotto.
- Le vacanze in tenda. Svizzera e Gavorrano.
- Il mio papà sul Cammino. A 79 anni. 900 km dai Pirenei all’oceano in 40 giorni senza neanche una ampolla.
- Tornare a lavorare. È un sogno.
- Il prericovero di Ale. La paura che ci mette l’anestesista.
- I fiori della Giovanna che accompagnano per sempre il nonno.
- Buttiamo via vecchie cassette registrate. Un pezzo della storia di ognuno di noi che se ne va.
- Il sabato con qui il nonno. Lui pascola Ale, noi pascoliamo la nostra casetta. Vario bricolage.
- Il lago di Caldaro.
- Il nostro capirsi al volo. Il nostro vivere insieme che è bello e leggero.
- Lidia che viene a trovarci.
- Chiedersi come si fa ad insegnare la felicità ad un figlio.
- La lettera: sono una brava mamma, non sono una brava mamma.
- Noli. Rivedere posti di me bambina.
- La domenica a casa di Lucia. Le belle foto ad Ale, con la luce soffusa di una lampada in ceramica.
- I tuoi giorni di malattia. E i miei. E quelli di Ale. A turno, c’è sempre qualcuno in casa che ha qualche malanno.
- I coloni di Catan con l’integrazione isole. Occhio alle sucide tecniche solo marittime.
- Le foto di Ale per il sito. E quelle delle nostre vacanze su Picasa.
- Il nido della cinciallegra nell’anfora del Gianni.
- Gli album di foto: quest’anno siamo in alto mare.
- Le due case-mobili del campeggio a Castellane.
- In bici fino a Provaglio, per pranzare con te nel primo sole caldo dell’inverno.
- Le tre mezze giornate al pronto soccorso dei bambini per l’orecchio di Ale malato. Ci sono modi più edificanti per passare i sabati pomeriggio.
- Ale nello zainetto.
- La prima notte al Besta. I nostri lettini vicini. A condividere angoscia e dolore.
- Il we a San Chierlo. Era tanto che non ci muovevamo da casa.
- Il risotto nella pentola a pressione: una rivoluzione.
- Lo stendibiancheria con le gambe rotte.
- Il seggiolino da tavolo.
- I fiori di zucca fritti. Grazie Diani. Grazie mamma della Elena.
- Le volte che litighiamo. Io sul letto a piangere.
- Il camper della Dani e Betto. Un sogno che diventa vero.
- I giorni in Cattolica, ad insegnare a catalogare libri antichi.
- La sera di gennaio, dopo il Pellizzari. I 5 passi più belli di Ale. Verso di te. Con la felicità addosso.
- Il mini-raduno PPS a casa nostra. Zena, Matte e Manu zii perfetti.
- Le bancarelle in piazza. Tutti i libri che compriamo.
- La festa per Jacopo. Nella cucina nuova di Calino ci stiamo in tantissimi.
- Ale che apparecchia il tavolo.
- La frase saggia di un blog: Dovrebbero aprire dei corsi di degustazione intensa del presente.
- Il Luca che ripittura la facciata della nostra casina Uac. È di un bel giallino, adesso.
- Per l’ennesima volta, cambiare posto al divano in sala.
- La bellezza della dita a scrivere al pc dopo una settimana di vacanza.
- Preparare lo zaino per il mio papà. Il cammino lo aspetta. Chissà come sarà.
- Le uova sode e le uova crude. Capisco a mie spese la differenza.
- Il gelato di Pietra Ligure. Una coccola formato maxi.
- Gli spaghetti. Poco child-friendly.
- Ale all’asilo.
- Tutti i bimbi nati quest’anno: Anna, Matilde, Rebecca, Federico, Martina, Edoardo, Marta, Giulio.
- Pulire la neve davanti al garage: good-show per i vicini.
- La giornata mondiale della lentezza. I diritti dei bambini.
- Il concorso fotografico: “Geometrie”.
- Dopo il mese di pesca frullata mischiata a latte in polvere, Ale impara a bere il latte.
- La sensazione di sentirsi libera. Libera. Libera. Di nuovo. Dopo più di un anno e mezzo. Libera. Senza pancia. Senza Ale. Senza nulla. Solo io. Nel mondo.
- Il nonno sulla poltrona in paglia in corridoio, a fare la guardia notturna di Ale le due o tre sere che siamo usciti.
- Le tue mattina dal dentista.
- La prima volta dall’estetista.
- Il dvd del concerto “Amiche per l’Abruzzo”.
- Sentire il rumore dell’oceano nel registratore che è stato in Spagna.
- La malsanità di zio Mc. Una volta all’anno ci stanno.
- “Cri, hai perso Ale”.
- I giorni in Liguria.
- Ale che scopre la neve. Una bella leccatina non guasta.
- A Pombia. Mancano i due chicos. Per il resto è un bel tuffo nel passato.
- Fare le polveri.
- I giorni della morte del nonno.
- 8 agosto: la liberazione della Svizzera. In cui la Svizzera sarei io. Ciao tetta.
- Al centro Oreb con la Bea. La familiarità con cui si muove in questa casa. Ripenso agli anni di Sant’Angela e di Sant’Agata.
- Ale la prima volta al mare. Non pare esserne troppo entusiasta.
- I belli baszini.
- Ale mezz’ora su e giù per scale, per schiantarlo di stanchezza, una notte che non dorme perché non è neanche stanco.
- Il Luca sulla scala davanti alla nostra finestra. Sabato mattina che rischiava di essere imbarazzante. Molte risate.
- Il libro di Mordillo per San Valentino.
- Il crumble. Grazie Diani per il suggerimento.
- Le luci della sera che scende. Noi nel parcheggio dietro al comune. Dalla palestra esce una bella musica.
- La fatica della nonna. I suoi giorni a San Chierlo.
- Ta-tao. Decidere che è la prima parola di Ale che ha certezza di significato.
- La bacheca in sala, per i disegni che Ale porta a casa dall’asilo.
- Rileggere il diario di notte, per scrivere i 365 punti.
- La cena da Ottavio e Elisabetta, con anche Carolina.
- I miei occhiali nuovi. Dopo anni.
- Le colazioni al bar che qualche volta ci concediamo.
- Il tuo regalo per il mio compleanno: una sera da sfamigliati. È bellissimo.
- Il mulo messo alla frusta.
- Le zanne di Ale.
- Le notti insonni di inizio anno. Aiuto.
- La gita a Milano, allo Spazio Fumetto.
- Il picnic con Benedetta a san Pietro in Lamosa, durante una tua pausa pranzo.
- Le sere a fare i conti di casa.
- Gli acquisti da mare. Un ombrellone. E paletta, secchiello, formine.
- Strinù e formaggio fuso alla festa di Esmate.
- Gli avvoltoi nelle Gorges du Verdon.
- Di sera, stesi sul prato di casa. A guardare Ale che gioca e nuvole che passano.
- Le foto appese in corridoio. Lisbona, Berlino, Parigi e Spagna.
- Tutti i sabati sera in cui mi fai la pizza.
- La mooncup.
- Il GAS. Ci diamo un anno di tempo per capire come gira e se va bene per le spese della nostra famiglia.
- I due costumi nuovi di Pietra Ligure. Che sogno poter scegliere il modello.
- Le torte con i MMF. Da pasticceria.
- La narcolessia da sgridata. Fa morire dal ridere.
- Tu che torni su dalla sala operatoria con Ale che si sta risvegliando. Lacrime che sono vita, amore, speranza.
- Le notti in cui non dormo. Leggo, lavoro, scrivo.
- Le chiacchiere di notte, prima dell’alba. Sono ore solo nostre.
- In giro a mezze maniche ai primi di febbraio.
- I giorni dell’inserimento al nido. Le telefonate che ti faccio. A cercare di raccontarti quasi in presa diretta.
- Quella sera che ti ho portato a Chiari dal tuo papà. Viaggio nel buio della notte.
- La tinca ripiena a Clusane.
- A pranzo dalla Chiara. C’è anche Giacomo. Grazie Valentini, per questi bimbi così belli, così vivi, così sani.
- Tutte le mail del mattino, in cui mi racconti com’è stato Ale all’asilo.
- L’ecografia di Patuff. È un altro maschietto. Forse Michele. Forse Emanuele.
- Per una volta, la bellezza di camminare abbracciati senza dover spingere il passeggino.
- La nostre vacanze a Gavorrano: tenda-piscina-tenda.
- In cortile, di notte, a giocare con i monopattini.
- La fine dell’era delle pappe. Ale mangia come noi. Una conquista bellissima.
- Il toto-nomi al femminile: Annalisa, Maddalena, Caterina.
- Decidere che i vetri di casa si possono lavare un po’ più spesso che ogni biennio.
- La tua cena natalizia in azienda. Molto proficua: vinci una vacanza gratis alla lotteria aziendale.
- Una grigia mattina di una domenica d’inverno. Tre brioche, di cui una piccolina. È la prima volta.
- Il tuo diario nei giorni della morte del nonno.
- Le pesche prese ad un baracchino sul bordo strada. Sono buonissime.
- Il mio papà con la barba. La prima nei suoi 79 anni di vita.
- I Bratwurst e i Cervolats sul fornellino del campeggio.
- L’annuncio di matrimonio della Elena.
- Il pezzo nuovo della cucina.
- Le cascate di Monticelli Brusati. Le scopriamo il venerdì santo.
- I dieci punti per descrivermi.
- Il tuo nome… vintage. Ridiamo.
- La sera, pascolare insieme la cucina.
- A pranzo dalla zia a Milano.
- La cena del lunedì di Pasqua a Erbusco. Di nuovo tutta la famiglia unita.
- Il lettino nella stanza degli Autosprint.
- La festina nell’asilo milanese. Rivedo amici di Sant’Angela che non vedevo da anni. Quanti bimbi, quanta vita.
- La mezza giornata con qui Jac. Prove generali di vita con due figli.
- Il pandoro mangiato in giugno.
- Le nostre boutique per i vestitini di Ale. Grazie Jac, grazie Ale grande.
- I lamponi caldi di sole con il gelato alla crema. Bel pomeriggio a Pombia.
- Enrico e Lucia che si sposano.
- Il tuo bagno caldo un venerdì di vacanza. Un sogno.
- Le elezioni. Il nostro sindaco eletto per un voto. Pisapia vince a Milano.
- Tu che dici: io sono orgoglioso del mio papà. È stato un bravo papà.
- Le foto del Marocco a casa nostra.
- All’inaugurazione della mostra fotografica in comune. Ale lecca tutta la collana della Maria Piera. Che eleganza.
- Il Massif dorato con disegni tribali. Mitici.
- I pacchetti della Nico che ogni tanto arrivano.
- Recuperare il nonno a Malpensa di ritorno da Santiago. Ha la barba. È un pellegrino. Nei suoi occhi brillano le strade di Spagna.
- Tutti i paci fino al comune. E ritorno.
- Il temporale sul mare a Spotorno. L’arcobaleno. La bellezza selvaggia delle onde che impazzano.
- I bagni nei laghi artificiali francesi. Torniamo con un’abbronzatura da mare.
- Il libro di piccolo coniglio.
- La rassegna stampa. Lavoro sul 1990 e sul 1992.
- Il sogno di un tuo part-time.
- Alle 6.00 del mattino, lo sms a RTL. Sul nostro modo di sposarci.
- Le poche volta che andiamo a messa, su al monte.
- Le pizze di Passirano e quelle con la Marcella.
- Dire ai nonni che arriva Patuff.
- La cucina giocattolo per Ale, a partire da un comodino IKEA.
- I libri della biblioteca. Sulla gelosia tra fratelli.
- La festina che ti facciamo, per la festa del papà.
- Quando tagliamo i capelli ad Ale.
- L’omino Trillilì.
- Il diario 2009, stampato e rilegato. Mi commuove questo tuo regalo.
- Il sabato in cui siamo verdi tutti e due. Ale in prestito alla famiglia Occhionero.
- Le tre sorelle Marchetti insieme ad Erbusco.
- Le due volte nel corso di una settimana all’outlet.
- La fonduta di Friburgo. E i crostoni di pane ricoperti di formaggio fuso.
- La fatica dei giorni a casa da sola con Ale.
- Il non-cambio gestore dell’energia elettrica. Per fortuna che ci sei tu.
- Il no al nucleare, alla privatizzazione dell’acqua e al legittimo impedimento.
- Le Flyladies.
- Il matrimonio di William e Kate. Lo guardiamo mangiando pizze di Lambrate.
- Il seggiolino nuovo per Ale. Finalmente viaggia comodo.
- Le ore in studio dal nonno. A cercare di venirne a una con le sue carte.
- La luce del mattino nella cucina di San Chierlo. Di colazione ottocentesca.
- I primi tre mesi di Patuff. Non sono esattamente un leone.
- L’irresistibile rumore della grattugia.
- Le uova di anatra.
- Vedere crescere Ale giorno dopo giorno.
- Il paté toscano sul pane sciapo.
- Il giro in battello sul Mincio prima di Mantova.
- Il Ferrero Rocher succhiato. Che conquista.
- Il tuo congedo parentale.
- Cercare di scrivere il diario tutti i giorni. Mica semplice.
- Il primo pezzo di panettone per Ale. Gli piace moltissimo. È un buon milanese.
- La betulla ridimensionata. A noi piaceva anche selvaggia.
- Gli zuccherini avvolti nella carta stagnola e nella pellicola. Gesti di grande amore e di grande cura.
- La Dani e Betto qui da noi. Il camper parcheggiato sotto le nostre finestre.
- Gli scivoli, le altalene e i salterelli.
- La gita a Montisola con il nonno. Ci raggiungi per il picnic della cena.
- La Druckstimme di Croc.
- I caffè al mattino dall’Angela.
- Tutti gli antibiotici dell’inverno. Mannaggia.
- Raccontarsi sempre tutto. Aprire cuore e mente.
- La crostata alle fragole della Giovanna, compagna del cammino del papà.
- Ale che tiene banco al Besta, in sala d’attesa. Si fa volere bene da tutti.
- La lana verde con i ponfolini per il poncho alla Benedetta.
- Google-calendar. Molto utile.
- Parlare all’assessore dell’urbanistica e dell’ambiente di pannolini lavabili.
- La festa per il primo compleanno di Ale.
- Innamorarsi dei murales di Willow. Sognarne uno appeso in cima alle scale di casa nostra.
- Le riflessioni sull’osmosi matrimoniale.
- A Rapperswil. Sulle tracce del mio passato.
- La stroke-unit. Che poi sarebbe l’unità del sciupù.
- Il libretto del cineforum che ci regala la Diana.
- Alla Fontana, a mangiare la pizza col Davide. Ci sono delle certezze milanesi che non cambiano mai.
- Ale a fare il bagnetto nella vasca con le sue calzine gialle. Molto elegante. Mi sa che avevo testa da un’altra parte.
- Il pezzo di pandoro compartido davanti alla farmacia, una mattina di grandi nervosi.
- Il sabato che la Nico viene a trovarci a sorpresa. È un bel regalo.
- Il giro in libreria. 4 libri, 78.5% di sconto sul prezzo di copertina.
- Il pigiama party sul nostro lettone, la notte di capodanno.
- Le nostre schiene. La Fioretti e la Katia le rimettono in sesto.
- Il fisioterapista di Soul Kitchen: Kemal Spaccaossa.
- All’IKEA il primo sabato di saldi. Forse non è una delle mosse più furbe. Ma ne usciamo con i pezzi della nostra nuova cucina.
- Le due giacche storiche che archiviamo definitivamente. La tua blu, la mia rossa e blu scricchiolina. Siete state buone compagne di strada.
- I sacchi di pasta da 5 chili. Ne abbiamo per un po’.
- Le pentole in pentolonio. Benedetta per la prima volta babysitter ufficiale.
- Ale così ordinato. Non ha preso da noi. Questo è certo.
- In autostrada fino a Brescia. Mi sento molto brava.
- I pesciolini giapponesi, anche quest’anno.
- Il nonno in vacanza con noi. A 80 anni per la prima volta in campeggio.
- La sera all’asilo, senza Ale. A fare lavoretti che le maestre regaleranno ai nostri bimbi.
- La Benedetta e Fede che diventano grandi. È bello vederli crescere.
- Le iperbole erotiche di Mauro.
- La nonna Giulia a pranzo da noi.
- Esploriamo il sottotetto: ci starebbe una stanza in più.
- Accompagnare Ale in sala operatoria.
- La grandinata sull’A4. È bianco anche l’asfalto dell’autostrada.
- La verdure che ci passano la Maria e il Gianni.
- La passione di Ale per l’acqua.
- Le innumerevoli telefonate alla Fioretti.
- I formaggi francesi. E le baguettes fresche di prima mattina.
- Il quadro di Santiago che Ale riceve dal nonno. Conche, bandiera, sabbia. Vita e cammino. È un regalo prezioso.
- La focaccia ligure.
- La sera che ho ceduto. E tu il giorno dopo sei rimasto a casa con Ale e con me. Aiuto prezioso.
- A cigni e papere, Ale preferisce i piccioni. È un vero milanese.
- Noi seduti su quelle scale del Besta. Dentro quelle ore di attesa infinite.
- Tre mosche in un colpo solo. Record.
- Ale insegue una mosca con un dito. Deve aver preso da te.
- I campi di lavanda. Dopo una settimana in Provenza, andiamo a cercarli.
- La mia caviglia distorta. Uff. Per Ale che era in braccio un grande spavento.
- Il giorno in cui la mia unica comunicazione verbale con un adulto sono stati 2 minuti e 13 secondi di telefonata con il mio papà.
- Per la prima volta nella mia vita, guardo il festival di Sanremo. Tutte le sere. Senza scusanti.
- La pediatra che di Ale dice: secondo me da grande farà l’attore.
- Le notti di fine mese. A indicizzare articoli per consegnare in tempo.
- Il ciuccio rotto. Bologna-Corte Franca a piangere senza sosta.
- Patuff che sento muovere per la prima volta. Leggero come una farfalla. Dolce come un solletichino. Lo senti anche tu, la tua mano sulla mia pancia.
- Tu che in piscina fai fare il motoscafo ad Ale.
- I lavori nella nostra casina. Pian piano la sistemiamo sempre meglio.
- La mattina al pronto soccorso. Ed è anche il giorno del tuo compleanno. Alla fine i miei globuli bianchi stanno bene. Ci abbracciamo di felicità.
- Ale con la sua prima carta d’identità. Come le nostre.
- Il nonno sulla Francigena.
- La sera a Pietrasanta. Dai Rossetti. Richi mi sembra grandissimo. E la Chiara annuncia la sua nuova pancia.
- Alle stelline. Parlare di lavoro, bimbi, essere mamme e professioniste.
- La Robi sul cammino. Le sue mail. Riviviamo le mie mail. I nostri passi su quelle strade di Spagna.
- Tu che salvi lucertole.
- Il nonno Ben così entusiasta che dice a tutti del suo decimo nipote. Forse per scaramanzia sarebbe stato meglio aspettare. Ma va bene così. È bello sapere che lo ha saputo.
- I giorni in Provenza.
- Le belle chiacchiere con la Elena, quando torna dall’altra parte del mondo.
- Muore la leccapiatti. Uff.
- Perdere Croc. Noi su internet a cercarne uno nuovo.
- Il pacchetto del nuovo Croc che arriva mezza giornata prima dei giorni in ospedale. Ale sarà stato contento.
- Dig-li che per qualche settimana fa l’orso sostituto. Va benino. Ma non è amore.
- La lampada sopra il pc portatile. Lavoro alla Pippo, ma funzionale.
- Mettiamo ordine in box. E così anche l’ultimo angolo di casa è esplorato.
- Passeginiadi a Brescia. Il palloncino giallo che regalano ad Ale.
- La vaschetta di plastica blu e le mollette per il bucato che ricevi. Bellissimo regalo di Natale.
- Le sere di Camera Caffè.
- Il dolore per la Paola. Passano le mattine, e io continuo a pensare a lei.
- La domenica da Kim e Ale con la Sabbbri. E la famiglia del Beza.
- La mezza cassetta di mele trentine.
- Matisse che è uno degli haivistogatti.
- Le cure del Pelizzari. Ricomincio a dormire.
- Il parabrezza della macchina rotto.
- I giri di controllo al Besta.
- La torta di mele che preparo per la tua festina in ufficio.
- Le volte che viene qui il nonno a dormire.
- La bandiera italiana alla finestra.
- La prima febbre di Ale. Panico.
- Il cielo azzurro sopra la Jungfrau.
- Il calendario famigliare che ci regalano Marta e Alessandro. Preziosissimo.
- Datterio e Bella Paletta.
- La bellezza di poter lavorare da casa. Permette di gestire bene orari e famiglia.
- Ale che ha un futuro come scalatore. Che abbia qualche gene del “Vertebra”?
- Leggere parole del tuo papà che hanno dentro una vita intera.
- I manuali di fotografia.
- La tac di controllo. Per la prima volta nella sua vita, Ale ti si addormenta in braccio.
- Il ponte per i pellegrini che attraversa il lago di Zurigo.
- La ceretta araba, la sokkar, il dito ustionato dal caramello. Urge perfezionarsi.
- La novena per il colon di Effebi.
- Il nonno Ben in ospedale tra Brescia e Chiari.
- Col Dario, a trovare la Madda e la Mati.
- I parenti dei pazienti della terapia intensiva. Quanto dolore si portano dentro.
- I due faretti per leggere bene a letto. Orrendi. Molto utili.
- La meraviglia, ancora una volta, per le bolle di sapone. Perle dentro l’aria.
- Jacopo guarda il mio papà da sotto in su e dice: “Lo sapevo io, che tu parlavi!”.
- Ale che esce a piedi dall’asilo. Basta avere pazienza. E poca fretta.
- La tua giacca nuova e impermeabile. La prendo subito in prestito. Tu sei entusiasta, ovviamente.
- Il pulpo con le papas. Un po’ speziato. Di peperoncino e di paprica.
- I maccheroni alla senape antica. Li troviamo in un supermercato francese. Li prendiamo, in memoria delle nostre cene corse.
- La girandola del mercato di via Ampère. Che porti colore nella vita di Ale.
- I pomodorini negli occhi. Siamo inguardabili.
- Ancora raccontarsi cose nuove, che non ci eravamo mai detti, in questi quattro anni.
- Quattro anni. Conoscersi. Sposarsi. Avere un bimbo. Averne un altro. Quanta vita. Quanti passi. Quanto amore.
365: 2010-2011
Pubblicato in 365
365: 2009-2010
- Ale che nasce. È un dono bellissimo. È bellissima vita.
- Tornare a Milano da esule, senza averci più una casa in cui abitare. Strana sensazione.
- Le lezioni di PC al nonno Gargamella.
- La tua multa e i tuoi 5 punti della patente. Il mio uscire da uno stop senza vedere la macchina che arriva.
- Venire a prenderti a piedi al lavoro, quando sei dal cliente di Provaglio.
- La faccia che fa Ale in braccio allo zio Mauro. È amore.
- “Con il materasso al momento ci vogliono fatti, non parole”.
- A Brescia per il thinking-day. Il più che ventenne che è venuto a dirti: “Io ero un tuo lupetto”.
- Lo sms di Sylvie: “Abbracciamo”. Abbracciate anche per noi.
- Il concerto di Dalla e De Gregori registrato per caso dalla televisione. Due ore di bella musica.
- Ezio che racconta del Bangladesh.
- Il concerto di Guccini con la Luana.
- Ale mascotte alle Stelline. Tra l’altro è in rosso-Copat, assolutamente in tinta con il colore sociale.
- Rendersi conto che questo bimbo ci ha sconvolto la vita.
- Il bagno caldo che mi prepari una mattina fredda di gennaio.
- “Sai che io a casa ho Spiderman?”. Tormentone 2010 della val Aurina.
- I pesciolini cotti nel forno.
- Elena, amica di Caio-Melina, del Milano 29. Ancora una volta il mondo è piccolo.
- I sonagli in legno che erano appesi alla mia carrozzina. Ora sono sulla carrozzina di Ale.
- Ale che non riesce ad addormentarsi con il freschino dell’aria sulla faccia. Non è abituato.
- I comizi di Ale e i passaggi particolarmente commoventi.
- I mobiletti della dispensa che mi hai costruito.
- La sera a vedere foto della tua famiglia. A cercare somiglianze, oltre gli anni.
- I lavori che facciamo per la nostra casina uac.
- I 4 diari che ci sono dei giorni della nascita di Ale. Il tuo. Il mio. Quello del nonno. Quello di Benedetta.
- La mia mamma che mi manca.
- La luce bella delle candeline mentre facciamo il bagno. Musica di sottofondo.
- La mattina a pulire Nigoline, bella casina ormai vuota.
- Il primo pacio in paese con Ale. Usciamo con la neve.
- Le nostre foto appese.
- Cioccolato e minestra di pomodoro Knorr a Livigno.
- L’abbonamento in videoteca. Non è come il cineforum, ma quasi.
- Io che ricomincio a stirare i vestiti. Mi sa che sto diventando periferica.
- I libri tuoi e i libri miei sulla Billy. L’emozione di due librerie che si fondono.
- La infinite volta che ci scriviamo durante il giorno. Non siamo mai lontani.
- Il corso che tengo a Brera. È bello spiegare le cose che so.
- Per una volta la tavola apparecchiata con i piatti degli ospiti. Candeline belle, anche se siamo solo noi due. È molto romantico, nonostante il minestrone.
- La sera che vado a letto alle 19.38.
- Le cene con quelli del Gemelli. Il Rambo che chiede: “Vieni su a fare le torte, quest’estate?” Io che penso che la mia nuova vita qui è bellissima.
- La cassetta della posta. Rossa. E grande.
- Il passato di spinaci godurioso che diventa una brodaglia verde. Risate in cucina.
- Tu che dici che con Ale sono come un animaletto con i suoi cuccioli.
- Attraversare la Lunigiana sulla statale. È un’altra Italia. Sembra un altro mondo.
- Lo spaccio della CAM.
- La famiglia abruzzese del forum.
- La domenica dalla Nico. Le bancarelle della festa di paese. La chiesetta illuminata bene nella notte.
- Zena che passa a salutarci un pomeriggio. Era da amici qui vicino.
- Ale che studia spigoli e soffitti.
- Riempire le Pax dell’antibagno. Prima o poi ne verremo ad una con tutti gli scatoloni.
- La Bea e Mauro alle terme. Noi a casa con i nipoti. Prove generali di famiglia numerosa.
- La stanza arcobaleno che non c’è più. Delusione.
- Gli scappamostri.
- La scelta dei pannolini lavabili.
- Fare il puzzle del Cervino. Bianco, grigio, azzurro. Passano le ore aspettando Croc.
- La nostra fatica ad andare a messa.
- Com’è abbracciarti di nuovo stretta stretta, senza pancione di mezzo.
- La prima volta di Ale al mare.
- Cominciare di notte a scrivere i 365 punti. Di giorno si fa fatica a trovare il tempo.
- Ale con la parrucca ricciolina e fluorescente
- Le inferriate elettrificate del Luca.
- Il bagno in piscina, solo noi due. Mezz’ora tutta per noi. È un regalo bellissimo.
- Fare l’estate in giardino. E sono sedie, e tavolo, e tenda tirati fuori alla fine del letargo invernale.
- Il battipanni di Jacopo. Serve per combattere i coccodrilli che ci sono nel fossato del castello di Padernello.
- Le onde di latte negli occhi.
- La signora della mensa in Cattolica che mi regala 4 banane per i miei crampi notturni.
- Pane e vino come bomboniera per la comunione di Fede e di Franci.
- La sera che litighiamo, e io vado alle Porte Franche, e torno indietro in fretta, per fare pace.
- Il formaggio Lucifero erborinato al peperoncino.
- Le sere a Brescia, per il corso pre-parto.
- Il portatile nuovo.
- Quando ci abbracciamo dicendo: “Ciao, bella famiglia”.
- Il trasloco da Milano. Noi seduti all’alba nel baule della macchina. Parole crociate e focaccia come colazione.
- Le 0.01 del due dicembre. Mi aspetto una puntualità svizzera. Tu ridi.
- La nada-poderosità. Riflessioni sul fatto che la vita non è nelle nostre mani.
- Il primo incontro tra Ale e l’acqua con le bolle. La faccia che fa.
- Quando di Ale dicono che è un orpello.
- La notte in Mangiagalli dopo il volo sulla pancia.
- Il talpeccìo, che è il rumore che fanno le talpe quando camminano in silenzio.
- Tu che leggi ad Ale un libro sulla secondo guerra mondiale. Urge procurargli libri più consoni.
- Il finesettimana da Max, Agni e Gianlupo. La torre di Nerone. Le belle chiacchiere della sera.
- Il raduno di Badia.
- Le piantine di basilico che quest’anno riescono a sopravvivere. Grazie, signor Gianni.
- La spingiuna, che sarebbe la piruna, che sarebbe la forchetta.
- Il nonno Ben in ospedale.
- La bellezza del mare dal traghetto che va in Corsica.
- I ragazzini dell’84 qui da noi. C’è un po’ di freddezza. Ma sono contenta di averli rivisti.
- Le tonnellate di passato di verdura due volte alla settimana.
- La vigilia di Natale a casa nostra. Il nonno seduto in poltrona legge lo stesso brano di Vangelo di sempre. È bello, ma Stefini è la tradizione.
- Doc che dice: “Io partirei. Non lo consiglierei a nessuno. Ma partirei”. Sei il nostro medico preferito.
- Le calze per la Befana. Quest’anno c’è anche una micro-scarpina di Ale.
- Chiedersi come si fa ad insegnare ai figli la felicità.
- I fuochi d’artificio a cascata dal campanile di Fondo.
- Il “Linguaggio segreto dei neonati”: libro interessante che passa da mamma a mamma.
- Il pomeriggio in soffitta, tra bauli, plastica e naftalina. Tiriamo fuori i vestitini dei bimbi piccoli.
- Tu che sogni Max con un facocero in macchina.
- Il gattino Toxo.
- Tutte le mattine che siamo andati a fare fisioterapia dalla Monica.
- La pasta fritta. È il tuo cavallo di battaglia in cucina, insieme alle piadine.
- Tu che guidi la Duna.
- La Elena a cena da noi. Brava che hai imparato la strada.
- Votare al seggio 2. A Milano votavo al seggio 575. Benvenuti nella periferia imperiale.
- L’ultima notte che usiamo la Magrolina.
- L’etto di prosciutto crudo del salumiere che mi aspetta in frigo.
- Il gris-gris africano appeso alla carrozzina.
- Il blog. Che sia un bel contenitore di ricordi.
- La dama cinese che ti regalo per la tua prima festa del papà.
- La Nicole e Jens che diventano mamma e papà pochi giorni prima di noi. Cammini che anocra continuano insieme.
- La grigliata di pesce a Pashna.
- Giuseppe50 che sarà sempre nei nostri cuori.
- Le sere in cui siamo troppo stanchi anche solo per vedere le scenette di mr. Bean.
- Le infinite polpette per la festa del mio compleanno.
- Le nostre orecchie malate. Un’altra estate a fare il bagno con le orecchie di Shrek.
- Tu che lavori vicino a casa. A volte mangiamo insieme a mezzogiorno.
- Andare a trovare la nonna. Presentarle il suo primo nipotino. Piangere lacrime che sono dolore, nostalgia e amore. Avere la certezza che lei è sempre con noi. E con Ale.
- Camminare lenti da Riva al Bögn.
- Le passeggiate alla sera, tra Borgonato, Provaglio e Timoline.
- Non essere più in due.
- Il corso sulla storia del comune. Le domeniche a fare le visite guidate.
- La serata manitu per il nostro primo anniversario di matrimonio.
- Io che cerco di scrivere il diario tutti i giorni. Lo scrivo per me, per te, per Ale, per i suoi futuri fratellini. Per tenere ricordi. Per non lasciar scappare vita.
- I maccheroni con la mostarda antica, che poi sarebbero sgombri con la senape rustica: pezzo forte delle nostre cene corse.
- Tu che esci per sistemare il telecomando e torni a casa con una tv nuova.
- La cucina era messa un po’ male. Tu la sistemi bene.
- Cercarsi nella notte.
- La torta a cuore e il bigliettino per san Valentino davanti alla finestra della cucina.
- Il cd dei cantautori. Piango, mentre te lo regalo.
- La preghiera di Jacopo prima di cenare. Parla di ravioli e torta. Noi non ce la facciamo più dal ridere.
- Ale e Mauro compatibili dal punto di vista energetico.
- Il libro fotografico per i 50 anni di Max.
- Prima uscita esotica per Ale: a Paina di Giussano.
- I colori dei tramonti corsi.
- Tenere Ale tra le braccia.
- La torta la cioccolato per il compleanno di Benedetta.
- La betulla nel nostro giardino. È bella. In ogni stagione.
- La notte a ripassare i capoluoghi di provincia. A volte siamo strani.
- Il “mi piace non mi piace” del forum. Le polemiche che ne seguono.
- La cena a Milano dalla Elena. Ci siamo tutti. C’è anche Ruben.
- La pizza consegnata a casa. Per una volta, è un lusso che è bello concedersi.
- La lega di pentolonio.
- Il tacchino russo del pranzo di natale.
- Le passeggiate attorno a casa.
- La pizza di Passirano. E quella di Paderno.
- Le due poltrone Poang e i due poggiapiedi: sono un bel modo per viziarci.
- Le patate al forno, con il rosmarino rubato dagli orti lungo Via dei cipressi.
- La prima notte in tenda. È bellissimo.
- Il formaggio corso in frigo che tra poco compie un anno.
- La bacio-sveglia. Bella. Meglio della sveglia a strilli e pianti.
- Quando hai mancato la stazione di Rovato e sei sceso a Brescia.
- Il Davide a dormire da noi.
- Mascherino, che è un simpaticissimo esserino acquatico che ci guarda curioso.
- I tuoi mesi di part-time. Sono stati una benedizione.
- I sabati e le domeniche mattina nel lettone, con Ale. Sono coccole, occhi che ridono, belle parole.
- Il mio lettino rosso che torna a casa dopo giri tra cugini.
- Il sabato a Milano. Tra oculista, Cecco & Paola, Valsecchi. Belli i miei posti di sempre.
- Il dentista a Castegnato: ulteriore gesto periferico.
- La falegnameria Belfaggio.
- La pasqua dalla Dani e Betto.
- Jacopo che guarda sotto il nostro letto e dice: “Zia, è un po’ sporchino qui”. Lezioni di economia domestica da un bimbo di tre anni.
- Andare a messa al Monte.
- Max che ci aiuta ad appendere il quadro dell’Africa e un pezzo di Billy.
- Il primo gelato della stagione.
- Guidare la Pandina che ti hanno prestato al lavoro.
- Gli hamburger e gli steak americani della Dorothy e di Steve.
- Tre sere per vedere Alladin. Non va bene.
- La valle di Fangu. Il rosso delle roccia. I miei piedi abbronzati su quella pietra.
- L’omino delle verdure al mare e i capelli di Sansone.
- La cioccolata calda con peperoncino. Spaziale.
- Imparo a fare la crostata. Non è difficile, ma la torta la cioccolato è senza dubbio più veloce.
- Il giro in Svizzera per il mio compleanno.
- I formaggi come regalo.
- Il nonno e Ale che cascano insieme dal poggiapiedi della Poang. Tanto spavento per tutti e due. Di più per il nonno.
- I pellegrini da noi. Doveva essere un pranzo. È venuto fuori un we di bella amicizia.
- Per me sono uac le cose che possono finire nella scatola uac. Proponi di surgelare risotti per l’eternità.
- Croc che smette di essere Croc e diventa Alessandro. Ale, per noi.
- Il tubo della doccia e la carta forno del Chicos.
- Il panico del primo pomeriggio a casa con Ale. E l’arrivo della Bea che toglie tensione. Possiamo farcela.
- La Manu e la scenetta alla Vodafone.
- Tutti i passi a piedi sul pedometro. Ne facciamo, di strada.
- Tu che trovi un lavoro nuovo.
- 180. – Noi a fare un picnic su un muretto. La carrozzina che sembra abbandonata. I due ciclisti che si girano a controllare che sia tutto a posto.
- Il primo giorno di sandali senza calze.
- Il picnic d’autunno a Riva di Solto.
- Recuperando ricordi.
- Ale che casca dal lettone.
- I dolci tutti al cioccolato che ti prepara Tommi.
- I fiori di robinia fritti. Ce la facciamo anche quest’anno, oltre il maltempo.
- Il pomeriggio d’inverno seduti per terra sul parquet a vedere vecchie foto della mia vita.
- Presentarsi al parroco dicendo: “Noi siamo due meschini”. Decisamente non si parte bene.
- La mucca di strada. Lo yogurt alla liquirizia. Buonissimo.
- Con la pancia, non poter più dormire a PDL.
- I rabbioni che mi vengono, perché con la pancia non riesco a fare tutto quello che vorrei.
- La prima dose di parmigiano che si mangia Ale. Chissà se sarà come te.
- Cambiare residenza. Ora sono bresciana.
- Gargamella che vuole partire per il cammino. Cominciamo a preparare lo zaino.
- Partire per le vacanze e fermarsi a comprare letto, materasso, armadio. Alla faccia dello shopping.
- Andare a trovare Kim e l’Ale. Belle chiacchiere. Fermarsi anche a cena.
- La cena in Svizzera. Alle 19.00 è già troppo tardi. La cucina è già chiusa.
- Il “Benvenuti nel mondo delle coliche” del farmacista.
- Il mese di vacanza che ti sei fatto, dalla nascita di Ale a dopo la Befana. Sono stati giorni preziosi, per noi, nuova famiglia.
- Tenere in braccio Ale. È una pallina molle, abbandonata, che cerca protezione. È bello sentirlo addosso.
- La sera qui a casa con la Paola. Tu le aggiusti il computer, io cerco di dormire, lei cerca di far smettere Ale di piangere.
- Dire una preghiera per Kim. Cerca di guarire, amico.
- La tua prof di inglese del liceo che rivediamo. È bello chiacchierare con lei.
- Ale che cigola.
- La sera con il junk-food. Patatine dell’IKEA e Grand Soleil. A volte ci vuole.
- La sfilata in costumi storici a Fondo. Tu sei un bel frate, io una contadinella panciona. I nostri abbracci compromettenti, visto il tuo ruolo.
- Il kebab dietro Cascina Gobba appena ne abbiamo la possibilità.
- La neve fuori dalla finestra, dopo la prima notte di Ale a casa con noi. È un bel regalo.
- Le nostre vacanze in Corsica.
- Le due sgrignapolate notturne: il marzapane e la mostarda.
- Le ciabatte della signora Maria. Sexy bomb. Moriamo dal ridere.
- Le scarpine rosse che la Nico manda ad Ale.
- Dori di Nemo e la promessa bizzarra.
- Com’è difficile organizzare una festa a sorpresa per te.
- Noi travestiti da Banda Bassotti. Sulla carrozzina il deposito di zio Paperone.
- Ale e la Marta che si sposano. Tenersi per mano, e rivivere il nostro matrimonio.
- Preparare la valigia per l’ospedale e mettere via i vestitini divisi per grandezza.
- L’annuncio di nascita di Croc. La sera in giro per casa a prendere misure.
- La festa di ottobre. Un po’ festa d’autunno, un po’ mio compleanno, un po’ inaugurazione della casina uac.
- Le contrazioni di bum-bum.
- Tu che mi medichi la ferita. Io devo ancora farci amicizia.
- Pensare quanto siamo fortunati, ad essere genitori in due.
- La piscinetta che ci regala Max. Ale ci sguazza come un pesciolino.
- Gli studi sulle vaccinazioni.
- Ale per la prima volta in biblioteca.
- Il forum di Elasti.
- Il bel titolo del cd “Prime lucertole al sole”.
- La tutina Nureyev. Ridiamo un sacco.
- I we con qui la Manu.
- Tu ad arrampicarti sugli alberi. Sei felice come un ragazzino.
- Il tuo: “Ritieniti occupata, stasera”.
- La torta al cioccolato a forma di cuore.
- Piangere abbracciata a te.
- Capodanno a casa con la Benedetta. A vedere i fuochi d’artificio, in piedi in camera, nasi appiccicati alla finestra fredda.
- Le scale della chiesa di Marone di corsa. Le risate che ci siamo fatti.
- Le foto per l’Adventskalender.
- Il battesimo di Ale.
- Jacopo che è convinto che Ale mangi dal mio ombelico.
- I cavolfiori che per quest’inverno ti sei evitato.
- Cucinare insieme per la festa del battesimo.
- Benitone e il punteggio che fa a Scarabeo.
- Le chiavi di casa e le chiavi del Berlingo nei jeans in lavatrice.
- Il naso del mio papà nella carrozzina di Ale. Lo guardiamo sorridendo di bella vita dalla porta della cucina.
- Cercare di trovare parole per raccontarti emozioni e sensazioni che sono emozioni e sensazioni di donna. È bello condividere.
- Le due pelli di cinghiale su un cartello stradale. Corsica o Far West?
- La pizza a Verona nella bella casetta di Lucia, alla fine della domenica con i bibliotecari milanesi.
- Le colazioni col Davide a Chiari.
- La neuropsichiatra di Palazzolo.
- I pini-palo.
- La Leser-Bank. Che è una panchina in riva al lago con i libri della biblioteca. Qui in Italia siamo indietro anni luce.
- La Punto verde rottamata, dopo tanti chilometri.
- La lavatrice che tira le cuoia.
- Raccontare a Benedetta la bellezza e la normalità dell’essere donna.
- Il divorzio, pratica meschina. Tante rabbie per una chiesa così. Non ci sentiamo meschini.
- Tu con gli occhi color ostriconi, io con gli occhi color maquis. Guardarsi pieni di amore.
- I nostri studi sui calli. Contributi decisivi.
- Tu davanti alla porta della sala operatoria. Cammini avanti ed indietro, come i papà dei film.
- Il tuo tentativo fallito di procurarti l’anello di fidanzamento.
- La prima pappa di Ale. Occhi di tristezza infinita.
- La mattina dall’oculista con Ale. Le ore di panico. Le mie lacrime in ufficio da te.
- Gli scaffali del box.
- Raccogliere ciliegie del nostro albero. Rende bella la serata.
- Noi che dal Sant’Anna usciamo in tre.
- La bottiglietta di mercurocromo esplosa in bagno. È tutto rosso. Ancora adesso.
- Il tramonto dalla torre di Seneca. Un spettacolo di rosso, di giallo, di mare, di terra.
- La polenta uncia di Magreglio.
- I pesciolini per Croc. E l’ippopotamo rosso. Sono gli unici due giochini che ti compriamo.
- La pennica 15 km dopo aver lasciato il campeggio.
- La tendina che regalano ad Ale per il suo battesimo.
- Gli occhi di Ale ad una settimana. Già guardano lontano.
- La tenda per il bagno che cucio. Belle righe colorate. Bella luce che fa nel sole del mattino.
- I sabati di gioco all’asilo. Sono un bel momento per le famiglie.
- Le ore dopo il parto. Piangere di gioia. Emozione. Stupore. Vita. Amore.
- La televisione nuova con lo schermo ultrapiatto.
- Attaccata al monitoraggio, sentire il cuore di Croc che batte, batte, batte.
- La pancia di Ale che porto io. Ma è nostra. La sento nostra.
- La valigia per la Corsica senza magliette per me. Bel colpo. E viva la Decathlon dove si rimedia in qualche modo.
- La festa a sorpresa per la Bea.
- La febbre fredda.
- La Lauretta qui da noi.
- Quando alla sera ci vediamo a Borgonato. E facciamo dei paci insieme. È un bel modo di finire la giornata.
- Le sere a Calino. È bello come essere a casa.
- I mesi in cui la televisione è stata parcheggiata sulle scale, senza che la usassimo.
- Il bagno per tutti e tre nel lago di montagna.
- La nostra casina uac.
- I complimese di Ale. Sono un bel appuntamento.
- Tu che cucini per me.
- I pantaloni per le pance. Su un buco che hanno, la nonna cuce due lumachine.
- Tu a dormire nel sacco a pelo nel mio letto di Stefini.
- L’albero di Natale che hai fatto per noi nelle sere in cui io ero in ospedale.
- La giornata al Besta. La dottoressa Valentini. La tac che finalmente riusciamo a fare.
- Pascolare l’ampelopsis di Erbusco.
- Biagio, il camper di Doc, parcheggiato in cortile.
- I tuoi maglioni nuovi, morbidi morbidi.
- Pictionary. Il cestino-porta-ciliegie è una macchina da scrivere.
- Ale iscritto in biblioteca.
- Piangere dentro la leccapiatti. E poi dentro le tue braccia. Molto meglio.
- “Non sento Croc.” “Bisogna guardare meglio nella scatola”. Dici cose strane e buffe, di notte.
- Gli album di foto che prepara la tua mamma. Vita della vostra famiglia.
- Gli albumini di foto che si fa il nonno. Lui che ora gira sempre con la chiavetta al seguito.
- Tu e il mio papà a preparare il 730.
- La tua pizza alla Fontana con il mio papà.
- L’orsetto che il mio papà regala ad Ale che nascerà.
- Come una capretta, saltare sulle rocce risalendo un fiume. mi diverto un mondo. Tu mi segui, felice della mia felicità.
- Passare a salutare i Rossetti a Pietrasanta. È una bella sorpresa per tutti.
- La gita in barca davanti alle Calanques. Le mie emozioni e le mie lacrime.
- Essere la cugina del nonno. Detta così, non sembro molto giovane.
- La settimana in cui siamo ammalati tutti e due. E Ale sano come un pesciolino.
- Io a Milano in treno con Ale.
- Il laghetto di Davos, dove ero stata in gita in prima elementare.
- Il topolino di musica rosa che mi regali. Sarà la colonna sonora della nascita di Ale.
- Io che guido da Valdidentro a casa.
- I discorsi alle foglie della betulla. Il tono è quello del “Tu non sai che sono io”.
- Le polveri. Non sarò mai periferica.
- Le sere a giocare a Scarabeo.
- Il traghetto da Bellagio. I miei occhi di stupore. Tu dici: “Sono stata la cosa più bella di tutto il we”.
- Il tempo nostro che mi manca.
- Il bel tavolo di Milano che diventa il nostro tavolo.
- Il capodanno da Silvana. La faccia di Sardina quando apre la porta.
- Sull’Adda, primo picnic per Ale.
- Noi a sistemare insieme la cucina. Siamo efficienti.
- Il carnevale a Corte Franca.
- Il we in giro con il mio papà. Tremosine, Bezzecca, Roncone.
- I tuoi appunti dei corso. Erano nati per me, sono apprezzati da tutti.
- A Pashna a salutare la Elena che parte per la sua vita.
- La Coca Cola per la sala parto.
- La festa della Elena a Pombia.
- A un mese dal parto, la mattina a camminare da Adro a Colombaro. L’Angela mi prende per matta.
- La guida di Riccardo che finalmente vede la luce.
- Il passeggino che si lancia giù per la discesa. Per fortuna è vuoto.
- Zernez, meta di vacanze dei miei genitori.
- La mail “Questi anni zero…”. Bello fare il punto della situazione.
- Sollevare Ale verso il sole e verso il cielo. La faccia di divertimento allo stato puro che fa.
- Le partite ai coloni. Vuoi una pecora?
- Il forum dei pellegrini. I suoi momenti di crisi.
- Le mail e gli sms e i post del forum che mi stampi e mi porti in ospedale. È bello sentire tutto questo bene attorno a noi.
- Le farmacie di Ajaccio.
- I tuoi giorni da pendolare a Milano. Le volte che a Milano ci vado io, in treno con Ale.
- La conchiglia di Finisterre che arriva per posta. Grazie, Sil.
- La prima vacanza in albergo. È un bel lusso a cui non siamo abituati.
- La ninnananna dell’alfabeto. Canto anche io ogni sera. Nonostante sia stonata come una campana.
- Ale in braccio a tutti, così si abitua al mondo. E vive nella bella consapevolezza che c’è un sacco di gente che gli vuole bene.
- La TIA. Tecnica dell’imbroglio alternato.
- Gli album delle foto. Altri tre. Uno dell’anno passato. Due delle vacanze.
- Gli spätzli come li faceva la mia mamma.
- “Questo è Marco che gioca con chi?”. Il bresciano avanza.
- Il sogno delle vacanze in Venezuela.
- I due bicchieri di Coca Cola che mi fanno stare sveglia fino alle 5.30 del mattino.
- Le mattinate di colazione a letto: biscotti e nutella.
- Tu dici: “Meglio avere la camicia stropicciata e te giusta, che te stropicciata e la camicia stirata”.
- A San Romedio. La preghiera per Croc. E per tutti i bambini. Che sia Lui a tenerli in braccio. E per mano.
- Il distributore di acqua in piazza. Mi chiedo se era proprio necessario.
- Uscire da Bertoni con la tenda nuova. La chiamiamo Camilla.
- La foto di me ragazzina. Cammino mano nella mano con la mia mamma.
- Dopo tutti questi mesi di incertezza, l’operazione che dovrà fare Ale. Siamo tranquilli. È un’operazione necessaria. È un’operazione alla carrozzeria, perché il motore continui a funzionare bene.
- Il concerto di Mauro sul pellegrinaggio. La pelle d’oca a sentire il mio diario letto da Gianluca. Le nostre foto sullo schermo. Siamo in cammino, hombre querido.
- Skype, che è una rivoluzione. Sentire il chicos a Parigi, e la Elena in Venezuela.
- Il diario di bordo. Segniamo ogni poppata.
- Tutti i pesciolini giapponesi dell’inverno, alla fine della pancia.
- Le ciliegie di Marostica.
- Il camice della pediatra. Pieno di animaletti. Sembra essere una brava dottoressa.
- Tutti i passi attorno a casa segnati sul pedometro. Una bella ragnatela di sentieri.
- Le due volte a Orio a salutare amici pellegrini che partono per il loro cammino.
- Tutte le sere in cui tu lavi i piatti. E io sistemo la cucina.
- Rendersi conto di quanto siamo cresciuti in questi tre anni. Di quanta strada abbiamo fatto.
Pubblicato in 365
settimo complimese di ale
il minestrone ricco: patata, carota, zucchina, porro, cipolla, piselli, sedano, fagiolini, spinaci.
l’ovetto che rimane in macchina. ora viaggi fisso sul passeggino.
il riduttore ikea. provvidenziale.
le tue prime vacanze lunghe, in albergo.
tu a strisciare sull’erbetta bella di una malga in montagna.
il bagnetto nel bidè.
i picconicchi che fai, in giro per i nostri posti.
la tac. è stato devastante, ma tu sei stato un bimbo bravissimo.
quel martedì a milano. la paura che abbiamo avuto. il sollievo a sapere che qualcuno ti e ci può aiutare.
all’ospedale dei bambini a brescia. filippo. e le radiografie.
la dottoressa valentini.
le lacrime per te, di notte.
le preghiere al nostro Padre. che ti tenga Lui per mano. che ci tenga Lui per mano.
il bagnetto nella piscinetta rossa. ti diverti un mondo.
il nonno che ti fa tanta compagnia.
jacopo che per te è uno spettacolo continuo.
tu che guardi la greta oltre la siepe del giardino.
i pomeriggi all’asilo-corsello.
il tuo primo incidente in macchina. dormivi. hai continuato a dormire.
il bagno dentro un laghetto di montagna.
la prima notte in tenda.
tu che in albergo dormi in camera con noi. sentirti respirare di notte.
i tuoi capelli punk. fai morire dal ridere, bimbo bellissimo.
le pappe preparate sul fornellino da campeggio.
tu e lo specchio. siete uno spettacolo.
i piedi a prendere aria appesi fuori dalla carrozzina.
tu in giro in maglietta e paolino lavabile.
la maglietta rossa e il paolino giallo, dopo la vittoria della spagna.
morsicarti i piedini. ti diverti un sacco.
tu alle prese con il pc. sei un omino buffo.
il primo bagno in piscina. non sei molto convinto.
il vero pesce e la vera cane.
la prima pappa latte e biscotti.
la prima volta a letto senza cena. evidentemente non hai fame. ma accettarlo è dura.
scopri che si può dormire sul finaco. e a pdl.
tu che salti spuntino di mezza mattina e merenda. almeno mangi bene la pappa del mezzogiorno e della sera.
la tia, tecnica dell’imbroglio alternato.
il primo sabato sera in un locale. certo, era il bar della piazza di cologne. ma qui in periferia non si può avere tutto. a nanna all’una di notte passata.
al tuo primo concerto. suona lo zio mauro.
i due voli: giù dal poggiapiedi della poang in braccio al nonno e giù dal lettone, mentre io ero girata.
sul seggiolone, lo studio delle mosche. sono esserini molto interessanti. ti incuriosicono e ti spiazzano.
la montagna di cacca fresca e fumante sul passeggino. ci sono spettacoli più edificanti.
il tuo passeggino che parte a manetta giù per un pendio. per fortuna che tu non lo abitavi.
il primo dentino che è spuntato.
stai diventando un bimbo grande.
Pubblicato in ale
sesto complimese di ale
i bobi a maniche corte.
le magliette a mezze manihe.
la tua bella magliettina rossa.
i tuoi grassini all’aria.
i tuoi piedini nudi. da mangiare.
il tuo primo lavoretto all’alsilo. l’impronta gialla della tua mano in mezzo a quelle delle nostre mani, blu. sono i colori di santiago. a te non è che piacesse molto, avere la mano piena di colore.
la pappe. la fatica dell’inizio. e quando poi cominci a prenderci gusto, e mangi bene, e non è più un dramma carico di tensione e tristezza ogni volta.
la prima pappe della sera. crescenza e verdure. una cena con i fiocchi.
i pannolini per la piscini che sono lì, pronti per essere usati.
il tuo primo picnic con la schiscetta. a torbole. una volta che andiamo a pranzo con il papà.
tutta la paura di quel venerdì mattina. dopo la visita dell’oculista.
noi che per te cerchiamo di fare tutto. tutto. e tutto il meglio.
noi che ti affidiamo al Grande Capo. sei e siamo nelle sue mani.
tu che ti rotoli. pancia-schiena e schiena-pancia.
i giochi che fai con la greta.
la tua risata che è così bella. così piena di stupore, e allegria, e felicità.
tu che metti i piedini fuori dalle sbarre del lettino. secondo iol papà, cerchi il fresco.
il tuo primo dentino che piano piano si fa vedere.
l’alluce spellato.
io che ti cerco sul tappetone, e non ci sei. sei sotto il divano. strisciare e muoversi è proprio una bella cosa.
il giro a marostica. le coccole che ti ha fatto jacopo.
a pashna a giocare ai coloni. passi dalle mie braccia a quelle del papà ad ogni cambio dado. siamo troppo impegnati a cercare di vincere.
il gelato preso la sera tardi, quando forse sarebbe stato più saggio andare a nanna. ma più uac avere una sera per noi.
le visite guidate alle frazioni del comune.
la tua prima fototessera.
la signore rumena che dice: tu sei un angelo del cielo.
la domenica con i bibliotecari milanesi. ti coccolano tutti. lucia, seduta ietro in macchina con te, ti tiene la manina fino a verona.
cercare di fotografare la tua bocca mentre è ancora senza denti.
tu sul tappetone in box. così noi possiamo andare avanti con i lavori.
tutti che dicono che sei un bimbo vispo, e sveglio, e allegro.
tu che non fai più le pappe della notte. e io ti lascio andare, ti lascio crescere, piccolo signore.
la crescenza che ti fa venire il mal di pancia.
i fili d’erba tra le tue dita.
ripensare ad un anno fa, quando rischiavi di cascare giù. rendere grazie per il tuo essere qui con noi.
con il nonno su a santa maria del corno. senza passeggino non sembrava così ripida.
tu in biblioteca con la nonna, mentre noi approfittiamo di questa mzz’ora in regalo ci godiamo un bagno in piscina.
la prima dose di parmigiano. vediamo se buon sangue non mente.
il primo vizio: tu che ti addormeni solo se senti la nostra mano.
ti diamo croc,che è il tuo orsetto. ti piace molto. ira ti addormenti sempre con lui.
la ser ache ti metto a letto da sola. forse è capitato solo un’altra volta. di solito c’è sempre il papà.
tu dalla nonna johanna. che ti sia sempre vicino, come è sempre stata vicino a me. e a noi. che guidi lei i tuoi passi dal cielo.
la tendina che è ilt uo regalo di battesimo. bellissimo acquisto che sa di vacanza.
tu nel marsupio. il papà che salta su un prato dietro a santa maria del giogo. tu ti diverti come un matto. e ridi, ridi, ridi.
a cena dalla tua madrina che ti coccola un sacco. i bei libri che ti regala. quello che ti racconta.
tu che senti i tuoi primo racconti d’africa. che a terra sia la tua casa, uomo di domani.
i fuochi d’artificio. non ti spaventi neanche un po’. lì guardi. nei tuoi occghi stupore e meraviglia.
il primo giro sullo scivolo. hai lo sguardo perplesso. mi sa che ti chiedi cosa c’è di divertente, in questa faccenda.
il tuo papà che di oggi dice: possiamo accendere una mezza candelina.
io che mi rendo conto che mi hai e ci hai ribaltato la vita. non è sempre facile da accettare. ma va bene così. almeno quando non sono a pezzi.
io che mi rendo, che solo mettendoti al mondo, già abbiamo reso il mondo u po’ migliore di come l’abbiamo trovato. certo che la sfida è appena iniziata.
buon cammino.
a te.
e a noi.
Pubblicato in ale
dopo santiago, il ritorno
di me.
del mio ritorno.
e un po’ anche di noi, di guido e me.
del nostro vivere insieme il dopo-cammino.
di me.
da una mail del 15 giugno 2007.
scrivevo:
sono a milano.
ed essere qui è strano.
ma bello.
sono dentro una milano piovosa e grigia che sembra autunno.
sono di nuovo dentro la mia vita.
dentro la mia vita che ancora non è di sempre (inizio a lavorare lunedi).
ma è la mia vita.
e va bene cosi.
sono tornata da santiago con appiccicata addosso la consapevolezza, ancora una volta, che
è qui il mio cammino.
è qui.
tra la mia gente.
nei miei posti.
nelle mie ore di sempre.
mi sembra di avere addosso occhi nuovi.
guardo con stupore una lavatrice non compartida.
una doccia lunga, schiumosa, solo per me.
i sorrisi degli amici di sempre.
i loro occhi, che mi leggono dentro.
l’odore di pioggia che arriva su piazza del duomo.
la birra nel solito posto di sempre.
la mia maglietta preferita, in cotone. willy coyote e beepbeep. uno dice: non aspettare
la felicità. l’altro risponde:
inseguila.
il bordon con le etichette del volo appoggiato in corridoio.
mettere i sanali senza spalmarsi i piedi di vix.
ascoltare de andre, e de gregori, MCR, zucchero mentre faccio colazione al tavolo della
cucina.
la mia borsa in lana rossa del peru.
il dopo-cammino per guido e per me.
(premesso che noi il cammino insieme non l’abbiamo fatto mai).
è fidarsi.
fidarsi uno dell’altro.
e del mondo.
di chi si incontra.
è guardare chi si incontra con occhi nuovi. buoni. attenti. almeno cercare di farlo.
è rispettare chi c’è attorno a noi.
essere grati per tutto quello che abbiamo.
sorridere alla cassiera del supermercato che lavora la domenica mattina. rinuncia a cose sue, per permettere a noi di fare la spesa.
è condivere.
compartire vita, parole, cuore.
è raccontarsi. mettersi a nudo. lasciare che si possa leggere il cuore.
è fare scelte controcorrente.
è sposarsi in pantaloncini da cammino e gonna rossa di tutti i giorni. in sandali e scarpe da ginnastica che sono state le scarpe del cammino.
è una festa di matrimonio che è stato un picnic tra lago e cielo azzurro.
è un viaggio di nozze in tenda.
è attenzione ai particolari.
è lo zaino come valigia.
è dire: perchè no?
è la certezza che quello che ci succede è il meglio che poteva succederci. anche se a volte è una mazzata da accettare.
è aprire la casa, e il cuore, all’altro. agli altri.
è regalare a guido il bordon con cui ho camminato, e piangere lacrime che hanno dentro immensa vita.
è rendersi conto di quanto sia bella la vita, oltre la fatica, il dolore, l’impegno.
è fare scelte che cercano di essere etiche, e giuste, e rispettose del mondo che lasceremo.
è scegliere pannolini lavabili per ale, per non produrre tonnellate di rifiuti inutili.
è una concha e un sasso come bomboniera.
sono piccole passeggiate nella luce del tramonto di qui, alla fine di giornate di lavoro.
è parcheggiare sempre lontanto, perchè tanto cosa vuoi che siano due passi.
è avere i cieli di spagna nel cuore e negli occhi, e perdersi a guardare i nostri cieli, le nostre nuvole di qui.
è il calendario del pps appeso nell’ingresso di casa.
è raccontare, raccontare, raccontare, al punto che mio papà (79 anni; quando sono partita per il cammino mi ha detto: “tu sei matta, è ora di mettere la testa a posto e di cominciare a crescere”) in agosto vuole partire per il cammino. dice: “voglio vedere anche io le cose belle che avete visto voi. capire cosa vi ha appassionato così tanto”.
è la voglia di camminare, camminare, camminare che ogni tanto ci prendere.
è rendere grazie a Dio per ogni giorno che è un dono bellissimo.
è bisogno di altri pellegrini. perchè chi è pellegrino, sa cosa ha nel cuore un altro pellegrino.
è stendersi sul prato davanti a casa, nel fresco della sera, a guardare le foglie di una betulla e le nuvole rosa di tramonto.
è essenzialità e semplicità dentro la vita di tutti i giorni.
è portarsi santiago, il cammino e ogni pellegrino per sempre nel cuore.
è essere sul cammino ogni giorno.
dentro i passi della nostra vita.
dentro i passi di chi cammina sulle strade di spagna e del mondo.
così.
questo è stato il mio ritorno da santiago.
questo è stato il nostro ritorno da santiago.
quinto complimese di ale
le prime pappe.
il primo raduno dei pellegrini. a pistoia. ed è come essere a casa.
tu in braccio a tutti. sorridi a tutti. è bello portarti con noi.
la elena che ti saluta prima di paritre per l’altro mondo e dice: chissà come sarai cresciuto, quando tornerò.
il tuo papà che ti dà le prime pappe.
il faccino triste che fai.
sembra che abbia dentro tutta la tristezza di questo mondo.
tu dentro ad una scatola di panettone. ciao, buffino.
la prima volta che ti mette a nanna il nonno, un giovedì sera. ti canta “o mia bella madunina”. e tu dormi pacifico.
le conferenze che hai fatto una notte, ogni tre ore. chiacchieri, chiacchieri, chiacchieri nel buio della notte. poi ti arrabbi perchè nessuno ti risponde.
il primo libro che ti compro. sono storie e filastrocche.
tu iscritto in biblioteca. possiamo prendere in prestito bei libri colorati. che sono meglio dei libri sulla seconda guerra mondiale che ti ha letto il tuo papà.
la tua prima volta a scuola: vieni con noi al corso sulla storia del nostro paese. sei un bimbo bravo. non disturbi molto. e l’assessore dice che il futuro è nelle tue mani. nelle mani di voi bimbi che diventate gli adulti di domani.
tu per la prima volta dalla zia cice senza di noi. noi al concerto di guccini. non bevi neanche il latte che ti avevamo lasciato. sei bravo e felice. quando arriviamo a riprenderti, sei sveglio con la zia. e ti fai fare belle coccoline da lei.
i paci con la tua madrina. sono belle ore in terra bergamasca.
i nuovi versi che scopri. rifalrli ti diverte molto.
tu che parli alle foglie di betulla. hai un tono di voce che sembra dire: “ehi, tu, foglia, sai chi sono io?!?”
i pomeriggi sul prato, nell’ombra verde della betulla, al riparo dal sole. tu giochi. io leggo.
capire che ogni bimbo ha i suoi tempi.
le prime feste a sorpresa. quella per la zia cice. e quella per il papà.
il tuo cugino più grande che ti tiene in braccio. siete bellissimi, insieme.
jacopo che stravede per te. e tu per lui. anche s eogni tanto ti tira in testa qualche giochino.
il bagnetto nella vaschetta azzurra. sei troppo grande, ormai, er il lavandino.
tu in braccio allo zio mauro, che fa bei suoni. lo guardi pieno di ammirazione e meraviglia.
tu in baccio allo zio mauro mentre suona il piano. bevitela, questa musica. è bella.
leggerti i libri.
il tuo culetto che non è più quello di un macaco.
i tuoi occhioni. così blu.
tutti i complimenti che ricevi, quando ti portiamo in giro.
i sabati mattina all’asilo. ti piacciono molto.
tu che strisci per qualche decimetro, facendo forza con i piedini contro la mia mano aperta.
vedere un neonato al centro commerciale e pensare che è davvero minuscolo, rispetto a te.
rendersi conto che cresci. ogni giorno un pochino.
Pubblicato in ale
oltreoceano
io che mi ricordo di te ad una settimana dei ragazzi, in settembre. il biglietto che ti ho scritto allora. avrò avuto 15 anni.
noi cresciute insieme, dentro la vita dell’oratorio.
tutte le riunioni animatori che ci siamo fatte.
i giorni verso santiago. tu per noi allora sei stata una boccata d’aria fresca.
la torta di mele e la spada di asterix. un pensiero al chicos.
tutte le settimane bianche di vigo.
noi due a sciare con il chicos. le risate sulla sdraio. e il panino del baracchino.
tutti i we a pombia. le spese che sono eventi. le grigliate storiche, a qualsisi ora, con qualsiasi tempo.
tutte le sere a casa tua. carbonara al volo e cineforum casalingo.
il viaggio in perù. imboscare prosciutti nello zaino e viaggiare in quei posti, anche in camion. la inca-cola.
tu e ruben qui da noi, un pomeriggio di gennaio. è bellissimo vedervi. è bellissimo vedervi con ale. è bellissimo vedervi così felici.
tu in ospedale a brescia. mi fai sentire voluta bene.
quando vieni a cena da noi, anche se abitiamo nella periferia imperiale. tu che impari bene la strada. e noi non siamo troppo lontani.
le pizze della fontana. la birra al tir na nog. la sangia all’ajo blanco.
le partite a risiko. ai coloni di catan. e al gioco del dizionario. risate tra amici.
tu e voi fanciulle che organizzate il mio addio al nubilato alle terme. e da lì in poi ti capisco decisamente di più… e mi godo un po’ di più la vita.
i giorni a budapest, solo noi ragazze. i nostri 8 piedini dentro le calzine a righe.
tu che hai sempre delle cicche a portata di mano.
il tuo modo di cercare parcheggio. quando serve, noi ti invochiamo ancora.
le coccinelle della tua mamma.
noi due in romania. le pere onni-presenti. e due amicizie che vanno avanti oltre il tempo e il non vedersi.
le guide turistiche. io assolutamente lonely. tu assolutamente no. ma ti converti.
i semini di mela e il liquore che ne viene fuori.
i cioccolatini che ci sono sempre a casa da te.
da te a preparare due torte per un compleanno di gargamella. io non avevo ancora il forno.
quando giocavamo a calcio insieme. la trasferte. tu fastidiosissima in difesa. le sere d’inverno con i capelli bagnati. i chilometri sulle strade della brianza.
tutti i viaggi che ti sei fatta. hai il mondo, nei tuoi occhi. e lo riporti a casa, a noi.
la chiacchiere belle. tre in particolare.
noi sedute sul muretto dietro la chiesa di pombia. sotto di noi la piana del ticino. ti racconto di guido. e di quel bel caos che ho nel cuore.
io in tonale una sera. ci sentiamo al telefono. sei a casa anche tu. ed è un attimo vedersi.
noi due nelle mollificazioni serali di una terma a budapest. vita, futuro, progetti e fatica che ci regaliamo.
noi alla tua laurea con pinna, maschere e boccaglio.
i capodanni insieme. è bello iniziare l’ano nuovo con voi.
la tua faccia da foto.
tu che sei una donna di classe. e la nostra consulente d’immagine preferita.
tu e io sulla giostra a santander. biglietti dentro l’album delle foto.
noi a praga tutti insieme.
i giorni al mare dalla lauretta.
tu che sei una donna di mare. io che ero una donna di montagna. ma si può sempre cambiare idea. quando ti chiamo dalla corsica e ti dico: siamo all’interno, ma io non vedo l’ora di tornare sulla costa.
la gita a como. e al faro di brunate.
io che mi chiedo cosa ci si mette, dentro una valigia che per due anni sta oltreoceano.
tu che in quattro e quattro otto hai deciso di ribaltare la tua vita. e ne sei felice. la bella tranquillità che hai. la bella scommessa di seguire il cuore.
Pubblicato in amici
del forum: mi piace, non mi piace
mi piace.
mi piace che qui ci siano pellegrini che nel corso degli anni sono diventati veri amici.
mi piace che si possa condividere la vita.
mi piace che stiamo cominciando a guardare al mondo, oltre al cammino.
mi piace quando qualcuno racconta dei suoi passi.
che possono essere passi sulle strade di spagna.
o passi dentro la vita di ogni giorno.
mi piace quando si è schietti.
quando si dicono le cose che si pensano.
mi piace quando si apre il cuore.
quando ci si racconta nel profondo.
mi piace quando si rispettano le posizioni degli altri.
quando si accoglie il diverso da noi con cuore grande e braccia aperte.
mi piace quando si parla di fede.
mi piace che si parli di burkina e di bangladesh.
mi piace quando ci si trova, perchè va bene scriversi. e sapere di esserci.
ma guardarsi negli occhi e potersi abbracciare è un’altra cosa.
mi piace che veniamo da tutta italia. e che siamo così diversi.
mi piace la nostra diversità, perchè può essere ricchezza per tutti.
mi piace perchè mi fate compagnia nelle lunghe giornate a casa con ale. siete una boccata d’aria fresca. leggervi è essere un po’ da un’altra parte.
mi piace perchè ognuno porta nel forum quello che è. lo si è visto anche nei ringraziamenti al raduno di badia.
mi piace che si possa solo leggere.
mi piace che si possa scrivere, se si ha voglia.
mi piace quando c’è qualcuno che risponde ai nuovi iscritti. a quelli che non sono mai andati a santiago. mi piace che qualcuno risponda. anche se è la millesima volta che viene ripetuta la stessa domanda.
mi piace quando si è gentili, magari addirittura troppo gentili. ma la parola scritta si presa ad essere fraintesa. e quindi ben vengano gentilezze che aiutano a capire quello che si pensa.
mi piace che si possano condividere dolori profondi e gioie vere. questa condivisoone è un dono prezioso.
non mi piace.
non mi piacciono le polemiche.
che poi sono sempre le stesse da anni.
non mi piace disquisire ancora su chi è pellegrino e chi no.
non mi piace quando si dà per scontato che tutti devono già essere esperti. sapere tutto del cammino, della credencial, della compostela.
non mi piace quando si mette zizzania gratuita. post che hanno il solo scopo di fare innervosire. e di solito ci riescono alla grande.
non mi piace che ormai in tag troppi contano.
se c’è qualcosa che non va, che lo si dica in modo garbato. se non lo si vuole dire (o non lo si riesce a dire) in modo gentile, forse si può pensare di stare zitti. o di non leggere neanche.
non mi piace chi dice che il cammino è solo un cammino di fede.
non mi piace chi dice da dove si deve partire. mi piace che si diano consigli. ma in modo bello. e dolce. che si dica: “io ho fatto così, secondo me è la cosa miglioe, ma poi vedi tu.”
non mi piace che ci siano gli innominabili.
e parlo di immacolata, che anni fa si era definita paria del forum. si diceva che era esagerata. secondo me ci aveva visto giusto.
e parlo di riccardo. perchè non si può parlare di lui e delle sue guide? perchè sono e rimangono un segreto di stato? non è questo un forum sui cammini? non sono, quelle, guide che parlano di cammino? perchè questo silenzio?
non mi piace che ci siano pellegrini di serie A, quelli che appena aprono bocca sembra che abbia parlato gesù cristo. e pellegrini di serie B, che non se li fila nessuno.
non mi piace che almeno i PPS storici non condividano esperienze forti. io non dico che bisogna dire/scrivere tutto. certo che se questo è un gruppo di amici, va alimentato di nuova linfa. altrimenti ci ritroviamo sempre a berci il nostro caffè sul muretto e dire che tempo fa in molte regioni d’italia. y nada mas. ma così non si va molto lontano.
non mi piace che succedano cose al di fuori del forum che poi hanno ripercussioni dentro al forum. per esempio, rikk ringrazia per il raduno a badia perchè dice che si è riconciliato con il forum. io neanche lo sapevo, che ci avesse litigato. e sì che con tutto il tempo che ho a diposizione, non mi perdo praticamente nulla.
non mi piace che non si possa parlare di chiesa. chi non crede, non li legga neanche, certi post. è un forum. e uno è libero di leggere o non leggere. io ringrazio chi mette quei post. a volte li leggo, a volte no. ma mi piace che ci siano. anche questo sono diversità, e quindi ricchezza.
non mi piace che si fanno le cose un po’ di nascosto. per esempio, a proposito della camminata sarda, flavio dice: c’é uno schema con date e percorso disponibile. perchè non è mai stato reso pubblico?
Pubblicato in pps
raduno a badia
eccomi.
stamattina io e ale nanne fino a mezzogiorno.
mi sa che ne avevamo bisogno.
poi ho cominciato a scrivere.
in mezzo un po’ di ordine in casa, qualche gioco con ale, un po’ di tempo stesa con ale sul prato.
eccomi.
vi racconto.
racconto a voi.
che c’eravate.
per ricordare.
per tenere nel cuore.
negli occhi.
racconto a chi non c’era.
e avrebbe voluto esserci.
racconto a romina, a dani&co., a luceverde, a minuetta, a stefano, a tutti gli altri.
racconto a me.
a noi, famiglia.
perchè è la nostra vita.
perchè per noi tre sono stati giorni belli, felici, importanti.
============================================
viaggiare nella notte.
ale in macchina non si sente.
im macchina come se fossimo noi due.
dentro i nostri viaggi belli e improvvisati.
musica e parole.
arrivare a badia per statali da pian del voglio.
evitiamo una coda ferma che non si muove.
arrivare a badia.
sapere di essere a casa.
sentire di essere a casa.
silvana.
ancora una volta è la prima pellegrina vista.
i passi sotto l’acqua, ale in braccio avvolto dentro un nostro pile.
entrare nella stanza dove siete tutti.
ale in braccio allo zio doc.
e noi.
noi a salutare.
abbracciare.
guardare negli occhi.
noi felici di essere qui.
noi felici di essere qui con voi.
la famiglia abruzzese.
sono qui anche loro.
è una sorpesa che hanno organizzato la manu e cristiano.
bello che questo nostro tempo sia anche loro.
anche per loro.
la bella stanzetta in canonica.
cristiano che come sempre ha pensato a tutto.
e ci ha messo il cuore, nelle cose che ha fatto per noi.
il nostro bagaglio poco pellegrino e poco essenziale.
il lettino montato.
il frontalino nella notte per dare da mangiare ad ale.
salutarvi al mattino dalla finestra.
le vostre voci sulla piazzetta.
voi a chiacchierare dentro questa mattina grigia.
sardina che arriva dopo una notte in traghetto.
lei in camera con noi.
la bella familiarità che c’è.
il tempo nostro.
due passi verso casa di samuele.
i campi di gasgionfoli. il bel mare giallo contro il cielo grigio.
un cielo di nuvole di pioggia riflesso dentro una pozzanghera.
il campanile poco lontano.
è bello camminare dentro il tuo paese, cristiano.
dentro questi posti che sono tua vita.
i furgoni “decorati” con le piante.
il più elegante è il furgone decorato in glicine.
il ragazzo che pota delle piante alte.
lui arrampicato su una scala.
poco lontano la sua macchina.
portiera aperta e musica a volume alto.
aspettare gli altri.
preparare le pappe sui tavoli nel chiostro.
i 10 mintui con silvana.
il suo cuore aperto.
a raccontarci il suo cammino d’inverno.
a racontarci le emozioni con cui è arrivata a santiago.
a raccontarci l’emozione di arrivare a santiago per la prima volta.
i suoi occhi lucidi mentre parla.
cuori che ascolatano cuori.
è bello codividere vita, emozioni, sentimenti.
piano piano arrivano gli altri.
aspettarli in piazzetta.
e sono saluti.
abbracci.
parole scambiate.
aspettarli in piazzetta.
e sono amici ritrovati.
e occhi felici.
il pranzo insieme.
la mortandela della val di non.
la torta salata con su la concha.
la caponta di sardina.
tutti i dolci.
i regali trah di lucia e della manu.
il costume a conche che ha ricevuto la manu è veramente inguardabile.
la concha gialla è rimasta a noi. e questo non va per nulla bene..;o)…
i regali a fabrizia e antonio.
due ometti o grucce per abiti o come li chiamate voi.
per quando avranno un armadio.
per quando, tra poco, smetteranno di dover cercare i loro vestiti dentro uno scatolone.
i libri per francesco.
lui timidissimo.
ma felice.
se ne va con un cesto pieno di nostra vita.
di parole e pagine che racocntano vita e storie.
ale incantato dal naso rosso da clown che che su lucia.
tira, tira, tira.
speriamo non lo molli all’improvviso.
io a dare le pappe ad ale seduta su una scala in fondo al chiostro.
vi guarda da qui.
da questa prospettiva isolata e diversa.
e penso che siete bellissimi.
che siamo bellissimi.
penso che ormai noi non c’entriamo più molto con il cammino.
ma ce lo portiamo nel cuore.
e ci portiamo nel cuore voi.
è per questo che oggi siamo qui.
il bel sole nel pomeriggio.
entrare nel fresco della chiesina dove passere belle ore piene di mondo.
una giacca gialla e un pile arancione si tengono per mano. siete bellissimi.
tilos che gira.
la presentazione delle foto del cammino che ha qualche problema.
sardina che racconta di cammino.
quando dopo poche frasi dice: non so cos’altro dire.
benvenuta timidezza.
e poi i racconti a partire dalla immagini.
i bimbi del catechismo che ascoltano.
poi ezio.
il suo bangladesh.
le foto.
le sue parole.
i suoi occhi.
il suo cuore che traspare.
la voglia che ha di raccontarci.
di condividere.
quando racconta di giannina.
lei che dice: io voglio camminare.
lei che non potrà mai farlo.
a me si spezza il cuore.
quando ezio dice: l’unica cosa bella che hanno lì sono i tramonti.
davvero è poca cosa.
erika che parla.
le foto della sua africa.
sono anche l’africa di cristiano.
per pochi chilometri e un confine più in là sono anche la mia africa.
mercati.
villaggi.
donne.
bambini.
povertà.
spernaza.
futuro.
erika racconta.
apre il cuore a noi.
apre il cuore a noi per il nostro essere amici di cristiano.
salutare silvana.
stringersi in uno dei nostri abbracci.
che danno e ricevono vita, forza, amicizia.
salutare piero e gabriella che partono anche loro.
anche questa volta non ci siamo parlati, piero.
ma non sempre servono le parole.
tutti insieme a piedi da samu.
si parla di africa.
di condivisione di esperienze.
di genitori.
di chi non capisce e non condivide.
del bisogno di condividere che abbiamo.
camminiamo dentro alla luce di questo tardo pomeriggio.
i colori caldi che ci sono.
la luce bella.
le foto al tramonto.
noi seduti davanti alla casetta dove fanno le pizze.
si parla.
si condivide.
bangladesh.
cammini.
bimbi.
vita.
è bello essere qui.
vi guardo dalla finestra della camera.
dall’alto vedo amicizia.
le pizze che ci preparano samu e gli altri.
la cura che ci mettono.
loro che ci fanno sentire a casa.
così voluti bene.
il modo bello che hanno di lavorare insieme.
si sente che ci sono tanti anni di vita condivisa.
luciana adottata come aiuto-pizzaiola.
francesco bravo cameriere.
noi ad un certo punto in piedi accanto a cristiano.
in silenzio.
buio della notte e luci accese.
tutti voi davanti a noi.
vi guardiamo.
credo di sapere che felicità ha nel cuore cristiano.
questa è la sua vita.
sono i suoi posti.
ci sono i suoi amici di badia.
ci siamo noi, suoi amici del cammino.
cosa volere di più.
noi a casa presto.
ale è stanco.
è stato bravo, oggi.
fosse per noi rimarremmo fino a tardi.
a tirare tardi raccontando e ascoltando.
come negli albergue.
ma va bene così.
già aver potuto condividere con voi questa giornata è stato un regalo bellissimo.
nella nostra cameretta.
giochiamo con ale.
ci godiamo questo bimbo che oggi è stato in braccio a tutti.
ridiamo insieme.
ridiamo con lui.
è stata una giornata molto bella.
poi nanna.
i pianti disperati nella notte.
ma i pellegrini non sono ancora in branda.
per cui per fortuna non svegliamo nessuno.
la mattina della domenica a badia.
la passeggiata per i campi.
si parla di forum.
di confraternita.
di cammino.
di polemiche.
a messa tutti insieme.
qualcuno in fondo.
qualcuno a sinistra dell’altare.
noi a destra.
oltre la sagrestia c’è una porticina che dà sul chiostro, ottima via di fuga in caso di pianti improvvisi.
la messa.
don isaac che si porta l’africa addosso.
il battesimo di giada.
così accolta dentro la sua comunità.
così accolta dalla sua comunità.
ripenso al battesimo di ale.
al suo diventare figlio di Dio.
al nostro impegno.
all’impegno che si sono presi con noi la nico e max.
le mie lacrime durante la comunione.
hanno dentro vita.
dolore.
amore.
hanno dentro l’africa.
e il bangladesh.
i bambini di ezio.
franci, mio ragazzino disabile.
hanno dentro la mia mamma, giuseppe50, la lisa, carlo ed eligio.
come scriveva cristiano in un post: davvero per loro il cammino non è finito.
ma che passi difficili, per noi, qui.
le mie lacrime.
hanno dentro la mia nuova famiglia.
ale.
guido.
il mio amarli.
il mio volerli proteggere.
hanno dentro voi, amici di questo pezzo di strada.
hanno dentro rabbia per la chiesa.
per la chiesa lontana, chiusa su sè stessa, che non accoglie, che non ama.
hanno dentro bellezza per questa comunità di badia.
per il suo essere chiesa viva.
che ama e accoglie ed è famiglia vera.
hanno dentro la certezza che anche questa è comunione.
anche queste mie lacrime sono comunione.
comunione con voi.
comunione con il Grande Capo.
oltre i precetti.
su di me una coccola della manu che era fuggita da un pianto e ne ha trovato un altro.
in chiesa il canto della comunione che dice qualcosa sul fatto che Lui non ci abbandona mai e cammina sempre con noi.
è consolazione.
nel chiostro solo noi tre.
la luce chiara dl mezzogiorno e l’ombra fresca.
ti abbraccio, guido.
ti stringo forte. fortissimo.
grazie per esserci.
per condividere con me questo nostro cammino.
per camminare con me, mano nella mano, passo dopo passo.
il pranzo che ci hanno preparato i nostri amici di badia.
come sono premurosi.
come sono attenti.
ci viziano e ci coccolano.
si parla di lacrime sul cammino.
si parla della capacità di piangere e di emozionarsi.
le chiacchiere sul muretto.
samu che dorme appoggiato a matilde.
sono belli, insieme.
l’affresco e gli otto strati di intonaco con cui è ricoperto.
samu mangiafuoco.
e anche lucia ed enrico.
la risate che ci facciamo.
poi i saluti.
gli arrivederci a san quirico, settimana prossima.
o a fondo.
o in sardegna.
gli abbracci.
chi dice ad ale: “sei un bimbo fortunato”.
a me emoziona, questa frase. e mi commuove.
uno a uno ce ne andiamo.
siamo gli ultimi.
andiamo anche noi.
nel sole davanti alla chiesa ci salutano cristiano e la sua mamma sara.
grazie.
ancora una volta grazie.
per averci accolto.
per averci aperto il vostro cuore.
siete un dono prezioso.
tu, cristiano, sei un dono prezioso.
voi, amici pellegrini, siete un dono prezioso.
cri e guido e ale
ps.: grazie anche a tutti quelli che hanno fatto da zii per ale.
permettendo a noi ore e giorni con nuova aria.
Pubblicato in pps
da fare alla sera
lavare al volo i piatti, senza che si accumulino per giorni nel lavandino e sul piano d’appoggio.
leggere, seduta sulla poang.
leggere, a letto, nella lucina bella della camera altrimenti buia.
giocare con te a piut-piut.
inventarsi parole per cercare di batterti a scarabeo.
fare un passeggiata nella luce della sera che scende.
andare a cena da qualcuno.
viaggiare nella notte, con la musica dell’autoradio.
baciarsi. coccolarsi. perdersi negli occhi e dentro le braccia.
stare dentro la tua ascellina e chiacchierare, chiacchierare, chiacchierare. la voce che è poco più di un brusio.
fare ordine nella nostra casetta.
vedere un film insieme.
riuscire a finire di vedere il concerto di de gregori/dalla che abbiamo registrato per caso in televisione.
guardare insieme foto. quelle viste milioni di volte. quelle nuove.
preparare album fotografici di santiago, africa, perù, capo nord.
ognuno lavorare al suo pc.
scrivere con calma il diario.
fare un bagno caldo con musica e luce delle candeline.
andare a mangiare un gelatino.
rimanere fuori, nel caldo delle sere d’estate, a parlare, sognare, ridere. il fruscio bello delle foglie di betulla.
fare la spesa insieme.
leggere con calma il corriere.
sognare vacanze.
fare insieme la pizza.
scrivere con calma una mail di amicizia.
senza che siano cose esotiche, c’è di meglio di una serata materassi organizzata a casa nostra.
Pubblicato in uac






