Pubblicato da: cri | 10 ottobre 2016

365: 2015-2016

  1. Tommi che nasce. Sei un regalo bellissimo, piccolo figlio.
  2. I topi-tamburi, o topinambur che dir si voglia. Grande scoperta.
  3. Belle avventure tra le mura del castello di Brescia.
  4. Ale: “Ho appena leccato il ghiaccio che c’è in freezer. Buono. Non sa di niente ma è buono.”
  5. “Perché ci sono volte in cui ascolti e sei bravissimo e altre in cui non fai niente di quello che ti si chiede?” Ale: “È la mia linea del cervello: quando è bella dritta, faccio le cose belle, quando è tutta spezzettata o storta faccio il matto.”
  6. La macchina allagata perché è rimasto aperto il finestrino del passeggero. E per una volta – incredibile – non è colpa mia.
  7. Il bagnoschiuma “torta zenzerina”.
  8. Una mattina voi dalla nonna e io a dormire. Bellezza.
  9. Un 2015 che finisce con fatica, amarezza, esasperazione e stanchezza. Non se lo meritava, di finire così. È stato un anno bello.
  10. Un doppio arcobaleno tra le torbiere e il paese. ale dice: “È il segno che dio vuole bene agli uomini”.
  11. Il catechismo dei genitori.
  12. Il primo dentino perso. E Ale ce lo tiene nascosto a lungo per farci una sorpresa.
  13. Dopo un volo in bici. Ale: “Posso uscire? Devo andare a cercare il mio pezzo di pelle che non è più sul dito. Sarà ancora in strada?”
  14. La mia pancia che cresce, ancora una volta.
  15. Tutti quelli che non conoscono bene Ale e Michi e dicono: ma sono identici.
  16. I silenzi di Michi. Mutismo selettivo?
  17. Due giorni prima dell’inizio ufficiale della primavera, un picnic nel sole.
  18. Ale disegna cuori e scrive sgrammaticati biglietti di schuse [e la acca lì in mezzo non è un errore mio].
  19. Lo scaldabagno nuovo, l’addolcitore e Wally, la pompa di calore.
  20. La decisione, sofferta, di non raggiungere con Michi il nonno a Santiago alla fine del suo cammino.
  21. Tutte le coccole che Ale e Michi fanno a Tommi. Tutte le carezze, tutti i baci, tutti gli occhi dentro gli occhi.
  22. Una settimana di vacanza a Pietrasanta.
  23. L'”Eh, Tommi” di Michi, che è un modo sicuro per rompere il ghiaccio con questo piccolo fratellino.
  24. L’impiccato sul foglio e le mani battute davanti agli occhi per spaventare. Si cresce anche nei giochi.
  25. La linea del 20 e il metodo analogico del maestro Bortolato.
  26. Un mazzo di rose che mi regali per il mio compleanno. Tu, che non mi hai mai regalato fiori.
  27. Le chiavi della macchina cadute in un tombino. Ma no.
  28. Dalla finestra del bagno faccio vedere l’alba ad Ale. Dice: “Come fa in fretta a salire, il sole. Ma chi lo spinge?”
  29. Ale: “È buono questo risotto. È profumante.”
  30. “Nocciolina si cammina, nocciobella si saltella.”
  31. Il battesimo di Tommi.
  32. Dal piano di sopra del letto a castello, tutte le mattina un urlo belluino squarcia il silenzio: popààààà.
  33. Michi continua a stufare Ale. Ale: “Michi, ti lancio fino a Parigi, se non la smetti.”
  34. La passione di Ale per le pulizie. A volte dubito sia mio figlio.
  35. Un arcobaleno dalla cima del monte alto il giorno del solstizio d’estate.
  36. Il divano nuovo. Finalmente. Dopo sette anni che viviamo in questa casa.
  37. Tu in piscina in pausa pranzo.
  38. Michi: “Guarda, la betulla è senza foglie. È tutta pelata. Come la testa del papà”.
  39. Il fascino della Genova Photomarathon sfiorata per caso. Un sogno per il nostro futuro.
  40. La porta di casa rotta. O si esce dal box. O dalla finestra della cucina. Fa molto ridere, questa cosa.
  41. Io puoio. Che sarebbe io posso. Da perfezionare.
  42. Michi: “Sono un mammifero”. Un attimo di silenzio. E la domanda: “Che verso fa il mammifero?”
  43. Ale a scuola pare essere un folletto buffo e sgarrupato che cerca bruchi, gioca con la terra, ha amici in molte classi.
  44. I sorrisi accattivanti di Tommi.
  45. Michi studia una lumaca di mare morta, portata a riva dalle onde. Dice: “L’animale morto mi fa triste”.
  46. Un pranzo con un’amica da Pane e vino. Risotto all’arancia e chiacchiere tra mamme e donne.
  47. Le preghiere per un amico svizzero che lotta contro una malattia.
  48. I sei mesi di mio latte per Tommi. Un regalo bello.
  49. Un aperitivo tra donne al Frida e una vera pizza napoletana nella vecchia enoteca di viale Zara.
  50. I pellegrini qui a pranzo da noi.
  51. Ale: “Sai che una volta in bagno vi ho visto quando vi baciavate tu e la mamma? E ho visto un cuore che andava dalla tua bocca a quella della mamma. Ma tutte le volte succede?”
  52. La scarlattina.
  53. Durante Lilli e il Vagabondo, cerchiamo di spiegare ad Ale il concetto di flashback. Non è impresa facile. Né riuscita.
  54. Le volte davanti al cancellino a scuola a prendere Ale.
  55. Ale: “Come fa la terra a stare su? Sta attaccata ad un filo?”
  56. Corte Franca – Toscana per statali. Un regalo che ti fai nel tuo primo giorno di vacanza.
  57. Il fasciatoio di nuovo montato in bagno.
  58. Radio Norba nella radio degli strani vicini di tenda.
  59. Taglio delle fette di petto di pollo. Michi: “Cosa fai?” “Taglio il pollo.” “Il pollo? Ma quando lo cuoci diventa pollo vero? Con le ossa?”
  60. Ale: “Cosa mangia il pesce martello?” Io: “I pesci chiodi.”
  61. Mr. Fridge nella piazzola del campeggio.
  62. Dopo anni, le notti in cui ci si alza di nuovo troppe, troppe, troppe volte.
  63. Il grest delle Torbiere, quello dell’oratorio, quello all’Acquasplash, quello di Borgonato.
  64. La vera domanda dell’estate: “Ma quell’adolescente che abita dentro ad Ale quand’è che esce dal corpicino del nostro bambino, nano seienne???”
  65. Michi ogni sera ci sussurra nell’orecchio: “Ti voglio tanto bene”.
  66. Tre giorni al Cavallino. Watermelon pipì, mare, laguna, amici, bambini, noi.
  67. “Allora hai mangiato una mela intera?” Ale: “No, non intera. L’ho mangiata a pezzetti.”
  68. In bagno ti tagli i capelli. Dici: “Volevo essere in ordine per la nascita di Tommi”.
  69. Il tormentone in macchina: chi sta seduto vicino a Tommi? Nove volte su dieci si scatenano risse e litigi per accaparrarsi il privilegio.
  70. “Chi è il capo dell’Italia?” “Un po’ Renzi, un po’ Mattarella.” “Dove vivono?” “A Roma.” “Insieme???”
  71. All’alba, una colazione in piazza Loggia deserta nel sole d’agosto.
  72. Il dado homemade.
  73. I panini del Put de fer.
  74. La passione di Ale per i fiori. Li cura di amore e pazienza. Piange quando non stanno bene. Non ha preso da noi.
  75. Tu e Michi a Leolandia.
  76. A Vieste. Ale: “Dove andiamo a mangiare?” “Direi che possiamo provare un posto nuovo”. “Va bene. Basta che facciano i fritti.”
  77. Riaprire le scatole di vestitini minuscoli messi via quattro anni fa.
  78. Una cena a Viareggio. Cecina e fritto misto.
  79. Sul tavolino dell’ingresso, il libro “Urlare non serve a nulla”. Ale: “E allora perché voi urlate?”
  80. La prima pagella di Ale.
  81. In metro. Ale: “Mamma, ma a Milano di vestiti ci sono solo le camicie?”
  82. Ale ti chiama tutto preoccupato perché ha scoperto che la punta del suo naso si muove. Gli dici che è normale. “Ah, non lo sapevo!”
  83. Un pettinino in Lego costruito dai bimbi per pettinare via la crosta lattea di Tommi.
  84. Un weekend a Genova. L’acquario, i carrugi, la città dei bambini. Pesto e focaccia. Il giro in barca dentro il porto.
  85. Tu con il nonno al raduno sardo dei pellegrini per sempre.
  86. Improvvisamente cinque ore davanti a noi con solo Tommi. Pare vacanza. Brividi.
  87. Il test integrato e l’ecografia nucale. Stavolta li facciamo.
  88. Michi: “Mamma, la Nutella non è cioccolato. È Nutella.”
  89. I maschietti per la prima volta dal parrucchiere. Cresta piena di gel e certezza di essere irresistibili.
  90. Ale cresce e sperimenta il suo diventare grande. Non è sempre bello stagli accanto. Non è sempre facile capire come trattarlo.
  91. Noi, che tutti e cinque insieme abbiamo pochissime foto.
  92. Per Michi gli stuzzicadenti sono i pissicadenti, che è una parola bellissima.
  93. Il nonno in ospedale. Non è niente, per fortuna.
  94. Il tuo mountain-burger. Hamburger, brie, lardo, cipolle caramellate. Il tutto pastellato e fritto.
  95. Per tutto un pomeriggio due palloncini gialli galleggiano in casa portando allegria.
  96. Ad Ale piacerebbe avere un camper che tira una roulotte.
  97. In tenda, mentre fuori piove. “Sembra che siamo in una pentola di popcorn”.
  98. Michi alla fine del bagno: “Io odio il finito (= la fine) del bagno.”
  99. Su un prato davanti ad una baita la festa per un venticinquesimo di matrimonio.
  100. Ale canta: “Voglio carletto lo stivaletto”. Mah.
  101. Per Michi il singhiozzo è il singossio.
  102. La lettera di benvenuto a Tommi. Un alfabeto che dice vita e amore.
  103. All’Ikea, Småland per la prima volta. Per noi caffè e torta ai tavolini del bar. Relax.
  104. Vera fonduta svizzera con un amico milanese.
  105. I puntini rossi di Michi che non passano mai. Dopo la mia quinta malattia, l’ansia rosolia mentre sono incinta.
  106. Le tre settimane al Camping San Michele. Gargano. Puglia.
  107. Dopo anni, tu di nuovo ad una serata materassi.
  108. “La rabbia delle mamme”, un libro che mi fa stare bene.
  109. Tom che pian piano si abitua a te. Alla tua barba. Al tuo odore.
  110. Un rifugio sul lago di Lecco in una splendida giornata di sole novembrino.
  111. Michi: “Vero che quando i bambini che stanno nella pancia della mamma scendono giù dal cielo ed entrano nella pancia della mamma non si vedono?” Il concepimento.
  112. “È il domani di ieri, oggi?”
  113. Il pullman Marino e il Foggia-Brescia A/R.
  114. Una cena al chioschetto di piadine a Cattolica.
  115. Una scritta su un muro: non ho soldi per il bio.
  116. Seridò. Che per i bimbi è sempre una bellezza.
  117. Nel primo pomeriggio, tutte le passeggiate con R. in giro per i vigneti qui intorno.
  118. I tortelli di zucca.
  119. Tu che mi dici: “Sei radiosa”. Sarà.
  120. Un picchio che picchia invisibile nel bosco.
  121. “Come fanno i pompieri se gli scappa la pipì o la cacca mentre stanno spegnendo un incendio?”. Già. Come fanno?
  122. La giornata del naso rosso in Corso Vittorio Emanuele. E la Dacia parcheggiata in Corso Europa.
  123. Michi: “Mamma, io non sono piccolo. Io sarebbo un mezzano” [anzi, un messano, come dice ancora lui, con quella sua zeta che non è ancora per niente zeta].
  124. Cinque letterine in legno in un negozio di Bellagio.
  125. Usciamo definitivamente dalle pipì notturne di Ale.
  126. Gli affettati, tutti cotti anti-toxo, per la nostra cena della vigilia di Natale.
  127. La giornata di vacanza a Monza. La mostra su Ayrton Senna, un hamburger, un giro in Feltrinelli.
  128. Alla fine di una giornata con i bimbi lagnosi, io con loro a spasso sul Monte Alto. Bravissimi.
  129. Ale: “Mamma, tu non devi più dire le bugie.” Io: “Che bugie dico?” Ale: “Dici ca**o”.
  130. Cappuccio e brioche seduta al tavolino di un bar davanti alla Cattolica leggendo un giornale. Bello iniziare le mattine di lavoro così.
  131. “Quanti siamo nel mondo?” “Sette miliardi.” “Hanno contato anche Tommi?”
  132. Il tuo gabinetto di lettura.
  133. Per la festa del papà, Ale ti dà i voti. Vieni rimandato in pazienza e sportività, che non raggiungono neppure la sufficienza. Chissà perché.
  134. La mostra dei pellegrini a Trento.
  135. La caccia alle uova.
  136. Ale: “I fichi in India.”
  137. Ale: “Io adesso disegno i coralli”. Michi: “Taralli?”
  138. Ale fatica ad accettare che 7+2 e 6+1+2 facciano comunque 9. Chiede: “Ma dove ho sbagliato?”
  139. Ale: “Ma il sindaco di Roma dice cosa fare anche a papa Francesco?”
  140. Il kebabbaro di fianco alla stazione di Foggia e le lacrime di Ale sul piazzale di quella stazione.
  141. Un giro al pronto soccorso di Pescara. “Mi fa male il cuore”. Per fortuna non era niente.
  142. Tom panza all’aria nel passeggino. Michi: “Guarda, gli è nato l’ombelico.”
  143. Una tutina che era mia addosso a Tommi.
  144. I colori del tramonto oltre le mattonelle in vetrocemento delle scale di una casa al mare.
  145. Tutte le volte che urlo. E non vorrei farlo. Ma niente. Non ce la faccio. E urlo lo stesso.
  146. I 365 del 2014/2015 per il concorso “Eccellente normalità”.
  147. Tom che il giorno prima del parto si mette trasverso. Che fantasia, ragazzo. Per fortuna era un cesareo programmato.
  148. Un catering all’oratorio per la festa di fine materna. Ale zuppo d’acqua dalla testa ai piedi.
  149. Ale impara a leggere e scrivere. Incanto e meraviglia.
  150. La tenerezza e la fatica che ci fa Ale, questo suo crescerci addosso e accanto. Questo suo essere diventato un bambino grande. O un ragazzino piccolo.
  151. Uno smalto rosso messo un’unica volta.
  152. Michi: “Io all’asilo ho imparato una ragazza bellissima che nasce in un conchiglia del mare.” La Venere del Botticelli.
  153. Proviamo i pennarelli per vedere se funzionano. Michi, scrupoloso, prova anche le matite. Non si sa mai.
  154. “Vedo l’arancione dei semafori che sembrano i cachi su un albero”. Gocce di atropina negli occhi e pupille dilatate.
  155. Su whatsapp: “Keep calm e buongiorno un ca**o”.
  156. Pollo al forno in un sacchetto magico. Due adolescenti milanesi che giocano nel nostro prato. Delle scarpe da tennis numero 45 sotto al nostro divano. Delle docce fiume. Per qualche ora sono catapultata nel nostro futuro. Non sono pronta.
  157. Io che quasi sempre sto bene dentro le mie giornate con i bimbi addosso. E non è poco.
  158. Ale sulla pista di pattinaggio su ghiaccio in mezzo al centro commerciale.
  159. Un pomeriggio nel camper attorno all’orto sinergico.
  160. Il prezzemolo fresco, dopo anni di prezzemolo surgelato in scatola.
  161. La gambe di Tommi. Prima gambine vuote da polletto spiumato, poi rotoli di grassino che fanno anelli di ciccia.
  162. Michi: “Ma la montagna più alta – l’Everest – tocca il cielo?”
  163. Ale canta la canzone popolare. “Alzati che si sta alzando la bandiera popolare. Se c’è ancora qualcosa da capire, ascolta che lo capiremo, diccelo, che lo capiremo”.
  164. Amici a casa nostra dopo la loro Paratico-Lovere.
  165. Una notte a Magreglio e una polenta uncia d’asporto.
  166. Michi: “Mamma, aiuto. Ale mi vuol fare male con una carota.” Una carota?
  167. La scoperta dei sacchetti sottovuoto dell’Ikea.
  168. Una nuova fila di piastrelle per il nostro portico.
  169. Cuori aperti su un muretto di uno dei chiostri della Cattolica.
  170. In un unico giorno, due montature di occhiali rotte. Sarà felice l’ottico. Noi meno.
  171. Una sera che avrebbe dovuto essere a casa di un amico per chiacchiere e birra passata al pronto soccorso di Niguarda.
  172. Tra i due fratelli, la Schadenfreude di chi non viene sgridato.
  173. Il primo giorno di scuola per Ale. Molte emozioni dentro quella palestra in mezzo a tutti quei bimbi che stanno diventando grandi.
  174. A cinque mesi, Tom scende per la prima volta sotto il 97 percentile di peso. Che ci sia da preoccuparsi?
  175. Le notti in cui Tommi mi dorme spalmato addosso. Puro vizio e grande goduria. Per tutti.
  176. “Uffa, anche quest’anno Gesù bambino è passato mentre facevamo il bagno. Ma sempre quando facciamo il bagno, passa?”.
  177. Il progetto frutta a scuola.
  178. Tirare fuori un vestitino nuovo per Tommi. Se nasce, ci siamo.
  179. In una delle tre prime elementari, “A modo tuo” di Elisa e foto di questo anno scolastico. Lacrime ed emozioni.
  180. Rendersi conto che catalogare libri antichi è come andare in bicicletta. Una volta che hai imparato, non lo dimentichi più.
  181. Ale: “Mamma, tu sei bella. Ma sei grassottina. Hai anche i buchi nelle cosce”. Cellulite mon amour.
  182. A due giorni di distanza dal parto, improvvisamente rendersi conto che adesso abbiamo tre figli. Mi sento un po’ scema, ad averci messo così tanto a esserne consapevole.
  183. Le nuove ruote per il passeggino di Tommi.
  184. Il vostro weekend dei piselli a Varenna e una sorpresa per te dentro quella bella casetta.
  185. Dopo anni, all’Alt Spaur di Spormaggiore con gli amici pellegrini. Ricordi di me ragazzina con mio papà.
  186. Il trasloco in campeggio da una piazzola all’altra. Cuscini, orsi, materassi e polvere.
  187. Per la prima volta Ale da solo alla festa di compleanno di un suo amico.
  188. Prurito infernale alle braccia e terrore-chinces.
  189. Ale: “Guarda. Tommi ride al cielo.”
  190. La cartella nuova, il primo astuccio, i compiti a casa.
  191. Le riunioni del cda della scuola materna.
  192. Ale ha dovuto mettere in castigo la matita rosa. Pare facesse la sciocchina con il blu e il fucsia.
  193. Coperta e cuscino all’oratorio di Nigoline. Minions su un telo bianco.
  194. Le visite dall’oculista a Borgo Wührer.
  195. Ale: “Sai dove mi sono asciugato le mani? Nella carta igienica.” Lo guardiamo perplessi. “Ma era pulita…”
  196. Due gerbere in un vaso in giardino.
  197. Un trucco con le dita per fare i conti con le tabelline del 6-7-8-9.
  198. Michi addosso alla mia pancia che cresce: “Mamma, ma quando tu ti arrabbi, ukka-ukka ha paura?”
  199. Per la prima volta, una torta di pannolini in casa nostra.
  200. Tornare a mangiare sushi dopo nove mesi di pancia e astinenza.
  201. La prima notte in roulotte ai laghi di Lamar sopra a Trento.
  202. Tornare a messa. Dopo anni, la bella luce della veglia pasquale.
  203. Un biglietto di auguri di Natale anche per la nonna Giovanna che abita da Gesù.
  204. L’idea dell’alveare che dice sì.
  205. Quella di Tommi è stata la gravidanza più meditata e più incosciente.
  206. Imparare a contare: quarantotto, quarantanove, quarantadieci.
  207. La firma imperdibile del notaio di Desenzano sugli atti del mutuo rinegoziato.
  208. Dal registro elettronico di Ale: “Attività di oggi: elefanti e topolini con acquarelli”.
  209. Ale davanti al distributore di preservativi di una farmacia: “Mamma, che gioco è questo?”
  210. Al Sacco con Tommi per un’ecografia alla testa.
  211. Tom che fatica a dormire al pomeriggio.
  212. Michi: “San Giuseppe è una parolaccia?”
  213. Un pranzo in cascina e i bimbi sul cavallo.
  214. Michi deve essere crudista. Odia qualunque verdura cotta. Le zucchine in modo particolare.
  215. Michi eroico durante gli esami del sangue. La faccia dice: “Potete farmi quello che volete, ma non mi avrete. Non avrete mie lacrime. Non avrete miei lamenti”. E così è.
  216. Ale: “Ho fatto vedere una castagna alla maestra. Gliel’ho fatta vedere così tanto, che gliel’ho regalata.”
  217. Ale riesce a sentire Tommi che si muove nella pancia. Lo fa con timidezza e ritrosia.
  218. La fascia.
  219. Ale nella cantina in Cattolica vede per la prima volta dei libri antichi.
  220. La piazzola di quest’anno. Passiamo dal people watching attivo a quello passivo.
  221. La tisana alle tre liquerizie.
  222. L’infettivologa per la quinta malattia che mi sono presa all’inizio della gravidanza, tutte le ecografie di secondo livello che ha vinto Ukka-Ukka, noi storditi di percentuali e possibilità.
  223. Una notte a Sesto tra gatti e vita claun.
  224. Tutti i chilometri fatti a piedi spingendo il passeggino.
  225. Ale piccolo censore. Non sopporta le parolacce. Addirittura vengo ripresa per aver usato il termine erculeo che alle sue orecchie contiene troppa volgarità.
  226. Le due settimane di walk-walk-walk su Youtube.
  227. La valigia per il parto di Tommi, fatta di corsa e al volo, una sera che ormai è quasi notte. Brividi. Ma alla fine è un falso allarme.
  228. Piazza Gae Aulenti, Panorama, la Triennale, un pezzo di pizza di Spontini sedute su un marciapiede dietro Piazza San Fedele. Ore con un’amica milanese.
  229. I bimbi degustatori di miele e il miele di melograno.
  230. “Chi è Belen?” “Una ballerina.” “Come te? Tu sei una ballerina, mamma?”
  231. Pigout e truccabimbi.
  232. Quando perde il bagno di sopra e l’acqua arriva fino alle camere.
  233. Una mattinata da Berlucchi per il progetto Colibrì con le prime e le seconde classi della scuola elementare.
  234. Il nostro primo selfie, tutti e cinque in macchina, prima di partire per Genova.
  235. I cagnolini alla baita di Enrico.
  236. Tommi allattato in barca, sopra le rovine romane, sui Floating Piers.
  237. Scoprire che anche Ukka-Ukka è pisello-munito. Da Londra il commento più arguto: “Quattro a uno, sarà facile la votazione su cosa vedere in tv.”
  238. Una pizza a Bergamo con due amici del Gemelli e un piccola principessa.
  239. In un ristorante di un autogrill, una statua di Padre Pio. Imperdibile.
  240. Un sabato in un campeggio sul Garda. Ore con amici marchigiani che non vediamo mai.
  241. Arancio e verde nella nuova cameretta dei bimbi.
  242. Brioche per tutti. Esco dalla panetteria con cinque brioche. Peccato che Tommi abbia due mesi di vita.
  243. Colazione al mattino, niente fuoripasto, frutta e verdura, qualche strappo alle regole quando ne vale la pena e buonsenso. E i chili scendono.
  244. Ale: “Io vorrei non tagliare i capelli perché così poi crescono un sacco e se devo giocare a nascondino, mi nascondo dietro i capelli e non mi trova più nessuno”.
  245. Ale steso all’ombra sotto la pianta, pancia all’aria. Si gode il fresco, il sole che filtra, le foglie, il cielo azzurro.
  246. Michi della minestrina che c’è per cena: “Buona, sembra colla.” Son soddisfazioni.
  247. Io: “Mi fa male lo sterno” Ale: “Ti si sta rompendo il corpo?”
  248. Il vostro nuovo ufficio che progetti tu.
  249. Il dito parolaccia.
  250. Fiori di robinia fritti nel giardino di Erbusco.
  251. Quindi è vero. È possibile leggere al parco mentre i bambini giocano. Finora era solo una leggenda metropolitana.
  252. Michi compie gli anni “tutti aperti meno uno”.
  253. Festa di fine Grest. Caccia al tesoro a piedi per le vie di Nigoline.
  254. Una birra all’Andromeda dopo una riunione alla scuola materna.
  255. Il tappo di scarico del mare. Più volte ne parlano i bimbi. Sono proprio convinti che ci sia, da qualche parte, un tubo di scarico per tutta quest’acqua.
  256. Ale: “Mamma, mi dici quando sono le nove e mezzo?” “Di sera?” “No, mamma. Quando sono le nove e mezzo del pomeriggio.”
  257. Una bella casetta di Sesto appena ristrutturata.
  258. I Floating Piers di Christo. Quel giallo che incanta, emoziona, riempie occhi e cuore.
  259. Quando ci sei tu in piscina. La felicità dei bimbi che possono andare nello spogliatoio dei maschi.
  260. Un messaggio da un’amica marchigiana, prof. di italiano alle medie: “La lepre: veloce, simpatica, buona per il sugo”.
  261. La mostra Wildlife photographer of the year.
  262. Ale che mangia jamon serrano come se non ci fosse un domani.
  263. Ale: “Mamma, ma da quando c’è Tommi, tu hai il cuore più grande di prima? Io sì. E credo anche tutti gli altri che ci conoscono”. E ancora. “A te il cuore è diventato più grande per farci stare Tommaso? A me sì, è diventato bello largo così ci sta comodo.”
  264. Michi: “A me carnevale fa schifo. Vengo alla festa solo per mangiare le frittelle”. Idee chiare.
  265. Gli hamburger fatti in casa partendo dalla farina per i panini.
  266. Il corso di antico in Cattolica.
  267. “Michi, a te piace di più la mela o la pera?” “La banana!”
  268. Una sera milanese all’all-you-can-eat dietro la Stazione Centrale.
  269. Una sculacciata ad Ale mentre gli dico: “Devi smetterla di picchiare tuo fratello”. La coerenza. Mamma orrenda.
  270. Per Michi il cotechino è il cotolino.
  271. I nuvoloni di rabbia che ogni tanto abitano Michi.
  272. Un barattolo di gel entra nel nostro bagno.
  273. L’anello trinity in oro bianco.
  274. La tenerezza che mi fa il nonno quando dice: “Qui da voi ho mangiato proprio bene”. E per pranzo c’erano pane, gorgonzola e insalata.
  275. Michi: “Io ho tre toni di voce: arrabbiato, felice e inglese”
  276. L’uccellino ferito dentro il mio sandalo in camera. Morirà.
  277. Il falò della vecchia. Scintille nella notte.
  278. Mezzo guscio di uovo di merlo trovato in giardino.
  279. Il Lego piccolo.
  280. Ale zinziga e Michi si lagna. Diventerete grandi.
  281. In un sabato d’inizio autunno, arrivare tutti e quattro [cinque, contando anche ukka-ukka] in cima al Monte Alto.
  282. Una mattina di litigi. Secondo me voi siete indolenti e lenti. Secondo te io sono nervosa e fastidiosa.
  283. Io: “Lo gonfi tu, questo palloncino?” Michi: “No, io non sono capace. Non ho abbastanza aria nella mia bocca piccola.”
  284. Per i sei anni di Ale, la sua prima festina con i suoi amici.
  285. Michi seduto lì, sul marciapiede davanti alla posta, con un libro in mano. Aspettiamo che Ale esca da scuola.
  286. Tre mamme con sei bambini alle cascate di Ome. Un set fotografico di liceali e dei nudi di quasi-autore.
  287. Per la prima volta, scrivo un messaggio sul tuo whatsapp per Ale. “Ciao Tato bello. Buona festa. Baci dalla mamma”.
  288. In Brianza, per una volta, un pranzo decisamente americano. Gambo della Lousiana e Cheesecake.
  289. Ale alla mostra di Chagall.
  290. Una pancia in Brianza che mi riempie di infinita felicità.
  291. La scatola del paleontologo.
  292. Due giorni in due tra Cinque Terre e Porto Venere. Zia Manu santa subito!
  293. L’acqua in tenda, la canalina come i veri campeggiatori e i pranzi risolti con taralli o pezzi di focaccia.
  294. Per Ale una risonanza magnetica di controllo dentro una stanza che pare un acquario e un tubo che pare un sottomarino.
  295. Un’esenzione perenne dell’Asl di Iseo scaduta. Ma come fa a scadere una cosa perenne?
  296. La gestione del corso di nuoto e degli spogliatoi della piscina con in giro anche Tom.
  297. Lo scatolotto per vedere i film e youtube in TV.
  298. Tutti i mercoledì con Ale a casa a pranzo. Otto volte su dieci il menù era: uovo al cotonino.
  299. Michi al telefono. Risposta automatica della Vodafone. Lui: “Dove abita quella signora che ha risposto al telefono?”
  300. La bici nuova per Ale.
  301. Una targa nera di famiglia arriva qui. EE.
  302. Michi sul palco per la recita di fine anno, la bella scatola con su e dentro il mare.
  303. Una roulotte per noi.
  304. Uscire da questi primi mesi di Tommi ragionevolmente stanchi, non distrutti.
  305. Ale: “Ma il cavallo fa le uova?”
  306. Per me fa sempre o troppo caldo o troppo freddo. Dici: “Hai una confort zone di 0,5°”. Ecco. Non mi pare sia una cosa di cui andare fieri.
  307. In una piazzola assolata, dire ai bimbi di Ukka-Ukka. La festa che gli fanno. La torta di cioccolato. Tanti auguri cantato in coro.
  308. Un tramonto a Vieste e un arcobaleno tra chiesa e mare.
  309. Un matrimonio oltreoceano in cui ci siamo solo con il cuore.
  310. Aragonese, Somport, Primitivo. Il nonno di nuovo a Santiago. Ed è la quinta volta.
  311. Michi davanti ad un cartello stradale. “Pecché c’è quetto cattello qui che a me non mi interessa niente?”.
  312. Con la pancia delle ultime settimane, cammino lenta. Io quando cammino lenta non mi sopporto.
  313. Michi, dopo anni, finalmente sul tetto del Duomo con il nonno.
  314. Al Muba a Milano. Il mercato delle storie.
  315. Mastite a cinque mesi. Possibile? Fa sorridere, dopo aver spaventato.
  316. Tutte le coccole che Michi ha fatto alla pancia di Ukka-Ukka. Tutti i baci che gli ha dato. Tutte le volte che ha appoggiato le sue manine su questa bella rotondità.
  317. Dopo anni, di nuovo in giro su Internet a confrontare ursidi.
  318. Michi: la rana peccatrice.
  319. Ale a tavola: “Non voglio più mangiare la pancetta perché poveri maiali…”. La deriva vegana a sei anni anche no. Non ce la posso fare.
  320. L’Esselunga nuova.
  321. Per la prima volta da Tiger.
  322. Michi impara ad andare in bici senza rotelle.
  323. Un cartello sulla cucina a gas. “Letto sul sito del Corriere: oggi sciopero dei fornelli. Non si cucina!!!”. Cenetta noi due in hamburgeria.
  324. Il gruppo whatsapp “avi-fauna e castagne” e la giornata al roccolo del Monte Barro.
  325. Una domenica a pranzo noi tre amichette di “Noi del neurone solo”.
  326. Una macchia rossa sulla guancia di Michi. Pareva allergia. Era solo sporco.
  327. Il grande ritorno di Tracy Hogg e del suo “Il linguaggio segreto dei neonati”.
  328. Mercato metropolitano a Milano, la Darsena rifatta e il temporary shop dell’Ikea in via Vigevano.
  329. Spuma e patatine al tavolino del bar dell’oratorio di Milano.
  330. Tutto il Lego di Magreglio.
  331. Di sera, uno spritz al bar dell’Esselunga insieme ad altra mamma del paese. Desperate housewives.
  332. Michi: “Dentro è verde, fuori è come quando si accaressano i capelli tagliati corti.” Il kiwi.
  333. Grandi prestazioni. Tom riesce a infilarsi in bocca l’alluce e a leccarsi la pianta del piede. Provateci voi.
  334. Un tuo nuovo lavoro a Roverbella.
  335. Ale: “Michi, sai che una volta non c’erano le tombe? Le persone morte si mettevano in un tipo di pacco regalo.” Le mummie.
  336. Lezione di inglese. Un caterpillar, due caterpilli.
  337. Tommi secondo Michi sa fare il capitano. Cioè l’occhiolino.
  338. La copertina per Tommi che viene da progetto “Viva Vittoria”, un’opera d’arte e di lana collettiva.
  339. “Come sei bravo, papà, a preparare la pastina”. Per te, da sempre odiatore di minestrina, è un affronto.
  340. Ale: “Mamma, cos’è la coscienza?”
  341. Le nuove cassette dei wc.
  342. Tom arriva a casa dall’ospedale di mattina. Nel pomeriggio tu impasti pizza. Io aiuto Ale a mettersi in pari con i compiti. Michi gioca. Tommi non sconvolge la vita. Pare infilarsi dentro le pieghe libere che ci sono.
  343. Le mongolfiere. E tre.
  344. Pianerottolo, che è uno dei soprannomi di Tommi.
  345. Perdo per strada l’anniversario della mucca guardona. Non va bene.
  346. Le cenette noi due soli quando arrivi tardi dal lavoro.
  347. L’albero di Natale che i bimbi fanno da soli.
  348. Michi: “Sai come ha fatto la pastina, il nonno? Con gli spaghetti e il martello.” Andiamo bene.
  349. Le volte che vado in bici a prendere Ale a scuola.
  350. Tommi piange facendo ll-ä. Da qui il soprannome: signor ll-ä.
  351. L’ultima eco di Tommi. L’ultima eco di un nostro bimbo dentro la mia pancia. Tutte le ultime volte che vivremo con questo nostro bimbo qui.
  352. Un abbraccio e tu che dici: “Adesso arriva prima la tua pancia di te”.
  353. Ale: “Mamma, apri la bocca!”. E i bimbi usano la mia bocca aperta per parlare con Ukka-Ukka e svegliarlo.
  354. Ale, di Tommi: “Mamma mia, com’è bello quando dorme”.
  355. Mi regalo una scatola di pennarelli e un album di figure geometriche da colorare. Dicono sia antistress. Fosse mai.
  356. Io: “Che lagne che siete, che lagne.” Michi: “Lasagne? Buone le lasagne.”
  357. Un cenone a Milano per capodanno che facciamo saltare all’ultimo.
  358. Il primo prosciutto crudo dopo la gravidanza.
  359. Il piedibus.
  360. Il primo incontro tra Tommi e i suoi fratelli.
  361. Il libro “Che rabbia” di Michi. Diventa un mai-più-senza.
  362. Fare UH, che poi sarebbe stendere i panni.
  363. Picnic alla Croce di Zone con amici venuti da Milano.
  364. Michi piange. Si è fatto male ad un dito. Con le mutande.
  365. La collezione dei pippottini di Star Wars.
  366. Ci sono giorni in cui noi siamo solo un ottimo team che gestisce figli. Ci sono giorni in cui noi siamo noi. Uac. Ancora. A distanza di anni. Ed è una bellezza.
Pubblicato da: cri | 20 gennaio 2016

Benvenuto Tommi

20 gennaio 2016, ore 9.30
Nasce Tommaso.
Sta bene.
Mamma Cri, papà Guido, Ale e Michi sono emozionati e felici.
 
 
ciao, tommi.
ciao, nuovo bimbo appena nato.
ciao, piccolo figlio che vieni al mondo.
benvenuto.
ti aspettavamo, sai.
eccoti.
che bel regalo che sei.
 
tommi.
l’avevamo già fatto con michi.
con ale no.
con ale ci eravamo arresi disarmati davanti al miracolo della vita che non c’era e poi c’è.
alla bellezza e allo stupore di due cellule che si incontrano e diventano figlio.
con michi invece ci eravamo seduti lì, una sera, a dimostrazione di come si cambia, come genitori, pur rimanendo sempre gli stessi.
con michi ci eravamo seduti lì, una sera, a sognare in grande per lui.
lo abbiamo fatto anche per te.
 
 
abbiamo scritto queste parole.
che oggi sono il nostro augurio per te.
quello che desideriamo per te, nostro piccolo figlio nuovo.
 
sei pronto?
cominciamo?
cominciamo.
cominciamo con il botto.
che forse altro che seguire l’alfabeto.
forse basterebbero questi tre.
e saresti già a posto per la vita.
ti auguriamo
Amore.
Amici.
Abbracci.
tanto.
di tutto.
 
e poi.
Baci.
e Boschi da scoprire.
la loro ombra.
la luce che hanno.
il profumo degli alberi.
le foglie che d’inverno scricchiolano.
le gemme della primavera.
il fresco delle sere d’estate.
che i boschi siano per te luoghi di serenità.
di avventure.
di libertà.
 
Casa.
che tu ti possa sentire a casa nel mondo.
e qui da noi.
sempre.
ogni volta che vorrai.
Cuore.
abbine tanto.
usalo.
lasciati guidare da lui.
accompagnalo alla testa e al buon senso.
non dimenticartelo mai, il tuo cuore.
 
Dio.
che sia per te Padre.
che sia per te presenza sempre certa.
Dolcezza.
e tenerezza.
che sia dentro i tuoi occhi.
nei tuoi gesti.
nelle tue mani.
che sia dentro ogni tuo gesto.
dentro ogni tuo pezzetto di vita.
e poi sì.
anche la dolcezza di un pezzetto di cioccolato, la sera, a fine giornata.
ci sta.
e fa un gran bene.
 
l’Erba.
nooo, non quella da fumare.
quella verde dei prati di primavera.
quell’erba lì.
e il sole.
e le nuvole che passano veloci sopra di te.
e il vento sulla faccia.
che tu scopra quanto è bello, tutto questo.
tutto questo essere in pace dentro la natura.
Essenzialità.
perché non servono cose, nella vita, per essere felici.
perché dentro il poco c’è il molto.
la vera ricchezza.
 
Fratelli.
che ci siate, uno per l’altro.
al di là di dove andranno le vostre vite.
ci saranno momenti in cui ti sembreranno impegnativi, ale e michi.
e insopportabili.
ma saranno un dono grande, i tuoi fratelli che ti crescono accanto.
forse, dopo la vita, siete uno per l’altro il dono più grande che abbiamo potuto farvi.
Fantasia.
e Fiducia.
che non ti manchino mai.
che ci siano sempre nel tuo sguardo sul mondo.
 
Giochi.
e Gioia.
 
acca.
c’è una canzone, tommi.
è una canzone che da sei anni cantiamo tutte le sere.
è la buona notte che diamo ai tuoi fratelli.
a come armatura, b come bravura…
e via, una lettera dell’alfabeto dopo l’altra.
per acca dice: per acca non c’è niente.
non credergli, tommi, a questa canzone.
prova ad andare oltre.
pensa diverso.
pensa altri punti di vista.
inventati qualcosa.
qualcosa c’è.
noi abbiamo pensato per te a Happiness.
che tu possa essere felice.
ma tanto.
e dentro.
dentro il cuore.
dentro te stesso.
in profondità.
in modo vero.
 
Indipendenza.
e già lo so che rischiamo di pentirci, di questo augurio.
 
Libertà.
libertà di essere quello che senti di essere.
e a noi l’augurio di essere capaci di lasciarti sempre libero.
[comunque no. se pensi di essere libero di poter essere uno sdraiato, no… non ci siamo… non ci siamo proprio capiti].
Libri e Letture.
sono sempre un’ottima compagnia.
 
Mondo.
amalo.
scoprilo.
accoglilo.
apriti a lui.
guarda i suoi colori.
respiralo.
rendilo tuo.
 
Noi.
noi che siamo la tua mamma e il tuo papà.
che si sappia trovare il modo giusto per esserti genitori.
che tu abbia sempre la certezza del nostro amore per te.
 
Obiettivi.
datteli.
lavora per raggiungerli.
lotta per loro.
Ottimismo.
che tu ne abbia una buona dose.
aiuta sempre.
Occhi spalancati sul mondo e Orecchie aperte.
per non perderti niente.
per gustarti tutto.
 
Pazienza.
servirà.
anche qui in casa.
arrivi per ultimo.
e non siamo pochi.
ognuno con la sua testa, cuore, vita, idee, desideri.
ti servirà di sicuro, la pazienza.
così come servirà a noi.
e ai tuoi fratelli.
 
Quotidianità.
la sua bellezza semplice e calma.
il saper gioire dentro l’oggi.
il saper essere felici dentro la vita normale, dentro la vita di ogni giorno.
 
Risate.
e Ricordi.
in abbondanza.
rendono ricca la vita.
 
Sogni.
grandi e piccoli.
seguili.
che ti portino lontano.
Speranza.
e Salute.
sì.
salute.
dopo la testa di ale.
dopo la pallina nel naso di michi.
dopo la quinta malattia all’inizio della tua vita nella mia pancia.
dopo la scarlattina che per tutto dicembre ha abitato qui a casa nostra.
 
Tommi.
ti auguriamo te.
di essere te stesso.
di scoprire chi sei.
di avere il coraggio di esserlo.
di essere fiero, di quello che sei.
e di quello che diventerai.
 
Unicità.
sarà difficile.
pensa che il file su cui abbiamo scritto queste parole per te è stato chiamato “per michi”.
e ho detto tutto.
il rischio di confondervi nei gesti di tutti i giorni è alto.
ma dentro il cuore, lì, in fondo, nella parte più vera, tu per noi sarai sempre unico.
e bellissimo.
e prezioso.
così come unici e bellissimi e preziosi sono per noi i tuoi fratelli.
 
Vita.
che sia come tu la vuoi.
inventatela.
disegnatela su misura.
scoprila.
seguila.
vivitela.
fino in fondo.
sempre.
Viaggi.
ovunque.
e appena puoi.
in capo al mondo.
e a casalpusterlengo.
non sono le distanze, a fare un viaggio.
sono gli occhi.
e il cuore che ci metti.
 
a michi, con la zeta, avevamo avuto la brillante idea di augurargli della “zucca dura”.
inutile dire che tuo fratello ci ha preso alla lettera.
anche troppo.
con te ci andiamo più cauti.
troppe zucche dure sarebbero di difficile gestione.
diciamo Zaino.
mica per niente sei figlio di pellegrini.
che ti segua nei tuoi passi, il tuo zaino.
tienilo leggero.
mettitelo sulle spalle e vai.
vai per il mondo.
vai per la tua vita.
se ti girerai indietro, ci troverai lì, abbracciati, in fondo alla strada, a seguirti con lo sguardo.
con tutto il nostro cuore.
con tutto il nostro amore.
sempre.
 
la tua mamma e il tuo papà.

Pubblicato da: cri | 29 novembre 2015

365: 2014-2015

  1. Un anno tra cuore. Testa. Cuore. Testa. Cuore. Vince il cuore.
  2. Ukka-Ukka che cresce dentro la mia pancia. Ed è una bellezza.
  3. Capita di concedersi una cioccolata calda al peperoncino per colazione.
  4. Decidere che si può non cantare più la canzone della buonanotte. Reintrodurre la canzone della buonanotte due sere dopo la decisione presa, perché mancava troppo a tutti. Troppa era la nostalgia per quel momento di calma, di luce soffusa, di affetto.
  5. Con Cristiano a prendere i bimbi all’asilo.
  6. Un Magnum Double Chocolate su una panchina davanti ad un supermercato.
  7. Una degustazione di sformaggi vegani e crudisti.
  8. I nostri due giorni in Val d’Aosta senza figli. Grazie zia Manu.
  9. Peschici al tramonto. Le lucine di Vieste nella notte che inizia.
  10. Le nuove amicizie della scuola materna. “Vedersi domani”, bello avervi accanto.
  11. Il concerto dei MCR, una vita dopo.
  12. Il libro “La mamma” di Mariana Ruiz Johnson. Parole che sono balsamo.
  13. La nuova grattaformaggio.
  14. La libertà di un’improvvisata cena con amici milanesi in cui si mangia pastina e insalata di carote.
  15. Sulla quarta di copertina di un libro per bambini comprato alla Lidl: “Favorisce lo sviluppo cerebrale”. Davvero oggi serve scriverla sui libri, questa frase.
  16. Lungo la roggia da Capriolo a Paratico. La casa della maestra dell’asilo. Il picnic al parco.
  17. Le uova al cotonino.
  18. La prima passeggiata del dopo inverno. Mi lascia addosso la bella sensazione di stare bene nel corpicino, negli occhi, dentro il cuore e dentro i pensieri.
  19. Nell’orto di Onorio con Gabriele e il suo Pandino.
  20. Fri-fu. Per Ale three & four.
  21. Ale prepara un panino [di stoffa] ripieno di cavalletta [in plastica]. Che sappia dell’entomofagia.
  22. “Chiudo il cancello così non passa l’aria”. Idee bizzarre.
  23. La cena da Laura e Stefano. Tra Santiago e mattoncini di Lego.
  24. La pubblicità del Trilogy. Non sarebbe male.
  25. Un fine settimana lungo con amici marchigiani in un campeggio di Lido di Spina.
  26. Le borracce di alluminio. Abitano sul bancone della cucina.
  27. “La cerniera te la faccio a casa che te la faccio più meglio”, dissero al mercato.
  28. Un week end di papà e bimbi in tenda a Clusone.
  29. “Mamma, perché tu parli così non-tanto?”. Forse perché a differenza tua non sono una radio?!
  30. Con le ragazze del Nordic, a piedi da Toline a Marone.
  31. Prime ricerche per un divano.
  32. Ale chiede dove va la freccia del mouse mentre passa da uno schermo all’altro. Già. Dove va.
  33. Lo strudel di Lasagnapazza. Un nuovo trip.
  34. A volte penso che per me il lavoro da fare quando non ho lavoro è trovare bei modi per arrivare a sera.
  35. I due sabati a Seridò.
  36. Informatori Pirola in discarica a Solto.
  37. Michi in giro per Milano con il nonno. E un biglietto attaccato al collo. “Sono Michele. Ho tre anni e mezzo. Se mi trovi solo perché mi sono perso, chiama per favore mio nonno Giordano al numero 347*******. Grazie!”.
  38. Le sere a cena a Brugherio. Il calore di quella casa.
  39. “Chi è san Valentino Rossi?”.
  40. La quinta malattia. Molta, molta preoccupazione.
  41. Un sabato pomeriggio, un giro da sola in Piazza Duomo. Di sera Klein e Fontana al Museo del Novecento. Neon e sabbia blu. Poi cena per due amiche all’Osteria del Biliardo.
  42. Per una volta, contromano nelle Torbiere. Camminare così risulta essere parecchio destabilizzante.
  43. Una carrambata Brugherio-Argentina alla grigliata di Pasquetta in giardino dai Mimer.
  44. Una domenica in baita da Enrico. Alta valle. Pioggia e nebbia. Mucche da mungere. Tepore della stalla. Formaggio appena fatto. sulla stufa a legna , una padella con formaggio che si fonde.
  45. La recita dei bambini dell’asilo sul palco all’oratorio.
  46. Sotto il portico di una cascina di Nigoline, una pasta al forno secondo la vera ricetta napoletana.
  47. La genesi dei Pan di Stelle. “Il biscottaio ha preso il lasso [che poi sarebbe il razzo], è andato in cielo, ha preso le stelle nel buio del buio e le ha attaccate ai biscotti”.
  48. Letture con i bimbi nel tardo pomeriggio. Si passa con scioltezza dall’Antico Testamento a “Il ciuccio di Nina”.
  49. Tutte le volte che a mezzanotte svegliamo Ale per un’ultima pipì. Le buffisie che dice e che fa, in quei pochi istanti di dormiveglia.
  50. Lo spezzatino al curry con yogurt greco e limone.
  51. “Se ci sarebbe ancora un po’ di pasta, io la mangerebbo”. Da rivedere.
  52. Tue cose di quando eri bambino arrivano da Erbusco a qui.
  53. Recuperare all’asilo quattro bimbi e portarli a casa nostra per la lezione di inglese.
  54. L’insalata con i semini buoni. Ottima new entry.
  55. Lo zio: “Ale, tra poco vai a letto, se no quando tornano papà e mamma ci sgridano”. Ale: “No, tanto sgridano te, mica me”.
  56. La bici senza rotelle.
  57. La torta con patate, nocciole e Toblerone. Terzo posto al concorso della Cascina Martor.
  58. Dopo 5 anni, smontiamo il fasciatoio.
  59. Da sola fino alla Madonna del Corno, poi discesa su Iseo. Ti recupero a Provaglio.
  60. Un album di primi piani stampati in b/n come regalo di fine anno per le maestre della scuola materna da parte dei grandi che andranno alle elementari.
  61. “Io ’n pallo più”. “Io ’n pallo gnente”. Michi in tutta la sua essenza.
  62. Andare a letto e trovare tra le lenzuola uno squalo di plastica.
  63. L’ipotesi di un agricampeggio nelle Murge.
  64. Il collo di un cigno che ancora un po’ si strozza per colpa di un nostro pezzo di pane.
  65. Tú sí que vales.
  66. Preparare una chiavetta piena di canzoni per le vacanze dell’estate.
  67. Un’unica volta, una goccia di Chanel nº 5 sul mio polso.
  68. Una colazione al bar mentre dormite ancora. Spazio mio in una giornata di bimbi ammalati.
  69. La zia Ceacher e il corso d’inglese.
  70. Il nonno sul cammino portoghese.
  71. Un recinto con un daino sulle pendici del Monte Alto.
  72. Esplorare il Monte Orfano. Peccato per le processionarie.
  73. Il figo-fonino di cartone. Un mai-più-senza.
  74. Nella cucina dell’oratorio, un’ora a grattare il fondo nero e carbonizzato di una pentola in cui si è bruciata la polenta. Sembra di essere tornata al Gemelli.
  75. La tua rassegna di film sulla prima guerra mondiale.
  76. “Mi dai fastidio, casso di uno”.
  77. Le cene dei piselli. Il laboratorio di hamburger e patate.
  78. Una cena in viale Arbe che finisce al pronto soccorso pediatrico di Niguarda.
  79. Per la prima volta “Fa’ la cosa giusta”.
  80. Una riunione alla scuola montessoriana.
  81. Il gruppo Whatsapp “Ravioli”. Tremo.
  82. L’Esselunga chiusa per mesi.
  83. Nel pomeriggio del primo giorno dell’anno, un giro a piedi nei ricordi di me bambina.
  84. Una fugace passione per Gimp. Ma io non faccio né foto-ritocco, né post-produzione. Sia chiaro.
  85. La sciagola, che poi è la fragola.
  86. Un tuo collega che si inventa una nuova vita a Zurigo.
  87. Gli occhiali anche per Michi. Azzurri.
  88. La cena di Natale con il GAS di Provaglio e quella con il GAS di Corte Franca.
  89. Il capodanno in Brianza.
  90. Io e Ale nella nebbia della bassa, con la macchina rotta. Michi, recuperato da altri, riceve cioccolata calda con panna.
  91. La nostra tenda che si rompe due volte in due giorni. Non va bene. Urge intervento da Bertoni.
  92. Una domenica a Verona. Di sera, i giri per statali tra Nogarole Rocca e Roverbella per tornare a casa evitando autostrada bloccata.
  93. Pasta colorata e pongo homemade alla festa delle associazioni in piazza.
  94. Prima che faccia la fine del pollo in fricassea famoso in casa de Carli, gestisco coniglio morto estratto dal freezer.
  95. I bimbi che in estate giocano per strada.
  96. Dalla lettura di un blog, scopro che non sono l’unica che si lava i piedi nel lavandino.
  97. Agapino. Che sono gli aghi di pino. E il nome che diamo noi a uno dei ragazzi del campeggio.
  98. Lo zuccadedente. Ma è uno stuzzicadente.
  99. “Com’è nato il mondo?”. Aiuto. Arranchiamo tra big bang e Genesi.
  100. Un bernoccolo sulla fronte di Michi che cresce veloce come quelli dei cartoni animati.
  101. Le veneziane della pasticceria di Chiari.
  102. I mesi in cui Michi era proprio ingestibile.
  103. La sauna. Il Black Mamba. Gli altri scivoli di Concorezzo. Una volta con te, una volta con la mia amichetta.
  104. Un sacchetto di rifiuti murato dentro un muro a Milano. Ce ne vuole, di fantasia.
  105. Il santuario dentro la roccia a San Michele Arcangelo.
  106. Fattiamano. La crema per mani solida. Le Maialose.
  107. Lo smalto viola. Poi quello azzurro, e quello verde, e quello rosa. Quasi non mi riconosco più.
  108. Il giro delle grotte sulla costa del Gargano. La spiaggia dei gabbiani. Il mare profondo. La spiaggia di sassolini.
  109. Muore la zia Bigia.
  110. Tra burro e bullo. Incomprensioni e barriere lessicali che ci separano.
  111. Un nido di merli nella siepe accanto alla cucina.
  112. Io dentro il tubo della risonanza magnetica e il mio click alla mascella.
  113. Nessun pannolino gira più per casa. Almeno per ora.
  114. Ogni volte che si arrabbia, Michi si snudacchia. Via scarpe, calze, occhiali. Evidentemente è uno streaker in erba.
  115. La passeggiata in Val Ferret. Il sole nel cielo terso e la prima neve. Dovevano essere due passi. Camminiamo sedici chilometri.
  116. Le polpette di sabbia.
  117. Boyhood e Locke. Idee cinematografiche interessantissime.
  118. Cristiano qui da noi mentre in Burkina c’è un colpo di stato.
  119. Dieci chilometri di Nordic nella maratona a tappe della Franciacorta.
  120. http://www.panesalamina.com: una rivelazione.
  121. Il bollitore per l’acqua calda. Diventerà uno dei miei migliori amici in cucina.
  122. Per la prima volta in Puglia. Gargano.
  123. Un whatsappino da te, ancora a letto, a me, già al pc. Sorriso stampato in faccia come quella sera del giugno 2007 sul Bergamo-Milano.
  124. I parapendii sulle sponde del Lago d’Endine.
  125. “Cos’è questa cosa così… così strana?”. “Il silenzio”.
  126. Solo noi due insieme sul Monte Alto. Anni dopo.
  127. I bimbi, i giochi sugli alberi, le corde, gli imbraghi, i moschettoni. Parco avventura vicino a Clusone.
  128. L’insegna del nostro campeggio: “Relax. And take it easy”.
  129. Il water esploso a Solto.
  130. Un amico ricoverato al Policlinico. Le domenica in cui vado a trovarlo.
  131. Per Michi: pampatuffele è patapumf.
  132. La gomma a terra e l’aiuto provvidenziale del nonno di Pietro.
  133. Un pesce-bottiglia che si chiama rinoferoce.
  134. Il dvd del Cirque du Soleil.
  135. I bimbi a Magreglio per un fine settimana.
  136. La scoperta di Pisogne e il presepe di Marone.
  137. In giro ognuno con la sua bici. Sono passi avanti.
  138. Una macchina sostitutiva che sembra una piccola prugna.
  139. I pomodori secchi sott’olio.
  140. Il pollo di mare.
  141. Noi riposiamo in camera e i bimbi giocano da soli in sala. Stiamo seminando bene.
  142. Una piadina gorgonzola e zia, salume ferrarese di cui avevo dimenticata l’esistenza.
  143. “Cempe cempe”. Che per Michi sarebbe sempre sempre.
  144. La bellezza della gepa del Bigio dentro all’armadio del guardaroba.
  145. Fotografo per te le Targhenere che incrocio. Deve essere ammmore. O dilagante e contagiosa follia.
  146. Il Nordic Walking autogestito.
  147. Il primo mandarino della stagione.
  148. Una festa di compleanno per gli orsetti. Brioche salate di pongo e candeline finte.
  149. Avvicinarsi alla scuola elementare.
  150. Un sabato mattina, con un’amica, un giro milanese tra il mercato di sempre in piazzale Lagosta e la novità mai esplorata di Piazza Gae Aulenti.
  151. Non sei mai stato al castello sforzesco. Non ci posso credere. Urge rimediare.
  152. La “maestra della pubblicità” che poi sarebbe la “maestra della psicomotricità”.
  153. Il vigile DI fuoco.
  154. Noi e un’unica altra famiglia alla cena del GAS al parco. Peccato.
  155. Provare a rinegoziare il mutuo.
  156. Per Michi hamo è la prima persona plurale del verbo avere. Logico.
  157. Un amico guarda la foto dell’ecografia a Ukka-Ukka sullo schermo di un telefono. E si commuove. E noi ci commuoviamo con lui.
  158. Le terme di Pré-Saint-Didier di sera. Fiaccole e acqua calda. Tu e io. Non serve altro.
  159. Nel sole di una mattina di primavera, io e i bimbi a spasso nel bosco.
  160. Ale e Michi per la prima volta a dormire a casa di una loro amica. Infinita gratitudine per la sua mamma coraggiosa.
  161. Un concerto con palco in simil-parquet nel corsello box. La hit: “Volevo chiamarmi Ugo, e non sugo”.
  162. Il pigiama-party di Ale alla scuola materna.
  163. Dopo un litigio in casa, un’ora da sola con Ale su una panchina del parco a chiacchierare e spelare semi. Tempo prezioso.
  164. Dopo quattro anni, l’ultimo giorno al nido.
  165. Michi e io con la crosta lattea. Troppa burrata pugliese.
  166. Tu in bici da San Zeno Naviglio a Torbole Casaglia.
  167. Un Moto Burger di Black Angus texano al Paddock di Iseo.
  168. “Ma questo pollo l’hanno fatto le mucche di Enrico?”.
  169. Di un pappagallo che disegno io, dicono: “È bello, mamma. Però sembra un po’ un pinguino con la testa di pollo”. Di una moto: “Che ridere, sembra una salsiccia con le ruote”. Quando uno ha del talento.
  170. Il pane senza impasto e la pentola in ghisa della mia mamma.
  171. Le notti in cui non dormo. Leggo. Belle le maratone di pagine, e parole, e vite diverse.
  172. Un matrimonio in blu e il welcome-bag. I bimbi per la prima volta in camicia.
  173. “Mamma, vedo delle cose viola sui tuoi piedi”. #èsmaltotesoro.
  174. Quattro mamme e otto bimbi in gita a Montisola. Un telefono che casca nel lago rimane a lungo incastrato nei ricordi dei bambini.
  175. Otto anni fa dalla mucca guardona. Oggi ad una pizzata di bimbi di scuola materna all’Acquaspalsh. Cambia, la vita.
  176. Per la prima volta da un’osteopata.
  177. Una tua ricerca su Google: pinne di squalo ricette. Siamo al delirio.
  178. Padre Mauro di nuovo a Milano. Ricordare quel gavettone in quel settembre di 25 anni fa.
  179. “La Scelta” e “Rwanda”. Marco Cortesi e Mara Moschini. Raccontano storie per cambiare un po’ i cuori della gente. E un pezzo di mondo, forse.
  180. I biscotti di Natale per i gasisti che vengono a prendere le verdure.
  181. Della ciambella che ha avuto, Michi dice: “La mangio tutta tranne questo buco”. Lapalissiano.
  182. “Io so come fanno quei bambini marroni… Al mattino, se vedono un po’ di rosa, si pitturano tutti di marrone”.
  183. Quattro pellegrini a cena da noi. Aria di cammino a domicilio.
  184. Giocando con un album di adesivi di automobiline. “Ho fatto una gara di macchine appiccicose”.
  185. Il tormentone: pelle-pelle, collo-collo.
  186. Il cioccolato al latte con il sale marino di Sicilia.
  187. Una sera ci concediamo una pizza d’asporto mentre i bimbi dormono. Il mattino dopo: “Che cos’è questo poffumo di pissa?”. A Michi non sfugge niente.
  188. Il flao, una torta alla menta che viene da Ibiza, sotto un portico di Corte Franca. Buon compleanno ad una bimba che diventa grande.
  189. Le parole d’ordine per il 2015. Follia e incoscienza. Chissà.
  190. Una mattina con lo slittino sulla neve in Val Palot. Infinite risate.
  191. L’Adventskalender un po’ austero.
  192. La Pasqua a Pombia e un amico che atterra a Malpensa.
  193. La cioccolata calda homemade.
  194. Quel giorno in cui Ale, con la febbre alta, si addormenta ovunque. Si addormenta sul divano, nel suo letto, sulla Poang, in braccio a me, nel lettone. Per 24 ore è un grumo di sonno.
  195. Un kebab a Seregno. E un bimbo non mio ritirato al nido. Bella questa immersione nella quotidianità altrui.
  196. Noi quattro in Maddalena.
  197. La cartella medica elettronica.
  198. “Non hai dormito perché avevi dei grilli che cantavano con la chitarra nelle tue orecchie?”.
  199. Esaurire tutte le lenzuola di casa per troppi malesseri notturni. Seguono infinite lavatrici.
  200. Quando si è piccoli, anche una boulle che di notte si raffredda è fonte di stupore.
  201. Il camping Lido Riccio e la sagra nella notte di Ortona.
  202. Il porridge a colazione.
  203. Su una panchina del lungolago di Iseo, un borsellino dimenticato. E ritrovato, il giorno dopo. Esiste un’Italia virtuosa.
  204. La crisi delle verdure del GAS. Una mia mail appassionata che gira. Tutti i discorsi fatti e la riunione che ne è seguita.
  205. Ancora una volta, ci è concesso il dono di fare un test di gravidanza. Felicità e stupore davanti al referto.
  206. Ale disegna una casa con i pannelli solari.
  207. Dalle Birkestock alle Grünland. Non mi sarei mai creduta capace di simili tradimenti.
  208. Una decina di leprottini avvistati mentre cammino nelle Torbiere.
  209. “L’uva green e l’uva purple”. “Non sono sad, sono happy”. Le lezioni di inglese servono.
  210. In una ludoteca a Milano per festeggiare a sorpresa i 40 anni di un’amica.
  211. Prestiamo la Magrolina per i prossimi dieci anni. Buone nuove avventure, compagna di tanta nostra vita.
  212. La burrata. Il pane&olio. I pomodori caldi di sole. La focaccia. Puglia, mon amour.
  213. All’alba dei 38 anni, un apparecchio per i miei denti. Ma no.
  214. Il nuovo tavolo per il giardino.
  215. Io ad Ale: “Tu sei il mio bel pulcino”. Lui: “E tu sei la mia gallinella. Il papà è il mio gallone”.
  216. Di sera, in camera. Ale a Michi, premuroso e preoccupato: “Ma ti stanno toccando???”. Ale a me: “Michi dice che un mostro lo sta toccando”.
  217. Capita ancora qualche notte insonne, in cui lavoro o leggo. Ma le gestisco bene. Ed è una bella conquista.
  218. La bellezza dei bambini che ci danno la mano senza dovere.
  219. Pizza alla Fontana e mobili in Candiani.
  220. L’amicizia con la farmacista, oltre gli impegni suoi e miei. Il suo matrimonio. Così bello e così curato.
  221. Matte racconta del Tor dei Geants.
  222. Un biglietto con il mio numero di telefono su una macchina che ho strisciato parcheggiando al centro commerciale.
  223. Un pomeriggio a teatro con bimbi e amici. Storia di un punto. Un’ora di incanto tra geometrie e colori.
  224. Dopo la quinta malattia a inizio gravidanza, la grande paura per le macchie rosse di Michi.
  225. In una sera di libera uscita romantica, Unbroken al cinema. Che va bene. Ma forse, la prossima volta, meglio le sfumature.
  226. Tutti gli omini della caldaia che sono passati. E i filmini ad oltranza, in quelle mezz’ore.
  227. Berlingo in panne proprio davanti ad un meccanico.
  228. Il giro in bici da casa a Vello. Poi il treno da Marone a Iseo per Michi e per me.
  229. Le brioches di Vieste.
  230. La nonna in ospedale a Chiari.
  231. Come screensaver per il mio telefono una foto in b/n delle scale della cattedrale di Santiago prese da un’angolatura particolare.
  232. Un lunedì pomeriggio, merenda a Pianesse con altre mamme e altri bimbi.
  233. Tutti i pomeriggi a chiacchierare nel cortile della scuola materna. E tutti quelli in cui poi ci siamo trasferite all’oratorio. Belle amicizie crescono.
  234. L’eclissi con il cielo pieno di nuvole. Provvidenziali.
  235. La bellezza del primo picnic della stagione su una coperta davanti a Santa Maria del Corno.
  236. Babbo Natale si cala dal campanile della chiesa di Nigoline.
  237. Dopo anni, di nuovo un raduno pellegrino per me. Tra Flero e Brescia. Stavolta si gioca in casa.
  238. Ale: “Mamma, sai perche non uscivo dalla tua pancia? Perché non ti conoscevo”.
  239. La logorrea di Michi è senza confini. Parla di tutto. E sempre. E sempre pretende risposte. Impegnativo, il ragazzo.
  240. Pizzoccheri e casoncelli ai Ciliegi una sera di luglio.
  241. Delle ballerine nere della Clarks entrano nel mio parco scarpe.
  242. Da Portole a Pastina. Nuovi scorci sul lago.
  243. L’ormone pazzo. Piango per la replica della finale di Bake Off Italia.
  244. Far volare l’aquilone e ridere di una risata che si dovrebbe sempre avere addosso.
  245. I popcorn. Ogni volta una festa.
  246. Quando ti scrivo: “Io prima ho avuto paura di me”.
  247. Michi, neanche tre anni: “Devo aspettare che l’aggiustino”.
  248. Tagliamo? Tagliamo. Per la prima volta dal 2007 ha i capelli parecchio corti.
  249. L’asilo chiuso per neve. Due pupazzi bianchi crescono in giardino.
  250. Una sera, un giro in macchina fino a Vello noi due soli. Non c’è nessun buon motivo. Solo la voglia di stare insieme.
  251. L’albero della vita di Michi su Italians.
  252. Un giro nelle Torbiere di mattina, una piatto di pasta al pomodoro a casa nostra. Mettiamo insieme nostri amici bresciani e nostri amici milanesi.
  253. Michi per la prima volta prende un tram e un autobus della mia città.
  254. Noi all’Expo, incantati davanti allo spettacolo dell’albero della vita.
  255. Gardaland Sealife.
  256. Dopo anni, mentre camminiamo, ancora ci teniamo per mano. Dopo anni, questo è ancora il nostro modo preferito di camminare.
  257. Una sera di luglio, solo per noi due, picnic a Santa Maria del Giogo. Bello rivivere emozioni.
  258. La reflex per fare foto ai bimbi in piscina. Occhi che sprizzano felicità.
  259. Da Iseo a Polaveno con il Nordic. L’orso Oddone legato ad uno zaino.
  260. Pellegrini di Capriolo ritrovati dopo anni a fare merenda da noi. Li riceviamo in box.
  261. “Stai zitto, che è bello sentire il silenzio”. “A me non piace sentire il silenzio, a me piace sentire il parlare”.
  262. La prima vacanzina di Michi a Solto con il nonno. Torna senza ciuccio. I baffardelli hanno colpito di nuovo. Infinita gratitudine per nonno.
  263. Le graduatorie ATA.
  264. Mytracks.
  265. I ta[r]alli e la-uva. Le ragioni di vita per Michi in Puglia.
  266. L’open day della metropolitana di Brescia.
  267. Per la prima volta, sugo autoprodotto partendo da pomodori maturi.
  268. “Guarda papà che bello!”. Stava guardando il cielo stellato.
  269. Un amico in Argentina. Un amico che dall’Argentina viene a stare qualche giorno da noi.
  270. Franciacorta in bianco. Il castellaccio in barrique e un bagoss.
  271. A saltelloni, giù per la duna di sabbia fino alla spiaggia stretta.
  272. Cercare un regalo per femmine nelle corsie del Toy’s. Non è facile.
  273. Frittelle di mele e torta al cioccolato per una festa di Halloween sotto un portico.
  274. “Ci sono due coccodrilli. E un orango-tanto”.
  275. Le pizzette con lo yogurt greco.
  276. Tornare a casa e trovare fatto l’albero di Natale.
  277. Leggere insieme una lettera che il tuo fratellone ti aveva scritto il giorno della tua prima confessione.
  278. Il primo corso di nuoto per i bimbi.
  279. A Milano, un amore che finisce. Dolore per amici che soffrono.
  280. Un uovo di Pasqua aperto a febbraio. E no, non siamo in anticipo.
  281. 40 anni di una cara amica alle terme di Sirmione.
  282. Le orecchie. Che poi sarebbero gli auricolari del telefono.
  283. Una cena qui da noi a gennaio, per fare almeno un po’ felice la nonna in un suo giorno tanto triste e pieno di ricordi.
  284. Scegliere con il nonno le foto dei suoi cammini. Sono sempre ore di accesi dibattiti.
  285. Un Geodreieck nei cestoni dell’Eurospin. Tuffo negli anni di scuola.
  286. In giardino, giocare a prendersi. Piedi nudi e erba. Sole e risate.
  287. Varenna in un giorno di gennaio.
  288. Per una volta, una stanza in un B&B pieno di charme.
  289. Ale va dicendo in giro che tu di mestiere fai il pizzaiolo. E ne è convinto.
  290. Colazione con taralli e Nutella. Maschi dentro.
  291. Riscoprire Lovere.
  292. Il primo giorno di scuola materna per Michi. La bellezza di lui nel suo grembiulino bianco.
  293. A distanza, il dolore per Amedeo. Non mi placa niente. Solo tenere i miei bimbi in braccio mi fa stare meglio.
  294. “Umile e piccina”. Chissà da dove viene questa espressione di Ale.
  295. Nuove scarpe Salomon per i miei passi.
  296. Michi: “Ho fatto quella che fa le gocce come la pioggia”. La doccia.
  297. La cornice con tre foto di cuori fatte da noi.
  298. Una sera tardissimo, un gelato confezionato in piazza a Passirano solo per noi due. Basta poco.
  299. Una cartolina per me che arriva dal campeggio di Clusone.
  300. Fuochi di Santa Rita con le seggioline sul marciapiede.
  301. Qualcuno griglia un coccodrillo sul tavolino rosso, girandolo con le forbici come fossero pinze da barbecue.
  302. Il pranzo insieme per ricordare il nonno Ben.
  303. Tu una scappata in cima al monte. Michi a Milano. Io e Ale in oratorio, tra giochi per lui e chiacchiere tra mamme per me.
  304. Il tuo pc fisso nuovo.
  305. Le biglie per i bambini. Per te sono i cicotti.
  306. “Non posso crederci che ci sono altri mondi sopra il cielo”. Già.
  307. Jacopo qualche giorno in vacanza da noi.
  308. I bimbi in pieno trip “pianeti”. Le foto dallo spazio di Samantha Cristoforetti.
  309. Poter finalmente ripetere la mitica frase: “È un girapolenta, non un frullatore”.
  310. Sessanta chili di ravioli in dodici ore per finanziare la scuola materna.
  311. Biscotti e prosciutto di pongo per un’amichetta che viene a trovarci.
  312. Alla festa del nido, laboratorio di biscotti colorati.
  313. L’Expo. La sera solo noi due, la giornata insieme ai bimbi.
  314. Davanti ai cartoni animati all’Ikea: “Ma vengono da soli! Non bisogna sceglierli!”. Qui in casa, in effetti, si guardano su youtube e se ne sceglie uno al giorno.
  315. A Milano, una riunione di lavoro seduti per ore in un bar dietro all’università.
  316. Una birra alla pizzata delle mamme dell’asilo mi rende parecchio allegra.
  317. Una nuova tendina al lancio. La macchina già carica per le vacanze estive parcheggiata davanti alla Decathlon.
  318. I gamberi di fiume. Safari lacustre a Clusane.
  319. La lanterna che facciamo volare, una sera tardi, tra lago e paese.
  320. La passeggiata a Paratico con gli amici milanesi.
  321. “Guarda. È tutto nevicato”.
  322. Un picchipic [= picnic per Michi] a Santa Maria del Giogo con i bimbi. Li portiamo nel nostro posto.
  323. A Zorzino, un pranzo di lavoro con Ale e nonno.
  324. A piedi sul Lungoglio.
  325. Mi chiamano “mamma-tolleranza-zero”.
  326. “Sei vie per Santiago – Walking the camino” in un cinema a Brescia. Il nostro cuore di nuovo lì, dentro quelle strade, quelle emozioni, quei passi.
  327. Un picnic nel parco fluviale di Palazzolo con Bea, Jac e Brownie.
  328. Qualche cartone Disney in qualche domenica d’inverno.
  329. Una sera in un Bierkeller tedesco nella periferia di Brescia.
  330. A Cologne esiste una via che si chiama “via Brodo di Cappone”.
  331. Le tagliate di Enrico. Le grigliate tra amici.
  332. Guardare Nemo con chi non distingue acquario da oceano è parecchio surreale, impegnativo, interessante.
  333. Domanda difficile. “Quante l-unghie c’ha il drago?”.
  334. Una mattina noi due al bar per una brioche insieme.
  335. In oratorio a Milano con i bimbi. Salti temporali ogni volta.
  336. Una consulenza genetica dalla genetista. Usciamo confusi. Non so. Non sappiamo.
  337. La vecchia che brucia, fiamme alte nel cielo, zucchero di frittelle sulle labbra.
  338. Un pellegrino a Clusane. Gli offriamo un letto per stanotte. Stava solo camminando da Castelli Calepio a Iseo per andare a trovare la sua fidanzata. Sorrisi pellegrini.
  339. La cyclette.
  340. Imparare ad andare da soli in altalena.
  341. Aprire la scuola materna, ogni lunedì mattina.
  342. Una domenica di settembre, una passeggiata fino a Pianesse con Robi e Pietro. Giochi, chiacchiere, una pozione magica per nutrire le galline che ci sono.
  343. L’incanto, uguale al mio di me bambina, per la “polvere di polvere”.
  344. Una mattina a Milano, dalla Giulia che ha un mese.
  345. La pizza con le frigne. Ci mettiamo un po’ a capire che è la capricciosa.
  346. L’all-you-can-eat con menu alle Porte Franche. I bimbi per la prima volta a mangiare giapponese.
  347. “Sono un gatto spelacchiato che cammina per la via”. Una hit della nostra estate.
  348. Le maestre dicono: “Santo amen della pappa”. Lo escluderei.
  349. Il giorno che alle 9:11 Michi è già stato rimandato a casa dall’asilo.
  350. La valdostana in Val d’Aosta, nella trattoria di una paese fantasma.
  351. Da Erbusco arrivano delle ghiande germogliate. In primavera qualcuna ha attecchito. Felicità e stupore in fondo al nostro giardino.
  352. I pochi mesi in cui c’è del lavoro per me.
  353. Ale trova, chissà dove, una bottiglietta di profumo di un discount. Ora puzza come fosse uscito da un bordello di infima categoria.
  354. Per la prima volta al cimitero con i bimbi a trovare la nonna Giovanna.
  355. Per dodici minuti, il tempo di recuperare Michi all’asilo, per la prima volta Ale a casa da solo.
  356. Il figo-fonino anche per me. La scoperta di Whatsapp.
  357. Una foto del nonno su Facebook. Pensa te.
  358. Per il suo compleanno, Michi vorrebbe mangiare una torta al cioccolato e una mela. Che avrà, alla fine.
  359. Guardando fuori dalla finestra, all’imbrunire. “Chi ha spento la luce? Forse un mostro”.
  360. Bimbi che corrono con il nonno sotto i portici di Timoline in una mattina grigia d’autunno.
  361. Un giro con un bimbo piccolo non mio nel passeggino, mentre la sua mamma tira un po’ il fiato.
  362. Un passaporto svizzero arriva in Portogallo per vie bizzarre.
  363. Ale con il nonno al Museo della scienza e della tecnica.
  364. Per la prima volta in quasi 38 anni, i miei occhi truccati.
  365. Da un articolo su Io donna: “La coppia è come una bella scatola il cui peso specifico deve aumentare, grazie a quanto vi viene messo dentro; ricordi, cose fatte insieme, risate, litigi e confronti.” Grazie che inscatoliamo insieme..
Pubblicato da: cri | 12 luglio 2014

365: 2013-2014

  1. Uscire dal tunnel. E la sensazione di essere fuori dal buco nero è una bella, bellissima sensazione.
  2. Vendere i biglietti della lotteria di Nigoline.
  3. Ale, perso all’Ikea, dice a signora che passa di lì: “Sono Ale de Carli”.
  4. Per carnevale fare ad Ale un camion dei pompieri con una scatola di cartone.
  5. Ale ti legge la storia di Lillo mentre giaci malato, riverso e semisvenuto sulla Poang.
  6. I tortellini tondi che poi sarebbero i taralli.
  7. In-Chiari week. Pare essere un must, in questa zona.
  8. Immaginarsi un nostro nuovo bimbo. Chiedersi se c’è posto, nel cuore. E nella nostra vita. Oltre al desiderio. Oltre la stanchezza.
  9. Faccio amicizia con le melanzane. E diventano la verdura dell’estate 2014.
  10. L’amarezza nel sentirmi dire ad un’impiegata di un’agenzia interinale: “Vorrei solo un lavoro. Uno qualsiasi. Purché sia un lavoro”.
  11. La scuola guida alla mamma di Fatima.
  12. La prima notte senza di te in questa casa.
  13. Un tormentone di Michi. “Te no. Io sì”. L’autodeterminazione.
  14. L’hummus di ceci.
  15. La bellezza di camminare tenendo Ale e Michi per mano.
  16. Il pane con la pasta madre sfornato nel pomeriggio e mangiato la sera stessa.
  17. Tutti i giri che facciamo con i bimbi che camminano.
  18. Le belle mattina in cui ridiamo molto.
  19. Finalmente la bellezza di una giornata qualunque io e i bimbi senza niente di speciale da fare se non vivere le ore una dopo l’altra.
  20. Michi: “‘desso pallo io” [adesso parlo io].
  21. “Valà nini, mi stampi un po’ di soldi?”
  22. Sparisce il telecomando del videoregistratore. Mistero mai risolto.
  23. Rivedere dopo vent’anni la mamma di Alberto.
  24. La pizza e la serata a Grottammare.
  25. Ale festeggia il suo compleanno l’11.12.13.
  26. Pascoli il tuo mazzo di chiavi. Per la prima volta da quando ti conosco non sembri San Pietro.
  27. In un pomeriggio di sole, una merenda seduti in un bar su una piazza umbra. Bella vita.
  28. La Madonna delle Gambe e le gambone della Madonna.
  29. A dicembre un’alba spettacolare dalla finestra della camera verso il bosco che si incendia di luce e di colori caldi.
  30. Un sabato mattina da sola al mercato di piazzale Lagosta.
  31. La “natura” di D.
  32. La dieta di Eva.
  33. La nuova cucina per Stefini. Sceglierla e montarla.
  34. Il Borgo-burger e Claunocchio.
  35. La cheesecake della Manu.
  36. I “dai-ciccio”.
  37. L’Adventskalender online.
  38. Lavori in corso davanti al cancellino di casa. Per i bimbi è come essere al cinema.
  39. Mamma, tu hai il pisello? E il sedere?
  40. Ale conosce Gangnam Style. C’è da preoccuparsi?
  41. Un tuo giorno di vacanza. Gare di macchine a Monza, festa della birra a Calino, notte in Magrolina vicino a casa.
  42. A Perugia, i pellegrini della Confraternita.
  43. Dopo che gli hai rasato i capelli a zero, Michi gira tronfio per casa dicendo: “Io bello, bello, bello”.
  44. Ale: “Papà Guido ha le zampette allucinate” [le gambe piene di luce].
  45. La gita con i bimbi della scuola materna a Serle. Mi chiedono di fare l’accompagnatrice. Tra le altre cose, laverò 140 manine in 6 ore.
  46. Una mattina con la piccola Aurora, la sua mamma e la sua nonna.
  47. L’idea, naufragata, di vedere i film in lingua originale.
  48. Quante vespe ha zio Tobia, ia-ia-oh.
  49. Certo che son problemi. Michi disperato perché gli si è rotta a metà una fetta di pera.
  50. Con un’amica venuta in treno da Milano una colazione al bar che poi diventa aperitivo con spritz. Ogni tanto fa bene.
  51. La dottoressa Cantamessa uccisa mentre prestava soccorso alle vittime di una rissa. Era stata la prima a vedere Michi, quando era un fagiolino nella mia pancia.
  52. Una festa di compleanno in un Parco Nord con i colori di una giornata piovosa d’autunno.
  53. La gita in treno che non riusciamo a fare.
  54. Panini alla mortadella al Parco del Conicchio in una tua pausa pranzo.
  55. Il gommaio che è il gommista. Lo sto-magico che è lo stomaco.
  56. I giri a piedi con la Fede farmacista. E con te.
  57. Offese tra fratelli. “Ale butto pussolo” [Ale brutto puzzolo].
  58. Michi mischia un vasetto di yogurt alla sua pasta dell’Ikea e la mangia di gran gusto.
  59. Assisi. Una vita dopo.
  60. Gli occhi di Orsola, di ritorno da sei mesi d’Africa.
  61. Tutti i “No, te” che dice Michi.
  62. Colonnata. E Offida. E la piana di Castelluccio.
  63. I picnic con la coperta sul pavimento della sala, qualche domenica sera d’inverno.
  64. Per la prima volta nella mia vita, vedo le famose placche in gola.
  65. Ho caldo e “ho freddo”. Una gag dei bimbi.
  66. I Grittibänz per San Nicola, tradizione svizzera della mia mamma.
  67. Ciao alla neuropsichiatra.
  68. Michi si avvicina con faccia tenerina e dice: “Io coccole”.
  69. I pranzi tra donne, al running sushi.
  70. La varicella.
  71. Tutti i bimbi nati. Dario, Sebastiano, Letizia, Aurora, Giulio, Isabel, Nicola.
  72. La letterina a Gesù Bambino che disegna Ale.
  73. Ale davanti alle cozze surgelate: “Mamma, sono crude. E non si muovono neanche”.
  74. A spasso per il Parco Sigurtà.
  75. Italia’s Got Talent e il Testimone di Pif, appuntamenti televisivi imperdibili.
  76. Per la prima volta nella mia vita, possiedo una frusta elettrica.
  77. Sperare che un matrimonio duri più di una camicia da notte.
  78. Controllare la produzione dei pannelli solari.
  79. I bimbi per noi hanno una finta età media tra la vera età di Ale e la vera età di Michi. Dal punto di vista educativo non è sempre il massimo. Per nessuno.
  80. Le briochine salate. E ogni volta faccio un figurone.
  81. Tutti i piccoli di casa de Carli con un maglioncino fatto a mano a Bologna con lana rossa e verde. Sembrano elfi di Babbo Natale.
  82. La teoria sull’attaccatura dei capelli dell’ultimo figlio.
  83. Tentativi di focaccia.
  84. Con i bimbi venirti a prendere a piedi al cimitero di Nigoline.
  85. La giornata a Verona. La bellezza di Piazza Erbe nella luce di una mattina fredda di fine dicembre.
  86. Il 25 dicembre in cui siamo ammalati tutti e quattro. Clausura casalinga.
  87. Tre generazione al faro della fine del mondo.
  88. Non c’è più l’ ottimo kebabbaro oltre la metro di Cascina Gobba.
  89. Salutare un amico che lavorerà per mesi in India.
  90. La giornata nella spa milanese.
  91. Un happy hour un sabato milanese. E la presentazione del libro di un amico caro.
  92. Ale, oggi pomeriggio andiamo a teatro. “È un paese?”.
  93. Spritz e patatine su un lettino a bordo piscina.
  94. Al parco di Monza.
  95. Su un foglio, le prime lettere scritte da Ale.
  96. Cinque foto per i nostri cinque anni di matrimonio.
  97. Nel Mugello un signore ci regala un ramo pieno di amarene.
  98. Tutte le volte che Ale aiuta Michi e fa le cose anche per lui.
  99. Scovo una ricetta per cuocere il pollo con una bottiglia di birra infilata nel suo sedere. Mi chiedo: chi è il primo a cui è venuto in mente di infilare una bottiglia nel sedere di un pollo e metterlo in forno?
  100. I litigi. E le urla. E le porte sbattute. Poi ritrovarsi.
  101. Un sabato sera a mangiare la pizza di papà Angelo nel calore di una bella casa di Nigoline.
  102. Cercare di non magiare fuori pasto.
  103. Le chiacchiere, per ore, in un bar di Sesto.
  104. La Magrolina ammaccata. E il rammendo in carrozzeria.
  105. La cena ad Affori, all’Osteria del biliardo.
  106. La messa di santificazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Secondo Ale ora sono diventati dii.
  107. A turno, uno dei bimbi può scegliere il cartone della Peppa Pig da vedere il giorno dopo.
  108. Con un’amica alla fiera degli Obei Obei. Pane e salamina nel sole davanti al castello.
  109. Nel nostro box smistare riso e detersivi.
  110. Passeggiare con i bimbi in via Cagliero, mia strada di quando ero piccola.
  111. Le due casette vicine nel campeggio umbro. Bella l’amicizia e la vita un bel po’ in comune.
  112. Sulla mia posta, la cartella “per diario”.
  113. Michi che ancora troppo, troppo spesso si sveglia in lacrime.
  114. Essere convocati dalla maestra di Michi.
  115. Il limoncello per la festa del papà. Il pesto per la festa della mamma.
  116. In piadineria da sola con i bimbi, mentre tu sei ad una cena aziendale.
  117. L’intonaco del muro nel corsello box.
  118. Ale dorme dal nonno. A Solto e a Milano. Michi, da solo a casa, alterna euforia molesta da “sono il padrone del mondo” a rabbia infinita.
  119. Una pizza con quella che era una tua prof. Ora è nostra amica.
  120. Stare di nuovo bene, dopo anni.
  121. Il formaggio con il pepe che viene da Timor Est.
  122. I pomeriggi a teatro con i bimbi.
  123. A Brescia per la presentazione del libro “Da soldato a partigiano”.
  124. Papà no. Mamma no. A[l]e no. Io tutti tutti. Michi parlando dei biscotti che ha preparato al nido.
  125. I due incidenti in autobus.
  126. Ancora dopo anni, tutti i nuovi sentieri scoperti qui in zona.
  127. È un pesce-girino. Pesce è il nome, girino è il cognome.
  128. Due pile con colori psichedelici e due conigli con led nella pancia che li illuminano. Regali trash apprezzatissimi.
  129. Gli spettacoli dei bimbi, alla sera. Coperte, e tavolini, e sedie in sala. Noi guardiamo. E loro si divertono un mondo.
  130. Un caffè e un dolcetto alla cannella all’Ikea di Carugate una domenica mattina di sole.
  131. Cercare nell’usato una nuova macchina fotografica e trovarla.
  132. Michi inizia a raccontare vita.
  133. A piedi con i bimbi fino alla Madonna del Corno. E il picnic lì.
  134. La pancia della Elena.
  135. Un nuovo trolley. Rosso.
  136. Un pomeriggio con tre bimbi gialloazzurro.
  137. Al massimo il picnic lo preparo stasera. “Chi è Massimo, mamma?”.
  138. Scopriamo che per Michi mmm-haaa vuol dire finito.
  139. Un secondo spannolinamento. Di nuovo una prima pipì nel vasino.
  140. Il calendario di Taro Gomi, da disegnare.
  141. La sera a Brescia a sentire parlare di Iris e di azioni mutualistiche.
  142. Il museo di storia naturale a Bergamo.
  143. Tutte le telefonate con Enrica.
  144. Queste lenzuola passano in priorità uno.
  145. All’inizio di settembre una prescrizione di antibiotico per un naso che cola. Ma no.
  146. I Coloni di Katan per due.
  147. Con un frullatore in mano rivivere l’orrore di un sera d’estate di anni fa. Per fortuna non succede niente.
  148. I giorni di lavoro a Milano. Vita da pendolare impegnativa ma possibile.
  149. Michi è quello che mangia più di tutti il giorno di Natale: una banana e mezza a merenda.
  150. I disegni di Ale, così complessi che paiono fumetti con una loro storia.
  151. I giri nelle ambientazioni finte di Mondo Convenienza.
  152. Domande serie: oggi è domani?
  153. Il duomo di Orvieto in fondo ad una stradina da niente.
  154. Le cene ai Ciliegi.
  155. Una pausa pranzo con te al greco di via Farini.
  156. La pizza di fine anno scolastico all’Acquasplash.
  157. Tutta l’acqua in campeggio e la gara di lumache sui teli della tenda.
  158. Con i bimbi a piedi fino a Pianesse. Picnic e capriole sul prato.
  159. Una sera di gennaio a cena alla Pedrocca. Che la nonna sia meno triste.
  160. La chiacchierata con Vanessa, psicopedagogista.
  161. Anche Ale ha la lingua tremula.
  162. Due baci di dama sotto al cuscino.
  163. Ale sull’uomo di Milano. Che poi sarebbe il Duomo.
  164. Il pranzo qui da noi con i tuoi amici di una vita.
  165. Tutti i libri letti insieme ai bambini.
  166. La cattedrale vegetale.
  167. I pomeriggi dalla Fede. I bimbi giocano, noi chiacchieriamo.
  168. La semifinale Germania-Brasile.
  169. La tagliasega.
  170. Noi due in giro a piedi a Sirmione, oltre le solite due stradine turistiche.
  171. Sulla Valeriana nell’ora del tramonto.
  172. I proverbi di Ale: “Nel giardino del re non cresce l’erba”.
  173. Un pomeriggio immersa in un diario di un viaggio in Turchia.
  174. Io e Michi alla festa di strada in Farini.
  175. La partenza [poco] intelligente prima dell’alba. Gli anelli dimenticati in giro e rubati.
  176. Tu che a sorpresa mi regali una giornata insieme alle terme di Sirmione.
  177. Michi: “Pette cusì?” [Perché così?].
  178. Il guidante che è il volante.
  179. Targhenere.
  180. Gli album fotografici che ci regaliamo per Natale.
  181. La Malga Albi. Le tagliatelle e il gelato al lampone.
  182. La giornata a Incudine e la passeggiata sulla ciclabile da Vezza a Ponte di Legno.
  183. Ale estrae i biglietti della lotteria al centro Oreb.
  184. La merenda all’Ikea io e Ale.
  185. I tre giorni in tenda a Clusone.
  186. Ale vede Prince in un video anni ‘80 e dice che assomiglia a te.
  187. Michi e i cani. Continua a essere un rapporto molto conflittuale.
  188. A Dalmine, alla mostra permanente di presepi.
  189. Le mie nuove scarpe rosse. Faranno molti chilometri.
  190. Le tipo-tempere da usare come fossero colla Pritt.
  191. Il pediluvio allo zenzero per combattere le otiti.
  192. Uscire dal tunnel di stanchezza infinita in cui ci trovavamo.
  193. La notte da sola sul lungolago a Paratico. Buio, lacrime e CD di Vecchioni.
  194. I bimbi che erano nella pancia delle loro mamme. Ora non ci sono più. Ciao Pello, ciao Giorgio, ciao altri bimbi che eravate senza nome ma già molto amati. Sarete i nostri angeli.
  195. Le nuove porte per i box.
  196. La prevenzione omeopatica per i bimbi in inverno.
  197. Una nuova montatura per i miei occhiali. Scura fuori, un po’ leopardata azzurra dentro.
  198. Regalare tulipani gialli ad un’amica.
  199. Il repertorio di Michi: cacca, uffa, no, io. Belle conversazioni.
  200. Il campeggio a Martinsicuro.
  201. 100 days on the road. Caio Melina da Sant’Ambrogio a Santiago a piedi. La seguiamo sul suo blog.
  202. Alle Cornelle.
  203. La serata “mangia-funghetti”.
  204. Dal suo amico del cuore, la prima cartolina per Ale.
  205. Lella-coccinella ci ricorda di non sprecare l’acqua.
  206. Ti tolgono un dente. I primi punti della tua vita. Si muove la classifica.
  207. Pensieri di Ale per il futuro: “Come faccio a invitarvi a cena? Posso andare ad abitare con Michi? Dovrò vestirlo io? Dove vendono i bambini? Dove si trovano le mogli?”.
  208. Tutti i chilometri che faccio a piedi.
  209. Il pranzo a Badia. Siamo a casa.
  210. Di sera, la mezz’ora gratis nelle piscine dell’Acquasplash.
  211. Il nuovo codice bancomat. Logico, lineare, molto dispari e palindromo. Di geometria perfetta anche sul tastierino numerico.
  212. Michi: “‘N ‘coddo mai” [Non mi ricordo mai].
  213. I panini dell’Old Wild West. E gli anelli di cipolla fritti.
  214. Dormo una notte a Milano, in casa di amici. Le luci della città. I rumori a cui non sono più abituata.
  215. L’aperitivo a Brescia, una sera calda d’autunno.
  216. Una moka a casa nostra. Sono rivoluzioni.
  217. Noi due in perizoma a fare un massaggio. Massimi imbarazzi.
  218. In una mattina d’inverno, la Presolana lì in fondo, tra le altre montagne più basse.
  219. La erre arrotata e fortissima che Michi piazza in alcune parole.
  220. Toposki, compagno grigio e morbido di tante sere.
  221. Il nonno ci accompagna dalla pediatra, quando ci sono le visite filtro.
  222. Le olive fritte del baracchino sull’angolo della piazza di Ascoli.
  223. Un pomeriggio al pronto soccorso d’Iseo. Non era niente, per fortuna.
  224. Il pesto fatto con il Bimby.
  225. In dicembre un viaggio in treno fino a Milano su un vagone che ha il riscaldamento rotto.
  226. Alessandro G. ci lascia. Troppo in fretta e troppo presto.
  227. Michi mi ha dato una sberla con il suo ciuccio. L’ha fatto PER posta.
  228. La collana e i sei bracciali geometrici in alluminio riciclato che mi regali per i 5 anni di matrimonio.
  229. La festa per i 50 anni della zia Cice.
  230. La nostra reflex che si rompe.
  231. Festina di compleanno in un oratorio della Brianza e spaghettata al volo.
  232. La bellezza dei giorni in cui sono tornata a lavorare a Milano, al Castello.
  233. Trovarsi a casa Marchetti. Ormai una tradizione.
  234. Le volte a Chiari con un amico che arriva in treno.
  235. La giornata a Seridò.
  236. Quando Ale mi sente parlare in tedesco. “Mamma, perché parli così strano?”.
  237. I minuscules.
  238. Le colazioni da Gallizzioli.
  239. Michi: “Cembe puter” [Sembra un computer].
  240. La festa della tua azienda al golf-club.
  241. I Baffardelli e il ciuccio. Grazie nonno.
  242. Il lavoro a casa. Doppio monitor e molti PDF.
  243. La caccia alle uova in giardino.
  244. Il primo cuscino per Ale. E il lettino da grande.
  245. In un giorno che pare autunno i fiori di robinia fritta. All’ultimo, ma ce la facciamo.
  246. Fonduta di cioccolato il primo giorno dell’anno. Si comincia bene.
  247. Pop Economix Live Show a Iseo e una piadina alla nutella.
  248. I Wimmelbücher.
  249. Una pizza nel campeggio di Riva di Solto.
  250. I fuochi di Santa Rita e la meringata della Robi.
  251. Lo tzaziki home made e il panino kebab fatto in casa.
  252. Un inverno senza antibiotici.
  253. Per i prossimi dieci anni, la Magrolina prestata a nuovi viaggiatori.
  254. La pipì di drago.
  255. La benda sull’occhio di Ale.
  256. Il corso di fotografia. E quello di nordic walking. Spazi per noi a cui non siamo abituati.
  257. Al parco di Monza e all’auditorium di Corte Franca uno shooting fotografico su un set di cosplay.
  258. Birkenstock e reggiseni comprati online.
  259. Dopo anni, una cena tra pellegrini qui a casa nostra.
  260. Michi biondo, biondissimo.
  261. Ale mima i popcorn che scoppiettano in padella.
  262. Gli spaghetti integrali.
  263. Capodanno con Cristiano e la Manu.
  264. L’autoritratto di Ale sul libro delle firme a casa della nonna.
  265. Peppa Pig entra nelle nostre vite.
  266. Il forno esploso. E il forno turco.
  267. Perdere il battello sul Lago Trasimeno.
  268. Michi gira con una bistecca di Lego attaccata all’alluce sinistro.
  269. Noi due addormentati sulle sdraio a bordo piscina. Un sogno.
  270. Per i bimbi in inverno, cappellini uguali ma di colori diversi: rosso per Ale, blu per Michi.
  271. Il tizio che alle 6.21 inizia a usare la motosega sotto casa nostra.
  272. Le Stelline, anche quest’anno.
  273. La bella lucina per vedere i film.
  274. Una bella notizia da Buenos Aires.
  275. Riesco a far ripartire con i cavetti il Berlingo che ha la batteria scarica.
  276. Capita di trovare dei dinosauri infilati dentro la vaporiera. Spenta, per fortuna.
  277. Lo 026682064 è stato disattivato, dopo una vita di telefono fisso.
  278. Per Michi: “mie pacche” = mie scarpe.
  279. La cena milanese su un terrazzo dell’Isola. 18 anni 18 anni fa. Foto di allora e racconti dell’oggi.
  280. Timo, origano e basilico.
  281. In spiaggia Vanity Fair e unghie dei piedi dipinte di rosso.
  282. Ale per la prima volta ammalato come si ammalano i bimbi grandi.
  283. Una sera d’estate abbracciati in quattro sotto la nostra betulla.
  284. Un medaglione trash e il totem: cane elettrico.
  285. Michi: “Io [no]’n pallo più”. Un uomo, una protesta.
  286. Nell’ambulatorio della pediatra, bolle di sapone e riflessi di luci al neon.
  287. Noi due e il nonno al cinese sopra il Daytona per il suo compleanno.
  288. L’Araba Felice e l’MTC.
  289. Le due volte ad un vero cinema.
  290. Le iperboli di Ale. “Ora no” per lui diventa “mai”. “Due” diventano “millemila”.
  291. Il giorno in cui Ale per cinque minuti è andato in black-out educazionale.
  292. Le scritte: Ci vuole passione. Pretendere il giusto.
  293. Brescia-Milano in treno con Michi.
  294. Il concorso letterario “Ciliege e grappoli”.
  295. Una bici senza rotelle e con i pedali per Ale.
  296. Cecco e la sua famiglia a fare merenda da noi.
  297. Ti impepolo tutto. Che sarebbe: ti riempio tutto di pepe.
  298. A Santiago con Ale.
  299. La banca della memoria dei saperi artigiani. Viti di ferro. Trucioli di legno. Vasetti di vetro. Una campana. Album con esempi di pizzi. Perline di argilla.
  300. Incontrare Lidia per caso in una radura in mezzo al bosco.
  301. Mammi sasse. Che per Michi è: “Dammi le calze”.
  302. Ale per la prima volta mi dice: “Ti voglio bene”.
  303. La notte in tenda nel giardino di amici.
  304. Merenda e pizza per cena dai Mimer a Erbusco.
  305. Per la prima volta nella mia vita, faccio una ciambella.
  306. I CV mandati. Le quasi-niente risposte ricevute.
  307. Vivere in una bolla di bellezza in cui non vivevamo da un pezzo.
  308. In un sogno, i tartarelli con la polenta.
  309. Dopo tutti questi anni, conoscere Toto, con cui sei cresciuto, da piccolo.
  310. Michi: “Isso?” [Salgo in macchina?]. Noi: “Issati!” [Sali in macchina!].
  311. Il gatto Pietrino.
  312. Il treno deragliato a quattro chilometri da Santiago.
  313. Michi non vuole toccare l’acqua.
  314. I lavori in Candiani.
  315. Le frittelle con la crema pasticcera.
  316. Ittiolo e argilla per due unghie che non stanno per nulla bene.
  317. I nostri nomi scritti nella brina su una panchina.
  318. Il maestro Filippo, amore di Michi.
  319. Le chiacchiere con le mamme davanti all’asilo.
  320. La raccolta delle mail di due amiche. Quanta amicizia. E quanta vita condivisa.
  321. I pidocchi. Tutti i panni lavati. Tutte le teste maschili rasate a zero. Tutte le ore che passi a pettinare i miei capelli.
  322. Please do not tap on glass. It scares the ice cream.
  323. Il pigiama: Nerd is cool.
  324. Il giocone coperta e il giocone discarica.
  325. I pegni che ricevi al mattino, da appoggiare al tuo portatile.
  326. O mordo tua nuora o aro un autodromo e I topi non avevano nipoti”. Fascino nelle frasi palindrome.
  327. Vieni a vedere come è splendido. E Ale ci fa vedere del muschio sul tronco della nostra betulla.
  328. A Milano con il nonno sono andato al museo dei pesci.
  329. Inscatolare i CD. È finita un’epoca.
  330. Una mail bella del direttore della Queriniana.
  331. Di prima mattina shooting fotografico ai miei capelli lunghi.
  332. La parola “automagicamente”. Ti piace moltissimo.
  333. Il pratino verde dell’oratorio di Calino durante la festa di compleanno di J.
  334. Ale, quelle sono nuvole basse. “Perché sono cadute?”.
  335. I sacchettini in stoffa per l’Adventskalender. Ciao, mamma.
  336. Tutte le parole scritte.
  337. Una domenica a casa di Silvana.
  338. Il corso di disostruzione delle vie aeree. Speriamo non serva mai.
  339. Scoprire come si sono incontrati Barbapapà e Barbamamma. Scoprire che i Barbapapà sono ovipari. Sono cose da sapere, tutto sommato.
  340. Ridipingere le persiane.
  341. Tutte le macchine che disegna Ale.
  342. Emozionarsi al telefono, sentendo le campane della cattedrale di Santiago che suonano accanto al nonno, appena arrivato su quella piazza.
  343. Michi gira con il colapasta verde in testa. Che sia pastafariano?
  344. I giochi all’oratorio di Nigoline, al parco del Conicchio, in giardino da noi, nel corsello box.
  345. Lo sgabuzzino trasformato in armadio.
  346. Michi impara a parlare.
  347. Gli artisti di strada a Clusone.
  348. Dopo anni, togliamo il seggiolino che era agganciato al tavolo.
  349. Recuperarti sulla strada verso Provaglio e andare insieme a Solto a prendere Ale passando per il Bögn. Bella atmosfera della sera sul lago.
  350. Risotto ai funghi il giorno di Pasquetta.
  351. Due feste più una a casa di amici in viale Arbe.
  352. La cena da Faliero.
  353. Perugia, la Rocca di Castiglione del Lago, Assisi, la cima del Subasio, Città della Pieve, Orvieto, Panicale, Paciano, l’isola Polvese.
  354. Il giro delle mura di Orvieto.
  355. Il giro in bici fino a Sarnico.
  356. Con i bimbi all’oratorio di Milano. Davvero è stato uno dei posti belli della mia vita.
  357. Sul palco, la recita dei bimbi della materna. Ale simpatico gufetto.
  358. Battaglia di cuscini tra nonno e nipote.
  359. “Come state?” “Sopravvissuti”. Per noi oggi non c’è definizione migliore.
  360. Quando è arrabbiato, Michi si slaccia la scarpe, se le toglie e le lancia lontano.
  361. La rosa rossa che mi regali.
  362. Il passaggio in macchina ad un cuochino svizzero che lavora per Marchesi.
  363. La torta farina di mandorle, farina di polenta, sciroppo di zucchero e limone.
  364. La bellezza dei bimbi che, pur non essendo ancora grandi, non sono più piccoli.
  365. Sei anni dopo, davanti alla sala consiliare dove ci siamo sposati. Sei ani fa erano stelle filanti e coriandoli colorati. Oggi siamo noi, due bimbi e una mattina di giochi al parco..
Pubblicato da: cri | 12 luglio 2013

365: 2012-2013

  1. Un anno che è gorgo nero e bellezza da trovare. Ne usciamo a pezzi, ma insieme. E questa è una cosa bella.
  2. Mamma, non ti rispondo neanche più.
  3. Ale che mima il fuoco. Con tutti i muscoli di faccia, orecchie, braccia e mani tesi.
  4. Michi chiama telefono e telefonino “nonna”.
  5. Le magie olfattive della Manu.
  6. I film del cineforum. Quest’anno siamo bravissimi.
  7. I passaggi a Fatima e alla sua mamma, nei pomeriggi umidi e freddi dell’inverno.
  8. Quando Ale parla giapponese.
  9. La fase di euforia ubriaca e pazza prima della stanchezza di Michi.
  10. La primavera che non arriva mai.
  11. Gli occhiali rossi di Ale. E la pizza a Coccaglio, quel sabato sera in cui erano nuovi nuovissimi.
  12. Ortensie e ortiche su al monte dai frati.
  13. La passeggiata a San Defendente. Un vecchio e un bambino si presero per mano.
  14. Il terremoto con epicentro Montisola.
  15. La notte dopo Natale. Le nanne dalle 19.00 alle 11.30.
  16. Michi con su il cappello di Kim.
  17. Le riunioni seduti sul gradino della casa del mare, per decidere cosa fare al mattino e al pomeriggio.
  18. I titoli di coda dopo l’Angelus del Papa. Ale dice: “Che treno lungo lungo”.
  19. Al mare, le birrette e gli spritz.
  20. Ale che vuole andare dalla nonna a mangiare pastina per cena.
  21. La doccia alla fine delle passeggiate. E un piatto di spaghetti integrali con sugo di sugo alici, tonno, limone, prezzemolo, aglio, peperoncino.
  22. Ale e Michi cittadini svizzeri.
  23. La camera degli Autosprint che diventa a camera di Clara. Metamorfosi in meno di 10 giorni.
  24. La passeggiata sopra Bardolino e il balcone sopra il Garda.
  25. Mamma, un giorno lo cerchiamo, il tuo pisello.
  26. La statua parlante al museo di Saragozza. Ale ne è incantato.
  27. I nostri tanti litigi di quest’anno. Non è sempre amor y florecitos.
  28. I cioccolatini che mi regali a San Valentino, alla fine di 24 ore che a me parevano di freddezza.
  29. Le sere per noi, a passeggiare nei nostri posti. Due ore di babysitter ben sfruttate. Grazie maestra Monica.
  30. Marone. E il corso d’italiano per Clara.
  31. Le magliette di Ilaria. Per i bimbi. E per la Manu.
  32. La presidente dell’asilo, ex preside di scuola media, non ha mai letto il piccolo principe.
  33. Velluto rosso, tacco dodici e calzine a righe. Ridiamo in un negozio di scarpe. Ci sono prove fotografiche.
  34. L’olio delle scatolette di tonno rovesciato in macchina. Gran schifo.
  35. Le Birkenstock Mayari, un modello mai sperimentato finora.
  36. La bistecca di Lego. Era cibo dell’orso allo zoo.
  37. E quindi? Quindi boh. Una filosofia di vita.
  38. Michelozzo papolone.
  39. La casetta di cartone che ci fa compagnia un inverno intero. Dono prezioso.
  40. Papi. E la bimba del camper.
  41. Grazie [per] bella [gior]nata.
  42. La caccia alle uova nel giardino di Zuccone. E sulle scale di casa nostra. E in camera dei bimbi.
  43. 4 ottobre. Ale entra in casa dicendo: “Io albero di Natale”.
  44. Patrizia. Aspetta il quarto figlio. È una bella persona.
  45. Pronto? Prontone?
  46. La piadina in Emilia. Ale entusiasta chiama il nonno a Milano e lo invita a mangiare con noi.
  47. Il taccone è un tacchino grosso.
  48. I gusti del gelato della Pecora: gorgonzola, gianduia ghiacciata, biscotto bresciano, fior di pecora.
  49. La ‘n congiuntiva. Pezz’n’pane. Pezz’n’pizza. Rotta’n’strada. ‘n’padre ‘n’figlio. Batta’n’fame.
  50. Il Corriere comprato, dopo l’elezione di Papa Francesco.
  51. Gli insettini. Che poi sarebbero i minuscules.
  52. Scusi, avete la colla di pesce? “No. In terza corsia c’è la colla Pritt”.
  53. La signora Cristina e la nostra casa pulita e in ordine.
  54. La prima volta di Ale da Mc Donalds.
  55. L’infinita lotta per il ciuccio.
  56. La pasta colorata con i coloranti alimentari.
  57. Lavori di rifinitura sul diario 2011. È passata una vita, da quei giorni.
  58. Il primo compleanno di Michi.
  59. Guarda su, guarda giù, guarda me, sei un bebè.
  60. I disegni di Ale. Gli omini tondi, solo faccia, occhi, gambe e braccia lunghissime, capelli sparati.
  61. Tu: “Se compi un salame [in nero], l’iva la mette in tasca il salumiere”. Ale: “Se compri un salame, dopo lo mangi”.
  62. Il giro al pronto soccorso di Iseo con Ale che ha una taglio sulla testa. E con il nonno per un mal di stomaco che non lascia tranquilli.
  63. Il pepe e la pioggia. Metodi educativi a confronto.
  64. La girandola di legno per il lettino di Boogie, che sarà Giovanni.
  65. Il sabato di strappo a Paratico. Molta, molta fatica.
  66. Via i denti dalla bocca.
  67. La festa dei pompieri ad Artogne. Un fallimento.
  68. Michi si addormenta addosso, come una frittella calda che cerca coccole.
  69. La gita a Bellagio.
  70. I ravioli al nido. Michi nascosto sotto al tavolo per non mangiarli.
  71. I fuochi di Santa Rita sotto l’acqua.
  72. Tutti i pianti di Michi e il lettino della casa di tenda in quella che per noi, ormai, è la camera di Clara.
  73. Label, questione d’etichetta.
  74. Le volte che in pausa pranzo ti vengo incontro, quando lavori a Provaglio.
  75. In cucina, la pelle di pollo come guanti per Ale. C’è di meglio.
  76. La pasta al forno bianca che faceva mia mamma. Avevo bisogno di una coccola.
  77. L’Old Wild West prima di Orio. E il kebab per il nonno al ritorno.
  78. Il sogno delle terme di Sirmione. Rimandato ancora.
  79. Votiamo alle primarie del PD.
  80. L’import di finte-Clarks dalla Spagna. Ne arrivano di tutti i colori.
  81. Ale a piedi fino a Nigoline e ritorno. Picnic al prato dei conigli. È la prima vera passeggiata per i piedini di Ale.
  82. Pamen e Spau-Guenger. Sarebbero Spiderman e Power Ranger.
  83. La conchiglia per Ale, che si crea tra i nostri corpi e il piumino. Bellezza della domenica mattina in inverno.
  84. Da un tuo sogno. Fare settembre, che vuol dire pulire bene.
  85. La cena sotto i tendoni alla festa di paese di Nigoline.
  86. La sera ad aspettare la fumata bianca.
  87. L’area wellness del B&B della signora Carla. I piumini bianchi di quella stanza in legno. Il sole che entra dalla vetrata.
  88. Le fasi mistiche di Ale. ‘n’padre ‘n’figlio.
  89. Sofia della Cate, la risata allegra e rotonda. Non vuole più andare via, innamorata dei bimbi.
  90. Annusa di qua, annusa di là. Nusolo lì, nusolo là come dice Ale.
  91. La cheesecake. Non l’avevo mai mangiata.
  92. Il we lungo io da sola dalla Manu. Un regalo indispensabile e bellissimo.
  93. Di nuovo sul Monte Alto, dopo anni.
  94. Il crostapane, bellissimo nome per il tostapane.
  95. Michi che si mangia tutta la terra del campeggio.
  96. Il picnic serale a Sarnico, alla fine di una tua giornata di lavoro.
  97. Ninacerca e le altre.
  98. Tu e i bimbi al battesimo di Anna&Anna. Io rimango a casa. Siamo tristi tutti e due.
  99. Dalla nonna, a vedere l’incontro, storico, tra i due papi.
  100. Waze. E la tua macchinina che arriva.
  101. I giorni a Lido di Spina.
  102. Rendersi conto che tu non mi hai mai riaccompagnato a casa alla fine di una serata, per il semplice motivo che sei sempre venuto a casa con me.
  103. La sera a Milano, senza niente da fare. Solo per mangiare una pizza col Chicos e col Davide.
  104. Noi, che in autunno annegavamo in un gorgo nero che faceva paura.
  105. L’omino delle gonvole e l’omino delle coccole.
  106. La piscina in giardino.
  107. Le cassetta di verdura che trasuda freschezza sul nostro tavolo del giardino, in attesa che qualcuno del GAS venga a prenderle. Siamo i referenti della verdura.
  108. Ale che urla e dice: “Male, vai via”.
  109. Michi addormentato su quella barella che attraversa il Civile, alla fine della risonanza magnetica.
  110. I capelli dei bimbi tagliati per la prima volta con la macchinetta.
  111. Giallozafferano.
  112. Ale, corri, vieni a vedere. E da vedere c’è una lumachina sul muro che mai sarebbe scappata.
  113. La maestra Daniela e la maestra Cilla. Novità e conferme al nido.
  114. Ale di notte, grida stizzito: “Dai coperta, vieni!”.
  115. Il gnocco fritto in una casa nuova. E le focaccine, sempre nella stessa casa.
  116. Ale e Michi in letterine di legno sulla porta di camera loro.
  117. Castel Thun e il lago di Tovel, il baracchino di crauti e salsicce, il tortel di patate.
  118. La festa dei nonni all’oratorio di Nigoline. Castagne e scarpe sporche.
  119. Io mamma Tina e mamma Cri. Tu papà Guido.
  120. L’appy haour.
  121. Come vuoi la piadina? “Grande”. Idee chiare.
  122. Eppi guyo yu yu. Secondo Ale è happy birthday to you.
  123. La cartolina di Italia ‘90.
  124. I nuovi piatti piani tutti colorati.
  125. Tutti i libri letti. Tra gli altri, da segnalare, il regno di OP e i prelibri di Munari.
  126. Il treno fino a Romano di Lombardia. Poi un cappuccio, una rivista stupida, delle cose scritte, un bar nel grigio di fine ottobre. Respiro di nuovo.
  127. Berlusconi da Santoro.
  128. Quando riposo nel lettone nei pomeriggi d’estate. E al risveglio trovo gli occhioni di Ale dentro i miei.
  129. Akinator.
  130. Il nostro we senza bimbi in Val di Non. Un sogno. Grazie Manu.
  131. Il museo dei vigili del fuoco.
  132. Mmm, mamma, che buono profumo, detto davanti alla bottiglia aperta di rum venezuelano.
  133. Il giro in libreria.
  134. Il picnic sul pavimento della sala.
  135. Greta (5 anni) che taglia i capelli di Michi. Lui zitto, ovviamente.
  136. Due incisivi inferiori di Michi. Parevano non esserci. E invece ci sono.
  137. Da Twitter: Sulla presunta fine del mondo: “Scusate Maya, tanto per sapere è un’apocalisse fuoco e fiamme o tipo diluvio? Porto le infradito o il Foille?”.
  138. I picnic di Michi. Mangia panini imbottiti come se non avesse mai fatto altro nella sua vita.
  139. La Manu e Cristiano qui per Capodanno con noi.
  140. Il giro in azienda agricola con la Manu vicina di casa. Il trattore, l’etichettatrice e la pianta di capperi.
  141. Condividi questa Coca-Cola con Cristina. E con Felicità. Le troviamo al super.
  142. Lavare tre carte d’identità su quattro in lavatrice. Non è una buona idea.
  143. La cena alla Tana degli elfi. La polenta con il pesto. Accostamento ardito e buonissimo.
  144. Benedetto XVI che rinuncia al suo essere Papa.
  145. La notte in pronto soccorso con Clara. E io alle 4.00 del mattino a Orio per riportare Candi.
  146. Ale che inizia a mangiare cornetti e fragole.
  147. Il naso di Michi. Dopo i controlli siamo più tranquilli.
  148. I giorni a Varenna.
  149. L’omino Pompi-Pompi.
  150. Il barbecue dai Mimer.
  151. Le regole della casa. Il pannello di legno verde.
  152. Le mie nuove scarpe da tennis rosse.
  153. I tuoi 40 anni.
  154. I congiuntivi di Ale.
  155. Il pomeriggio in giardino dalla Fede. I bimbi giocano felici, oltre la piscinetta bucata.
  156. Il bando della Trivulziana, nascosto nei meandri oscuri della rete.
  157. I colloqui con la maestra Laura.
  158. I fiori che raccoglie Ale nel giardino dell’asilo. “Per chi sono?” “Per tu”. Che poi sarei io.
  159. La spazzola che vola per il bagno, all’ennesima febbre di uno dei bimbi. Non ce la faccio più.
  160. Lo straccio in microfibra. Una rivoluzione.
  161. Ale che va a cena dalla Maria, da solo, senza dire niente a nessuno.
  162. Michi che dice per la prima volta mamma. Quella sua voce nuova, che viene ancora dalle viscere del corpo. Quella voce che ogni volta è sforzo e miracolo.
  163. Piove. Ale dice: “Mamma, dammi il sole!”.
  164. Il pacchetto di calzini: per i piedini di Giovanni dai piedini di Ale e Michi.
  165. Ale e Michi per la prima volta sull’aereo. Il posto finestrino che abbiamo prenotato per Ale. Il pilota “Awanagana” e lo steward “Hola-Hola”.
  166. Tre giorni con la Lauretta. Dopo Londra e Barcellona.
  167. La bella festa del battesimo di Giovanni.
  168. Le due parole che sempre riesco a scambiare con la farmacista Fede.
  169. Il puzzle di Biancaneve. Da finire.
  170. I dissennatori tra noi, e i patronus che ci inventiamo.
  171. La memoria che ha Ale. Si ricorda particolari di cose successe giorni o settimane prima.
  172. Il Chicos che ha già opzionato il cartellino di Michi, che secondo tanti ha davanti un futuro da rugbyista.
  173. Il maestro Jacopo di psicomotricità. Per Ale i lunedì iniziano con una carica in più.
  174. Michi che striscia per la prima volta. Era qui. Ora è lì.
  175. Le tende nelle ultime due camere. Rosso e arancione a rendere belle le nostra finestre.
  176. La mamma lavora in strada?
  177. Qui da noi, Clara vede nevicare per la prima volta. Ha 23 anni. Aveva visto la neve. Ma non aveva mai visto nevicare.
  178. Lo stracotto al barolo della zia condiviso con gli amici a Paina.
  179. I due mesi con almeno uno dei bimbi ammalato. Inverno interminabile.
  180. Ale apre la banana dalla parte giusta. Per fortuna.
  181. Ale spinge con la mano il mare dentro al secchiello, perché si riempia per bene.
  182. Ale in campeggio imita un ragazzo tedesco che balla la musica del suo stereo. Risate.
  183. La strada per Solto Collina rotta, oltre Tavernola. La domanda tormentone: “Pecché rotta’n’strada?”.
  184. La domenica a Travagliato, alla Cascina Martor. A vedere verdure che mangiamo ogni giorno.
  185. Ale della mia camicia da notte a righine bianche e rosse dice: “Mamma, che bello [ves]tito”.
  186. Le poche volte che riusciamo a venirti incontro.
  187. Lo spiedo in cascina da Max.
  188. I cuy in gabbia. Dopo il Perù non li avevo più rivisti.
  189. Una mamma imperfetta sul sito del Corriere.
  190. L’isola di sabbia al largo della spiaggia di Grado. Oltre un mare più profondo e un tappeto di alghe. Buffa conformazione. Sarebbe da belle foto.
  191. Al mare al Cavallino.
  192. Gordon Ramsey e Fuori Menù.
  193. Il nonno di nuovo a Finisterre. A godersi l’oceano alla fine di più di un mese di passi in Spagna.
  194. La Magica Valle, il Mago Felicione e la Strega Pasticciona.
  195. Le buffe parole di Ale: il pungipopo, il famon, il nanasà, il balisico, il teletono.
  196. Il pranzo a casa di Lidia. Bella accoglienza milanese.
  197. La parafarmacia di Torbiato. Grazie dottoressa Piera.
  198. Tutte le telefonate alla Fioretti. Ci sono periodi in cui ci sentiamo quotidianamente, anche più volte al giorno.
  199. Palette, giocone della spiaggia estate 2012.
  200. Gli gnocchi alla romana. Ricordano i giorni di Pombia.
  201. La domanda mistica, se Gesù, oltre a essere nel presepio e nel cuoricino, è per caso anche nei piedi.
  202. Ale impara a mettere le cose in frigo. Una sera ci troviamo il temperamatite.
  203. La macchina del fumo.
  204. I giorni d’inverno a Magreglio a casa della Manu.
  205. Il libro della parole e il libro dei mestieri.
  206. La Madonna del Genesio Fumagalli, che il mio papà aveva fatto fare per la mia nascita, appesa in camera dei bimbi. Che sempre li protegga.
  207. Ordine nell’armadio. Butto vestiti che hanno dentro ricordi di mia mamma. Uno mio pile psichedelico anni ‘80. Un suo maglione bianco di lana pesante.
  208. Gli spinaci bianchi. Che sarebbero cavolo verza in umido.
  209. Ale e la sua prima mini-nutella. “È mia amica, la mutella”, dice.
  210. Tutte le riviste di gossip che leggiamo al mare.
  211. Alluce, illice, trillice, pondolo e mellino: sono i nomi delle dita dei piedi.
  212. La bellezza della Piazza del Pilar, illuminata nella notte. Il blu e il giallo che ci sono. Marmo e alabastro.
  213. Il grana padano vecchio di 5 anni a 9,90. Latte di topo?
  214. Il trenino che era di Jac suona da solo. Facciamo qualcosa. Chiamiamo un esorcista.
  215. L’eremo di San Giorgio e la crema di cioccolato fondente.
  216. Il pollo alla basca via skype con telecamera nella pentola del soffritto.
  217. Chi dice che Michi assomiglia a Matt Damon. Chi dice che assomiglia a me. Decidiamoci.
  218. Don Primo Mazzolari. “Ci impegniamo noi e non gli altri”.
  219. La fontana di Magreglio: magia-magia.
  220. Kim a pranzo da noi. Lo travolgiamo con i nostri bimbi.
  221. Riguardare le foto di quando ero piccola io. Ritrovarci Michi. E le sue espressioni. Uguale a me.
  222. Il giro a Comacchio, i ponti, i canali e le acciughe. Il porto canale a Porto Garibaldi.
  223. Il nonno Pà. Bel nome che inventa Ale per il nonno Giordano.
  224. Il gelato di zio Mc, alla fine di una cena romantica.
  225. La sera ai Due Ciliegi di Iseo. È aprile. Tempo da lupi. Io dico: “Sarebbe bello tornarci in primavera”.
  226. La serata lavoretti al nido di Michi. Peccato essere così in pochi.
  227. Tutti i mesi senza lavoro. Poi ricominciare a lavorare.
  228. Michi inizia a camminare.
  229. Gli album delle foto che abbozziamo. Lavoro che va finito.
  230. Il pranzo all’Ikea con i bimbi.
  231. Ale vestito da Barbabravo per carnevale.
  232. Giovanni che nasce.
  233. Le prime parole di Michi: guarda, acqua, cacca. Oltre mamma. E il rumore dell’ambulanza.
  234. Michi golosissimo di succo d’arancia. Lo beve dal bicchiere con una cannuccia.
  235. Il pupazzo di neve fatto in giardino. Pare San Sebastiano trafitto di spade.
  236. La prima volta di Ale a letto in un letto normale.
  237. Rivedere la Dani e Betto.
  238. La felicità di Ale, quando può stare seduto in un carrello del super.
  239. Il pranzo di Pasqua dai Foresti. Ci andate tu e Michi. Ale è svenuto di sonno mentre stavamo uscendo di casa.
  240. Gli asciugamani tecnici. Un’ottima new entry nei nostri bagagli da vacanza.
  241. Gli amici di Ale sul fasciatoio: Ubaldo, Pier Cipolla e Gian Canguro.
  242. Il ponte di barche sul Sile.
  243. Una lettera di carta che ricevo. E una che spedisco. Gesti di una vita fa. Hanno un buon sapore oggi, nell’era di Facebook. Grazie, Sofia.
  244. Il nuovo sito delle biblioteche bresciane. Spaziale. Permette infiniti viaggi tra i libri.
  245. Muore Carlo Maria Martini.
  246. La fontana nella Plaza Mayor di Saragozza. Rocce, cielo e superfici di acqua. La trovo bellissima.
  247. Studio dei plurali. Un Ale, due ali. Un uomo ragno, due uomi ragni. Un camper, due campi.
  248. La poca nanna che fa Michi, di giorno.
  249. La festa della scuola materna. .
  250. A Desenzano, il palo della cuccagna sopra l’acqua del porto.
  251. I palloncini per festeggiare il mio compleanno.
  252. Tre foto di Michi in sequenza mentre mangia lasagne. Ci rotoliamo dal ridere.
  253. Una mail della Diana dopo il battesimo di Giovanni. Mi fa piangere di felicità, e amicizia, e bene voluto.
  254. Quando cerchiamo un nuovo campeggio per le nostre vacanze dell’estate. E alla fine ripieghiamo ancora una volta su Grado.
  255. Riscrivere il mio cv. Servirà?
  256. Dopo anni rifare il salame di cioccolato.
  257. Ale e l’acquarello bianco su foglio bianco: “Perchè non va?”.
  258. I quasi 500 biscotti di Natale. Profumo di spezie in cucina.
  259. La cioccolata densa e i churros nel caffè storico sul corso spagnolo.
  260. Una mattina in cui piangevo, Ale mi ha chiesto se volevo il ciuccio. Una volta che piangevi tu, ti ha portato un libro, per poterlo leggere insieme.
  261. La bella sensazione che si cresce anche come genitori.
  262. L’amico-che-mangia-le-foglie. Che poi sarebbe la zebra di Madagascar.
  263. Michi che impara a camminare. Che sia anche tuo, il mondo, ora.
  264. L’aria di condizione.
  265. E tu da grande cosa vuoi diventare? “Un mezzano!”.
  266. Ale che gioca al nido. Finalmente può tornarci.
  267. La mani-piedi-bocca.
  268. L’olio siciliano come regalo di fine anno per le maestre.
  269. Gennaio senza malanni e senza giorni di asilo persi.
  270. Le unghie di Ale appena tagliate che “non funzionano più”. Non si possono più usare per spelacchiare le orecchie di Croc.
  271. Il presepe con le statuine che erano state mie. Una casetta di cartapesta era avvolta da un giornale dell’agosto 1989.
  272. La pipì di drago. Che poi è wc-net verde.
  273. Clara, Candi e il Berlingo a Bagnolo Mella. Senza parole.
  274. La giornata con la Nico. Torbiere. E pranzo bello tra fiori e ciclisti. E Santa Maria del Corno. E croce. E bimbi che escono dall’asilo.
  275. Ale bam-bam per la maestra Cilla.
  276. Facciamo nascere un GAS a Corte Franca. Che bellezza.
  277. Tutte le porte sbattute. E la voce che urla. Anche se non va bene.
  278. Rivedere, tra Franciacorta e Milano, i ragazzini che ormai sono uomini e donne dell’oggi e del domani.
  279. Il fon-fon, che sarebbe un telefono spaziale.
  280. Da quando ci sono i bimbi, una vita vissuta troppo, troppo spesso su binari non miei. A volte è molto faticoso.
  281. La figurina dell’Esselunga “incubo orrendo”.
  282. Rimontare la Maggiolina, dopo anni.
  283. I pomeriggi a casa della nonna.
  284. La sorpresa dei copricuscini del divano che sistemi per il mio compleanno.
  285. Il sopralluogo a Castelcovati.
  286. L’inserimento alla materna, la fatica che fa Ale. Non pensavo.
  287. La raccolta firme contro i negozi aperti la domenica mattina.
  288. Tu e il Berlingo sullo scivolo bagnaticcio di Solto Collina.
  289. L’ultimo giorno di Michi all’asilo di Clusane. L’inserimento di Michi all’asilo di Nigoline.
  290. Gli acini d’uva con cui festeggiare l’arrivo dell’anno nuovo. Tradizione spagnola, per quest’anno.
  291. L’anno di dolore che è stato. Il papà del Mauri, l’Ale di Kim, Max di Bologna. Una preghiera per loro. Un abbraccio a chi resta.
  292. Il lettino comprato all’Ikea di Villesse e montato in piazzola. In tenda Ale non vuole dormire sul materasso.
  293. Ale pesciolino.
  294. L’inaspettata evidenza che le bimbe, dentro il pannolino, non hanno il pisello.
  295. Santo Stefano a Milano dalla zia.
  296. Il libro di ricette al cioccolato.
  297. Gli storni in cielo. “Come pepe”, dice Ale.
  298. L’unico giorno di inserimento al nido con la maestra Elena. Buona pancia.
  299. Clara qui con noi.
  300. La descrizione della nostra famiglia, da mettere su http://www.aupair-world.it.
  301. Le Olimpiadi.
  302. Ale e le gite scolastiche. Al Meeting a fare pasticcini, a Palazzo Torri ospiti di Biancaneve, dal fornaio a fare pane, sul Monte Alto nel bosco di Robin Hood.
  303. Boulle calda da settembre a giugno.
  304. La fuga di gas e i pompieri in Stefini.
  305. Lo strudel che ti porta il cuoco in persona, con una candelina per il tuo compleanno.
  306. La macchina nuova, una Dacia 7 posti, detta [camino]cino.
  307. Le punture sul sedere.
  308. Giorgio e Andrea. I pensieri e le preghiere per loro. Non lasciano mai i nostri cuori.
  309. Il cavallo del tenente, bel regalo del nonno Ben che la bibliotecaria Patrizia legge ad Ale.
  310. I bimbi da Max e Ileana.
  311. Saladino l’affettaverdure.
  312. Papa Francesco. Novità, cuore e speranza.
  313. Le cene al tex-mex. E quelle al giapponese.
  314. Tommi e Mirela a Londra a vivere.
  315. La doppia visita mia e di Ale dal dermatologo.
  316. Il giro a Zone con i Giallo&Blu.
  317. Le vacanze a Grado.
  318. Il doppio schermo per lavorare meglio.
  319. La stanchezza infinita dentro cui vivo.
  320. La Luana a cena qui.
  321. La arance, il retro di un capannone, la luce arancione che c’è, il freddo che fa.
  322. I giorni a Zaragoza, che per Ale è Sacarozza.
  323. Ale e i controlli dei carabinieri. Il toc-toc sul vetro sarà un tormentone per qualche mese.
  324. Prima di dormire, il bacino che sempre si danno i due fratellini.
  325. Il lampadario high-tech. Dovevano essere stelline romantiche. È un ragno ultra-luminoso. Ci piace molto.
  326. Il sugo della casa di tenda. Ale lo riconosce a distanza di sei mesi.
  327. L’OCR e il diario del primo cammino di Gargamella. Lavoro iniziato e mai finito.
  328. La sera senza bimbi che ci concediamo per andare a conoscere Giovanni.
  329. Ale, tu mi vuoi aiutare? “No, grazie, mamma”.
  330. La cioccolata a Gussago. Grazie alla figlia della ferramenta.
  331. La cartelletta che è la barzelletta.
  332. Le telefonate tra Brianza e Franciacorta. Bell’appuntamento quasi quotidiano.
  333. Le pentole dell’Alessi con i punti Esselunga.
  334. La milanesità di Ale davanti alle gabbie dei conigli. Dice: “Che puzza”.
  335. L’omeopata per i bimbi a Botticino. Una visita dalle 19.00 alle 21.00. Usciamo stremati. Speriamo serva.
  336. La settimana in cui il nonno è stato qui con noi. E noi due siamo usciti ogni sera.
  337. La nonna in televisione insieme alla zia Beatrice.
  338. Io con parrucca bionda e parrucca rasta in un corridoio della Lidl.
  339. Con Max e il Massif a prendere la Pax all’Ikea. Poi a montarla in camera di Clara.
  340. La festa di Natale all’oratorio di Nigoline. La maestra Ma-Grazie.
  341. Il pomeriggio dal Pellizzari. Vengo con te e ci godiamo qualche ora di vacanza.
  342. Così dicio io.
  343. L’impianto fotovoltaico. E il tuo nuovo gioco “solaredge” che controlla la produzione.
  344. I cassettoni per la Pax. E la risistemazione dei vestitini dei bimbi.
  345. I fratellini de Carli nella vasca da bagno con i fratelli Rossetti. Pulizie comunitarie.
  346. Il giro alle Torbiere in gennaio. Cielo azzurrissimo e caldo da stare in maglietta. Ale cammina un sacco.
  347. Elena e Ruben qui da noi, con album di foto fatte in giro per il mondo. Orizzonti che per noi ora sono lontanissimi.
  348. Silvana a pranzo e le tagliatelle fatte in casa.
  349. Le foto del nonno del suo cammino. La voglia che ho e che abbiamo di prenderci per mano e camminare insieme su quelle strade.
  350. Le colazioni al bar. E da Gallizioli.
  351. La Manu che pulisce gli armadietti della cucina.
  352. Mmm-hah. Dopo settimane, scopriamo che per Michi vuol dire: finito.
  353. La sera a Rovato da un medico per me. Entro terrorizzata. Esco che sono nuova. Poi pasticcini al cioccolato per festeggiare.
  354. La nonna adotta un cardinale in vista del conclave.
  355. La Manu che fa il clown in ospedale. I suoi racconti.
  356. Un signore con la barba bianca al super. Ale lo guarda e dice: “Forse è Babbo Natale”.
  357. Le sere a smistare riso.
  358. Acquarelli, Duplo, libri, chiodini, nave, cucina, pompieri, caldaia. Passano i pomeriggi d’inverno tra giochi diversi.
  359. Il Merry Christmas crossing di Ale e Marta. Grazie.
  360. Michi che perde le ossa quando si rende conto di avere su il suo primo paio di scarpe.
  361. La camminata di Ale sulle punte e gli scarponcini alti.
  362. Il vero lievito di birra per fare la pasta della pizza.
  363. La prima pizza per Michi. Che è anche il primo cibo non da svezzamento.
  364. Il nonno di nuovo sul cammino.
  365. La bellezza che in quest’anno così difficile abbiamo trovato 417 punti che meritavano di essere ricordati. E il lavoro di limatura per portarli a 365 è stato lungo e impegnativo.
Pubblicato da: cri | 12 luglio 2012

365: 2011-2012

  1. Michi che nasce. Ed è un regalo bellissimo. Ancora una volta rendiamo grazie a Dio
  2. L’asinello Palmiro e i vitellini
  3. La Ghassemi che opera. So di essere in buone mani
  4. Leggere Guareschi. L’anagramma: “Chi sogna nuovi gerani”
  5. La saponetta asciutta che secondo Ale “non va”
  6. Al lago. Le papele con la elle, le barche e il gelato
  7. La gita in Slovenia. In giro lungo strade assolate
  8. La maestra Elena che racconta cos’ha voluto dire, per lei, leggere a Francesco. Emozione e lacrime
  9. Studiare l’ipotesi “ragazza alla pari”
  10. La notte in tenda nel giardino di Pombia. Ci regaliamo una notte senza bimbi
  11. Una nanna di Ale. Dalle sei di sera a mezzogiorno del giorno dopo. Letargo
  12. L’alfabeto per la nascita di Michi. La sera a pensarci. A scrivere ognuno su un suo foglio. Poi unire sogni e vita
  13. Un bastone che aiuta a camminare nella vita mi stringe il cuore. Ti siamo vicini, carissimo amico
  14. Cinque film in sette sere. È record, oltre i bimbi
  15. Dopo anni, rivedere la Nico e Robi
  16. Con te guardare dalla stessa parte è già uno spettacolo. Laura Pausini
  17. Fare ordine negli armadi dell’antibagno. Discarica, negozio dell’usato e uso quotidiano
  18. La nonna a pranzo da noi
  19. Noi nel lettone a chiacchierare. Ancora. Dopo anni
  20. Vivere dentro la non-spensieratezza. Mi manca, il non avere pensieri
  21. Sentire urlare “Mamma basta” nella notte. Sentire urlare basta al dolore, al male, alla fatica. Ci si stringe il cuore
  22. I passi che ci regaliamo in una mattina di vacanza. Da casa a Adro. E ritorno
  23. Ale e i colori a dita
  24. Il frico che non abbiamo mangiato
  25. Le disavventure mediche. Il mento, i denti, il naso, il testicolo, la testa. Ce n’è per tutti e per tutti i gusti
  26. Il gioco delle uova. Da morir dal ridere
  27. Il poco tempo che c’è. Manca il tempo per noi come singoli, per noi come coppia. Manca il tempo per leggere un libro. Per scrivere con calma il diario
  28. Ve sei? Co fai? I è? [Dove sei? Cosa fai? Chi è?]
  29. In piscina a Erbusco
  30. Le brioche della Fifì
  31. Un viaggio fino in Brianza urlando in macchina: Iana, uoua. Ridiamo un sacco
  32. Le tagliatelle fatte in casa
  33. Caricare la lavatrice con Ale. Un’esperienza da fare
  34. Nina e Anna, amiche di carta che dovrebbero aiutare a togliere il ciucio
  35. Il libro “Mani calde”. Rivivo i giorni del Besta
  36. Pippo e i musicanti di Brema. Era un mio libro di quando ero bambina
  37. Michi utente più giovane della biblioteca
  38. Insegnare antico ai ragazzi in cattolica
  39. La preghiera della sera. Era quella che dicevi tu da bambino
  40. A Brescia, incontrare per caso in piazza Duomo Giovanni e Greta con le loro famiglie. Neanche ci fossimo messi d’accordo
  41. Sul lettone in quattro, la mattina della domenica. Le coccole belle nella luce di un giorno che inizia
  42. I padri, che devono essere lanciatori di figli verso il cielo
  43. Il pongo per la festa dell’asilo. Ne faccio tre chili
  44. Il giro del lago di San Valentino alla Muta. Tutti i metri che ha camminato Ale
  45. Il Natale a Milano. La felicità della Marina, quando ci vede
  46. Il sottotetto che rimarrà sottotetto non abitato. Peccato. Sognavamo nuovi spazi mansardati
  47. Il draghetto Scintilla e il draghetto Tremotto
  48. Il blog di machedavvero
  49. Sulla lettura ad alta voce: “Lasciate degli spazi espressivi che saranno il luogo dell’emozione”. “Leggete piano. Perché se sei in un bel posto, che è la fantasia, perché vuoi andartene via veloce?”
  50. La prima banana per Michi. È pronto per le pappe
  51. Il ciucio di Michi usato per mettere a nanna il pupazzo Giacomino. Noi lo cerchiamo per 12 ore
  52. Il DVD di Woody (Allen). Il divudì di vudi
  53. Cercarsi, trovarsi e ritrovarsi. Da fare ogni giorno. Oltre la stanchezza e la fatica della quotidianità
  54. La crosta lattea di Michi
  55. Plum. Che sono i peluche
  56. Avremo i pannelli solari
  57. La Viennetta gusto pistacchio
  58. Per Ale, il primo panino con la Nutella
  59. In pronto soccorso pediatrico con Ale, una settimana prima che nascesse Michi. “Quanti prematuri”. “Non sono prematuri, sono solo bimbi molto piccoli”. Mi ero dimenticata quanto sono piccoli i bimbi piccoli
  60. La mattina in libreria, io e te. Bella vacanza
  61. I we con qui la Manu. Ormai è proprio di famiglia
  62. Muore Lucio Dalla
  63. L’armadio dei giochi a casa della zia a Milano. Ale lo riconosce dopo mesi
  64. L’indovinello di Asterix per il Chicos. Arrugginito. Ma con una memoria di ferro per dettagli di vita trascurabili
  65. L’ultimo articolo catalogato. Senza lavoro. Fino a quando? Speriamo poco
  66. Dixit e la tragica fantasia. Ti becco subito
  67. La perdita d’acqua. Allaghiamo il box dei vicini
  68. Sandali nuovi per te. E scarpe da tennis gialle
  69. La messa per il nonno Ben sul monte, attorno all’altare. Come negli anni di Sant’Angela e Sant’Agata
  70. La Costa Concordia affonda in una notte di marzo
  71. Dalla fornaia, i biscotti appena fatti, tolti dal forno caldi di burro e di zucchero
  72. Nuovi animali: il porcocervo (sus babirussa)
  73. La macchina del fumo, che poi sarebbe il vaporizzatore
  74. Un piede attaccato all’orecchio. “Pronto? Pronto?”. Alla sera sul fasciatoio è uno spettacolo
  75. I tuoi giorni a Schio. Sono giorni faticosi per tutti
  76. Le poche spese all’Esselunga
  77. Le partite dell’Italia agli europei
  78. Il libro di Hagar il guerriero
  79. La fetta di strudel sulla terrazza bella
  80. Alle Cornelle
  81. La faccenda che ai figli si devono dare le radici e le ali
  82. Il freezer grande
  83. Le radioline per sentire i bimbi. E RTL per il terzo eventuale figlio
  84. Lo zio Bigio che ci lascia
  85. La prima sera di Michi a casa. Ale vuol dargli da mangiare un po’ della sua pizza. E farlo parlare al telefono con il nonno
  86. Le pantofoline con Pimpi Pooh
  87. La sera a mangiare la pizza a Clusane. A guardare il cielo dalla rotonda sul lago
  88. Il laboratorio di cucina all’asilo di Ale. Come rendere felice un bimbo
  89. Il fasciatoio alla Fontana. Più attrezzato del nostro di casa
  90. Già ora, interrogarsi sulla migliore educazione scolastica di Ale
  91. Il cravattino di Croc. Imprescindibile
  92. I biscotti salati al grana
  93. L’appuntamento dal Pelizzari. Un faro nella notte
  94. Leggere per Michi, per i suoi occhi di stupore, bellezza, gioia
  95. Tutti i giorni di pastina in bianco, per Ale
  96. Geocaching. Da studiare
  97. Boogie che arriverà. Sarai il benvenuto
  98. Dopo anni gloriosi rottamare la Duna. 264.034 km
  99. Le partite a dama cinese
  100. Ale che ci chiama alla finestra per mostrarci un tramonto spettacolare
  101. La betulla in B/N stampata 50×50. Da appendere
  102. Elena. Presenza amica oltre che maestra d’asilo
  103. Le tendine arancioni in sala. Fanno una bella luce
  104. Tu con in braccio Michi davanti alla finestra. Gli fai vedere la sua prima neve
  105. A Verona dalla Lucia. Dobbiamo tornarci
  106. Il latte di riso
  107. Com’è migliorata la nostra cucina del campeggio. Dalla busta di chorizo ai ravioli burro e salvia con contorno di zucchine
  108. Sulla pianura padana nevica neve chimica. Povero mondo
  109. Michi in braccio al Davide
  110. Tornare per un’ora in Sant’Angela. La luce dei miei pomeriggi di ragazzina dentro la chiesa
  111. Il seggiolino nuovo
  112. Il diario 2010 stampato
  113. Le mail che sono arrivate per la nascita di Michi
  114. I bimbi che nascono: Ettore, Anna, Michi, Anna Blu. Benvenuti al mondo
  115. Giocare a me-mi, che sarebbe il memory
  116. A cercare una macchina con la Paola. Bella la Dacia 7 posti
  117. Tutti i panni che ci sono sempre da stirare
  118. Con Michi a piedi dalla nonna. Ti faccio una bella sorpresa
  119. Il disegno che mi fa Ale per le mie notti in ospedale dopo la nascita di Michi. Piango quando mi rendo conto che è stato dimenticato appeso sopra il letto della corsia
  120. I libri comprati su IBS
  121. La nonna che imbocca Ale, alla festa a casa della Giova
  122. Cercare di accettare la consapevolezza che non sempre si può fare bene. A volte si può solo scegliere il male minore
  123. La sera con le tartine di salmone, burro e pane tostato
  124. Il passerotto in casa. Spaventatissimo
  125. Comprare con il GAS
  126. I terrible two. È uno scontro tra titani
  127. Bibliostar alle Stelline. Stavolta con Michi
  128. Il budino d’epoca. Scadeva nel 2008
  129. Il giro da Max, con i bimbi e Jac, a fargli vedere da vicino animali che per i milanesi esistono solo sui libri
  130. La stanchezza infinita in cui viviamo
  131. Il parco giochi a Paratico
  132. Le mie cene in ospedale condivise con Ale. Anche questo è essere famiglia
  133. La Pimpa e la talpa Camilla. Surreale
  134. Ale che apre il frigo appendendosi alla maniglia e spingendosi con i piedi. Sbaglia la forza. Vola via verso nuove avventure
  135. Una nonna dice di Ale: questo bimbo è un poema
  136. Andare per spuntare i capelli e trovarli tagliati più corti di sempre
  137. Nel vento freddo, sotto la pensilina di un benzinaio a Salò. Pit-stop per i bimbi
  138. Cos’ha nel cuore Ale, cosa si immagina, quando gli raccontiamo che arriverà Michi che per ora abita nella pancia grande della mamma?
  139. Südtirol ist nicht Italien
  140. In Ticino, rivedere la Dani e Betto. Peccato fosse solo per poche ore
  141. Il battesimo di Federico. E quello di Rebecca. Com’è leggera
  142. La festa di quartiere a Verona. Risotto al tastasal in mezzo a palazzi alti. Luce di tramonto cittadino
  143. La festina di fine anno all’asilo di Ale
  144. Le mongolfiere
  145. La chiacchierata bella con don Giuliano, dell’OMG. L’avevo conosciuto in Perù. Ritrovarlo nell’oratorio di Colombaro è un dono inaspettato
  146. Il panettiere della zona industriale
  147. Tino e Tina. Fruttino e schiacciatina
  148. La notte in ospedale per il mento di Ale. Al civile fino alle 3 del mattino. Io ho addosso una pancia di nove mesi
  149. I caschetti per la bici. Uno ciascuno
  150. Ale e Irene camminano per mano
  151. Il pane che piace a te, quello con i semini
  152. La bici senza pedali
  153. Il mattarello grande e il mattarello piccolo. È sera di pizza
  154. Google Calendar. Una rivoluzione
  155. Com’è difficile trovare il tempo per scegliere foto dei bimbi
  156. I picnic io e te sul lungolago a Clusane, quando lavori vicino a casa
  157. La polenta uncia a Magreglio
  158. Il boa rosso e il boa viola
  159. Il girotondo con Ale
  160. I bagnetti dei bimbi, insieme nella vaschetta verde
  161. Davanti alla Cagliero, piccole manine accarezzano barba e capelli bianchi di vecchiaia. Tante tenerezze
  162. Sulle somiglianze famigliari. Ce n’è davvero per tutti i gusti
  163. Le bolle di sapone di Ale
  164. Tutti i giri in triciclo
  165. Ale e Michi che si vedono la prima volta. Tutti i baci e le carezze che gli dà Ale, mentre Michi dorme
  166. Ale che parla. Ed è una scoperta continua
  167. Sottoesporre le foto
  168. Le vacanze in Val Venosta. Tutti i km fatti a piedi. Nonostante un passeggino e una pancia abitata
  169. La benzina al posto del diesel. Non è una buona idea
  170. Le sere che ci concediamo, solo per noi
  171. La Manu insegna ad Ale a chiamarti papà
  172. Michi che smette di essere un vecchietto rugosino e diventa un neonato
  173. Atention, uffants
  174. Tentativi di collage
  175. Il posticipo maternità. Un dramma burocratico
  176. I massaggi per il mio mal di schiena
  177. La prima carta d’identità non rilasciata dal comune di Milano. Divento sempre più periferica
  178. Ale in bici fino a Timoline, per andare incontro al papà
  179. Al Sant’Anna. Siamo pronti. Siamo pronti?
  180. Il fornellino per il campeggio. Efficiente
  181. I torrent
  182. La risata di Michi. Viene dalla pancia. Poi dalla gola
  183. [Lu]cìa, la lampada della Pimpa
  184. I vasetti di pesto. Saranno una gioia invernale
  185. Con la Manu sui pratoni della nonna, a fare una lavoratona di primavera
  186. Il calendario che ci regala il nonno, con su tre foto nostre
  187. Il nonno di nuovo a Santiago
  188. Il terremoto in Emilia. Lo sentiamo anche noi. Abbracciati nella notte
  189. Tutte le mattine a Palazzolo
  190. Nella pancia, il singhiozzo di Michi
  191. La lampada a forma di fungo che era tua è diventa per Ale un cane attaccato al guinzaglio
  192. La bellezza delle risate, mentre in sala io e Ale giochiamo a prenderci
  193. La parete di sughero nella camera dei bimbi
  194. Il tuo congedo paternità per la nascita di Michi
  195. Il lavoretto di Natale all’asilo
  196. Il secondo cesareo. Programmato e subìto. Michi arriverà su appuntamento
  197. Cercarsi il tempo per scrivere i 365 punti. Scriverli da dentro una bolla di stanchezza infinita
  198. Seduti in giardino, i fuochi di Santa Rita. Sembrano fatti solo per noi
  199. La danza della gioia alla fine del matrimonio ortodosso
  200. Sul lungolago a Salò, sotto un cielo d’acqua
  201. La vaporiera, detta anche colomotiva
  202. L’appello. Mamma? C’è. Papà? C’è. Ale? C’è
  203. Giacomino
  204. I pomeriggi stesi sul prato. A goderci Ale, noi, il cielo, la betulla
  205. I biglietti per i vestitini di Michi, nei suoi primi giorni di vita in ospedale. Ci aggiungi un disegnino di Asterix
  206. Un sacco di shampoo da 5 litri esplode sul pavimento del bagno
  207. La foto della Provenza su Picasa. Sono bellissime
  208. Il parco avventura sugli alberi solo donne
  209. Le volte che riusciamo a mangiare insieme anche a pranzo. È sempre bello
  210. La meringata con vera panna di vero latte di vere mucche
  211. La chiesetta in laguna. All’ombra. In mezzo alle zanzare
  212. Le stelle, che sono BO-PO, come i biscotti pan di stelle
  213. Le volte che viene a trovarci Giovanna, la pellegrina amica del nonno
  214. I pi, che sono gli uccellini
  215. Ta-ta, l’acqua. Prima parola di senso compiuto. Oltre a mamma
  216. Trovare un asilo nido bello per Michi
  217. Decidere di mettere via un po’ di soldini per quando i bimbi saranno grandi
  218. Il raviolone del running sushi. Qualcosa tipo la Luisona del bar sport
  219. Cercare di togliere il ciucio ad Ale. Non ci siamo. È uno strazio per tutti
  220. Le foto del Burkina. Grazie Manu, grazie Cristiano
  221. I pomeriggi a casa dalla nonna. Ci facciamo compagnia
  222. Real time
  223. I disegni di Ale
  224. Il libro diventa biblo. Fine grecista
  225. Fare gli album delle foto
  226. I tre vestiti in un pomeriggio di shopping. Nero, nero, rosa. Mi stupisco di me stessa
  227. Un fringuello fa il nido sulla nostra betulla
  228. Quando litighiamo. La stanchezza non aiuta
  229. La gente in piedi in mezzo al mare. Sul banco di sabbia oltre il pontile
  230. Il cammino del nonno sul forum PPS
  231. Le mie Birkenstock nuove. Con le coccinelle
  232. Quelli del Gemelli a cena. Un po’ di ansia da prestazione
  233. La giacca a vento azzurra. E il pile azzurro
  234. La bici nuova per me
  235. La colazione offerta all’Ikea. Caffè lungo e biscotti al cioccolato
  236. Il bagno rinnovato, almeno in parte. La vasca da bagno nuova. Le piastrelle, rosse
  237. Ognuno dice la sua su come dovrei cucinare il baccalà che ho tolto dal freezer
  238. La prima notte di Michi a casa. Piange dalle 20 alle 3. Ci sono margini di miglioramento
  239. Ale vuole fare calzetta calzun a Michi
  240. Prove di famiglia con tre figli. Per un we Jac dorme da noi
  241. Il mio mal di schiena che non dà tregua
  242. Caterina e l’analisi del piede
  243. I 13,8 gradi in camera dei bimbi, una sera di gennaio. Dopo aver dimenticato la finestra spalancata tutto il giorno
  244. Le gomme invernali per il Berlingo
  245. Ci lascia Guido della Manu. Dopo anni, scrivo a mano una lettera
  246. La Chiara e il Boss ci vengono a trovare. Bimbi e racconti del Mali
  247. La gita a Montisola con Federica & family
  248. La prima videochiamata di Michi. A pochi giorni dalla nascita. Col Davide
  249. La torta a forma di castello. Il prato attorno in MMF
  250. I giri in bici con Ale dietro, sul suo seggiolino
  251. Franciacorta in bianco. Finalmente, dopo anni
  252. Dentro cartelline di plastica legate insieme, foto stampate per Ale. È il suo album
  253. Le belle chiacchiere con le maestre del nido, a fine giornata
  254. Rileggere Harry Potter. È un regalo che mi faccio
  255. Il triclivio e la schiavosaura
  256. Tutti i matrimoni che ci sono stati: Mirela e Tommi, Seon Ae e Tommi, Elena e Ruben, Cler e Davide
  257. Le volte che bisogna ritirare Ale dall’asilo a metà mattina perché non sta bene
  258. Il fungo il legno alto 50 cm. Casa nostra è un parcheggio solo temporaneo. Per fortuna
  259. La stradina di uova di cioccolato in mezzo al giardino. Buona caccia alle uova, Ale
  260. Caio Melina con moroso qui a cena da noi
  261. L’attaccapanni per i bimbi. La giacca da appendere dopo l’asilo
  262. L’annuncio di un matrimonio in Birkenstock bianche
  263. Il censimento online
  264. Ale che vuole fare le coccoline a Michi prima di entrare nel suo lettino
  265. La tenda da sole
  266. Ale ruba spinaci e zucchine
  267. Grane padane. Bel titolo nella rassegna stampa
  268. I camini accesi ne “La Valera”. Pensieri per il nonno Ben
  269. La tazzina da caffè con dentro schiuma di latte. Per Ale prima colazione al bar
  270. Tutte le telefonate alla Fioretti
  271. Il giro in Austria. E la pozzanghera bellissima
  272. La grigliata di pesce a Paina
  273. Diventare referenti per pannolini e riso/cereali
  274. Le pappole di Ale. Sono trappole
  275. Mauro e la Bea. Tatascha e mamasha
  276. Ale e la senape. Una passione
  277. La fatica della nascita di Michi. Anche se hanno fatto tutto i medici
  278. La Diana, il Mauri e il dubbio di aver sbagliato casa. Molte risate
  279. La polenta pasticciata come quella di Erbusco
  280. Il dropbox e i petatopi
  281. In campeggio, il mezzo chilo di pasta tutte le sere. Il mare mette fame
  282. La sera alla festa di Nigoline
  283. La necessità di ricordarsi che non si è solo mamma e solo papà
  284. Gli ottant’anni del nonno festeggiati a Montisola
  285. Radio Italia con Paoletta in sala operatoria, mentre nasce Michi
  286. In treno, arrivare a Bergamo invece che a Rovato. Non va bene. Mi recuperi tu
  287. Tre vitelli e due asinelli in villeggiatura ad Erbusco
  288. La nascita di Michi tricologicamente impegnativa
  289. Nei primi giorni di caldo, lessiamo Michi. Febbre a 39,5
  290. Preparare il video per Tommi. Risate
  291. La trattoria nel bosco. La fila di costine. L’insalata di verza e i canederli
  292. Sono incinta. Ho la toxo. Era un brutto sogno. Per fortuna
  293. Il ciucio lanciato oltre l’inferriata del parcheggio di Nigoline. Un dramma
  294. Annusare Michi. Farlo mio. Farlo nostro. Accoglierlo. Innamorarsi. Amarlo
  295. La festa a sorpresa per gli 80 anni del nonno. Una giornata tra pellegrini
  296. Impanato di sabbia, Ale è un bellissimo omino di sabbia
  297. La notte senza Croc. E i giri in paese per cercare di recuperarlo
  298. La super-luna
  299. La fonduta di formaggio e i dolcetti di cioccolato col cuore tenero. Buon san Valentino
  300. La pancia di Michi. Cresce
  301. L’albero di Natale e la top-model
  302. Il battesimo di Michi
  303. A Brescia a ritirare documenti per la nazionalità svizzera
  304. Per la prima volta Michi disegnato sui disegni di Ale
  305. Prenotando una visita di Ale, dopo aver detto che è del 2009: “Lei è la moglie del paziente?”
  306. Michi all’asilo nido. Permette di tirare il fiato
  307. Le docce con Ale, al campeggio
  308. La grigliata a casa del Chicos e l’autogestione delle bruschette
  309. I bimbi che dormono insieme
  310. Alla fine della giornata all’asilo, gli abbracci di Ale che mi corre incontro
  311. Le bellezze dei nostri bimbi
  312. I tappi per le orecchie
  313. Tino e Tone. Lettino e lettone. Poi c’è anche il piccolo lettone. Ma è un’altra storia
  314. Tu che in costume smonti la tenda sotto il diluvio. Ti aspetto con Ale al caldo del bar
  315. Un sasso e una pietra pomice nell’acqua del bagnetto. Esperimenti di fisica
  316. I campi di mele
  317. La piscina in giardino
  318. I ritorni della Elena dal Venezuela. Le volte qui a chiacchierare bene
  319. Essere in anticipo sul cineforum milanese. Poi in irrecuperabile ritardo
  320. La gomma del Berlingo che faccio esplodere
  321. Gli 80 anni della nonna Giulia
  322. Michi che porta prospettive diverse su Ale
  323. Il vasino fisso in bagno
  324. La scatola di Duplo. I mattoncini colorati colorano i nostri pomeriggi
  325. L’olio di mandorle per la casetta di Boogie
  326. Enjoying the small things. Un blog di parole e foto. Un bellissimo modo di vivere
  327. Il mattarello come minipimer
  328. Ale con il suo cane a spasso da solo in campeggio. Lo guardiamo andare, orgogliosi di lui
  329. Payal che fa la babysitter
  330. Le tue sere con i tuoi fratelli
  331. I granchiolini che pizzicano Ale
  332. Chi si cerca e si trova. Cenere e insieme prato
  333. Il negozio dell’usato
  334. Dopo anni di tovagliette, una tovaglia grande sul tavolo
  335. Dopo un cesareo, un altro cesareo fino ad un massimo di tre
  336. La tovaglia di plastica per i lavoretti di Ale
  337. Ale al mattino: “Mone-Tella”. Sono Simone e Stella, suoi amici dell’asilo. Vuole sempre andare da loro
  338. La verdure e la frutta prese da Elena. I soldi con cui paga Ale
  339. Il corso di massaggio neonatale
  340. Essere in quattro. Prendere le misure su questa nostra nuova vita
  341. Al cino-giapp all you can eat di Palazzolo. Grazie nonno
  342. La Benedetta alla GMG. Dice: “Il momento più bello è stato quando abbiamo pregato tutti insieme”
  343. Le lacrime io e la zia Cice
  344. La torta cocco e miele
  345. L’olio delle terre confiscate alla mafia come regalo per le maestre del nido
  346. I giorni a Grado, al mare. Le ore in spiaggia. E quelle in piscina
  347. L’orecchio elfico e peloso di Michi
  348. Baciare Michi in sala operatoria. È di burro
  349. Tu che torni a sorpresa da Schio. La tua famiglia e i tuoi affetti vengono prima del lavoro
  350. Rivedere Padre Mauro, dopo una vita. Ripensare indietro. Ritrovarsi qui, con figli, compagni, pance. Ritrovarsi. Con una vita che non immaginavamo neanche, quando eravamo ragazzine
  351. 13 mutandine. Vai con lo spannolinamento. È una bella conquista
  352. L’argenteria di casa de Carli
  353. Il pongo fatto con acqua, olio, sale e cremor tartaro
  354. Una tua cartina su Autosprint
  355. Attività dell’asilo: “Gioco libero in giardino inseguendo un grillo”. Povero grillo
  356. Sulla giostra, la teoria della relatività. “Fermo”, urlato al mondo che gira
  357. Michi nel boa di piume rosse
  358. Allattare Michi. La beatitudine di Michi attaccato al seno. Guardarlo è uno spettacolo. Guardarlo è amore
  359. La Lauretta. E il visualizza
  360. La Nico. Presente. Anche se non ci si vede mai
  361. Ale che cresce. E la vita è una scoperta continua di parole e azioni
  362. La foto di Ale con il bordón. Un pellegrino in miniatura
  363. La marmallata al dulce de leche. Altro che Nutella
  364. Avignone e la Provenza
  365. La sera in Francia, noi sulle rive di un laghetto dopo un volo in un buco
  366. Noi. A camminare nella nostra vita. Tra fatica e bellezza. Mano nella mano.
Pubblicato da: cri | 12 luglio 2011

365: 2010-2011

  1. La vita finisce, la vita continua.
  2. Ci lascia il nonno Ben. Grazie per quello che sei stato e che hai fatto per noi.
  3. Un bimbo nuovo che arriva. Patuff cresce nella mia pancia e nelle nostre vite.
  4. Un anno pieno di Ale che diventa grande. Da piccolo bimbino a piccolo signore.
  5. I passi alpini in Svizzera: Sempione, Susten, Furka, Grimsel e San Gottardo.
  6. Le sere dai Rossetti, alla fine dei giorni in ospedale. Ci raccolgono a turno, con amicizia. Siamo degli stracci.
  7. Il triciclo rosso per Ale. Era mio.
  8. Le matite colorate per l’Africa. La bellezza di quei tavoli carichi di arcobaleno. La bellezza della cura dei particolari.
  9. 5 piantine di tagete in un vaso rotondo. Speriamo che non muoiano.
  10. Mettere ordine nella stanza degli Autosprint. Finalmente si vede il pavimento.
  11. Il pomeriggio di pasqua a Iseo. Non siamo gli unici ad avere questa brillante idea.
  12. Le Birkenstock misura 21.
  13. I baci che ci diamo. Gli abbracci. Le coccole. Le carezze. L’amore.
  14. Le polpette dell’IKEA. Che siano fatte coi trucioli della Pax?
  15. Al Besta, i 5 minuti di controllo dopo le 5 ore di attesa. Ma va bene anche così, visto che è tutto ok.
  16. La pizza a Passirano, la sera che siamo andati a provare le scarpe. È la prima pizza privata di Ale.
  17. La lampada della cucina. Vista e presa. Incredibile.
  18. Il romanticismo di una pizza a Iseo. Solo noi.
  19. Il mio basilico. Il pesto da surgelare.
  20. Tutti i film che riusciamo a vedere. Siamo a buon punto con il cineforum di quest’anno.
  21. Gli abbracci con Ale all’asilo, quando vado a riprenderlo. Io seduta, lui in piedi. Ci strizzoliamo di felicità.
  22. Il raduno di Rincine. Viene anche Gargamella, PPS d’adozione.
  23. L’albero di natale nel vano delle scale. lo stupore di Ale davanti alle lucine.
  24. Silvana che passa a trovarci. Martina a fare la doccia nel nostro bagno. Credo che una libertà così bella sia possibile solo tra pellegrini o grandi amici.
  25. La domenica pomeriggio con l’ikea-kitchen-planner.
  26. Quella domenica mattina svegli all’alba. Approfittando delle nanne di Ale, montiamo i mobili IKEA.
  27. Le mattine che si riesce a dormire a lungo, anche fino alle 11.00. Grazie Ale.
  28. I bagnetti nella vasca grande, la sera, a Pietra. Due bimbi che sono due pesciolini. Due bimbi che sprizzano felicità.
  29. Primo muso di gelato per Ale. Fiordilatte e fragola.
  30. Stellamarinizzarsi sul lettone.
  31. La Maestra Elena, la Maestra Cilla, la Maestra Susanna.
  32. Lo zio Dario a Chiari a fare lo zio. Grazie Briciolina.
  33. A piedi con Ale da casa dei Mimer a casa della nonna. È la prima passeggiata lunga.
  34. Il tuo sms: “Prepara le valigie che si parte!”.
  35. Il Chicos che dà da mangiare ad Ale.
  36. La prima volta che Ale arriva da solo in cima alle scale di casa.
  37. Il nonno che si tiene la barba. È molto bello.
  38. Dalla mamma non c’è più niente. Solo un campo di terra nuova.
  39. I paci alle torbiere, quella mattina di freddo polare.
  40. A spasso lungo l’Adige con due carrozzine e uno zio bravissimo.
  41. L’armadio per il Berlingo. Invenzione geniale per le nostre vacanze.
  42. La scrivania grande del pc che trasloca la piano di sotto.
  43. Le prime scarpe di Ale. Erano mie.
  44. Betto che scuote un ramo d’albero per far nevicare nuove foglie.
  45. Le rarissime volte che mangiamo spaghetti. Che bellezza.
  46. Lo strufolo-day.
  47. Le radioline per sentire Ale.
  48. Il pizzaiolo di Pietra conquistato da Ale. Gli regala un pezzo di focaccia.
  49. La domenica a Paina, a vedere le foto del concorso.
  50. Passare a trovare la zia Ippolita.
  51. Il pomeriggio a giocare a Monopoli con i nipoti.
  52. Il giorno alle terme di Sirmione. È un sogno.
  53. I pomeriggi di giochi nell’asilo-corsello con Ale, Alex e Greta.
  54. Le grotte di Toirano.
  55. La papera che cova sul lungolago d’Iseo.
  56. Finalmente gli attaccapanni per le giacche degli ospiti.
  57. Leggere Anna Karenina. Immergersi dentro quelle parole. Quella Russia. Quell’amore.
  58. Non è igiene.
  59. Lo spaccio dei dolci. I vassoi di pasticcini.
  60. Ale che localizza ogni aereo che passa nel cielo. UH.
  61. Portare il nonno a Orio. Lui su un aereo dopo chissà quanti anni.
  62. Ricominciare, un pochino, a lavorare a maglia.
  63. I giorni di Ale al Besta.
  64. Le brioche e le focacce della panetteria su via Pola. Rendono meno difficili le mattine di chi ha fatto la notte in ospedale.
  65. Il nonno che non risponde al telefono. Il tuo giro a Milano nella notte. Il nonno era a casa. Dormiva. Con il telefono rotto.
  66. Le vacanze in tenda. Svizzera e Gavorrano.
  67. Il mio papà sul Cammino. A 79 anni. 900 km dai Pirenei all’oceano in 40 giorni senza neanche una ampolla.
  68. Tornare a lavorare. È un sogno.
  69. Il prericovero di Ale. La paura che ci mette l’anestesista.
  70. I fiori della Giovanna che accompagnano per sempre il nonno.
  71. Buttiamo via vecchie cassette registrate. Un pezzo della storia di ognuno di noi che se ne va.
  72. Il sabato con qui il nonno. Lui pascola Ale, noi pascoliamo la nostra casetta. Vario bricolage.
  73. Il lago di Caldaro.
  74. Il nostro capirsi al volo. Il nostro vivere insieme che è bello e leggero.
  75. Lidia che viene a trovarci.
  76. Chiedersi come si fa ad insegnare la felicità ad un figlio.
  77. La lettera: sono una brava mamma, non sono una brava mamma.
  78. Noli. Rivedere posti di me bambina.
  79. La domenica a casa di Lucia. Le belle foto ad Ale, con la luce soffusa di una lampada in ceramica.
  80. I tuoi giorni di malattia. E i miei. E quelli di Ale. A turno, c’è sempre qualcuno in casa che ha qualche malanno.
  81. I coloni di Catan con l’integrazione isole. Occhio alle sucide tecniche solo marittime.
  82. Le foto di Ale per il sito. E quelle delle nostre vacanze su Picasa.
  83. Il nido della cinciallegra nell’anfora del Gianni.
  84. Gli album di foto: quest’anno siamo in alto mare.
  85. Le due case-mobili del campeggio a Castellane.
  86. In bici fino a Provaglio, per pranzare con te nel primo sole caldo dell’inverno.
  87. Le tre mezze giornate al pronto soccorso dei bambini per l’orecchio di Ale malato. Ci sono modi più edificanti per passare i sabati pomeriggio.
  88. Ale nello zainetto.
  89. La prima notte al Besta. I nostri lettini vicini. A condividere angoscia e dolore.
  90. Il we a San Chierlo. Era tanto che non ci muovevamo da casa.
  91. Il risotto nella pentola a pressione: una rivoluzione.
  92. Lo stendibiancheria con le gambe rotte.
  93. Il seggiolino da tavolo.
  94. I fiori di zucca fritti. Grazie Diani. Grazie mamma della Elena.
  95. Le volte che litighiamo. Io sul letto a piangere.
  96. Il camper della Dani e Betto. Un sogno che diventa vero.
  97. I giorni in Cattolica, ad insegnare a catalogare libri antichi.
  98. La sera di gennaio, dopo il Pellizzari. I 5 passi più belli di Ale. Verso di te. Con la felicità addosso.
  99. Il mini-raduno PPS a casa nostra. Zena, Matte e Manu zii perfetti.
  100. Le bancarelle in piazza. Tutti i libri che compriamo.
  101. La festa per Jacopo. Nella cucina nuova di Calino ci stiamo in tantissimi.
  102. Ale che apparecchia il tavolo.
  103. La frase saggia di un blog: Dovrebbero aprire dei corsi di degustazione intensa del presente.
  104. Il Luca che ripittura la facciata della nostra casina Uac. È di un bel giallino, adesso.
  105. Per l’ennesima volta, cambiare posto al divano in sala.
  106. La bellezza della dita a scrivere al pc dopo una settimana di vacanza.
  107. Preparare lo zaino per il mio papà. Il cammino lo aspetta. Chissà come sarà.
  108. Le uova sode e le uova crude. Capisco a mie spese la differenza.
  109. Il gelato di Pietra Ligure. Una coccola formato maxi.
  110. Gli spaghetti. Poco child-friendly.
  111. Ale all’asilo.
  112. Tutti i bimbi nati quest’anno: Anna, Matilde, Rebecca, Federico, Martina, Edoardo, Marta, Giulio.
  113. Pulire la neve davanti al garage: good-show per i vicini.
  114. La giornata mondiale della lentezza. I diritti dei bambini.
  115. Il concorso fotografico: “Geometrie”.
  116. Dopo il mese di pesca frullata mischiata a latte in polvere, Ale impara a bere il latte.
  117. La sensazione di sentirsi libera. Libera. Libera. Di nuovo. Dopo più di un anno e mezzo. Libera. Senza pancia. Senza Ale. Senza nulla. Solo io. Nel mondo.
  118. Il nonno sulla poltrona in paglia in corridoio, a fare la guardia notturna di Ale le due o tre sere che siamo usciti.
  119. Le tue mattina dal dentista.
  120. La prima volta dall’estetista.
  121. Il dvd del concerto “Amiche per l’Abruzzo”.
  122. Sentire il rumore dell’oceano nel registratore che è stato in Spagna.
  123. La malsanità di zio Mc. Una volta all’anno ci stanno.
  124. “Cri, hai perso Ale”.
  125. I giorni in Liguria.
  126. Ale che scopre la neve. Una bella leccatina non guasta.
  127. A Pombia. Mancano i due chicos. Per il resto è un bel tuffo nel passato.
  128. Fare le polveri.
  129. I giorni della morte del nonno.
  130. 8 agosto: la liberazione della Svizzera. In cui la Svizzera sarei io. Ciao tetta.
  131. Al centro Oreb con la Bea. La familiarità con cui si muove in questa casa. Ripenso agli anni di Sant’Angela e di Sant’Agata.
  132. Ale la prima volta al mare. Non pare esserne troppo entusiasta.
  133. I belli baszini.
  134. Ale mezz’ora su e giù per scale, per schiantarlo di stanchezza, una notte che non dorme perché non è neanche stanco.
  135. Il Luca sulla scala davanti alla nostra finestra. Sabato mattina che rischiava di essere imbarazzante. Molte risate.
  136. Il libro di Mordillo per San Valentino.
  137. Il crumble. Grazie Diani per il suggerimento.
  138. Le luci della sera che scende. Noi nel parcheggio dietro al comune. Dalla palestra esce una bella musica.
  139. La fatica della nonna. I suoi giorni a San Chierlo.
  140. Ta-tao. Decidere che è la prima parola di Ale che ha certezza di significato.
  141. La bacheca in sala, per i disegni che Ale porta a casa dall’asilo.
  142. Rileggere il diario di notte, per scrivere i 365 punti.
  143. La cena da Ottavio e Elisabetta, con anche Carolina.
  144. I miei occhiali nuovi. Dopo anni.
  145. Le colazioni al bar che qualche volta ci concediamo.
  146. Il tuo regalo per il mio compleanno: una sera da sfamigliati. È bellissimo.
  147. Il mulo messo alla frusta.
  148. Le zanne di Ale.
  149. Le notti insonni di inizio anno. Aiuto.
  150. La gita a Milano, allo Spazio Fumetto.
  151. Il picnic con Benedetta a san Pietro in Lamosa, durante una tua pausa pranzo.
  152. Le sere a fare i conti di casa.
  153. Gli acquisti da mare. Un ombrellone. E paletta, secchiello, formine.
  154. Strinù e formaggio fuso alla festa di Esmate.
  155. Gli avvoltoi nelle Gorges du Verdon.
  156. Di sera, stesi sul prato di casa. A guardare Ale che gioca e nuvole che passano.
  157. Le foto appese in corridoio. Lisbona, Berlino, Parigi e Spagna.
  158. Tutti i sabati sera in cui mi fai la pizza.
  159. La mooncup.
  160. Il GAS. Ci diamo un anno di tempo per capire come gira e se va bene per le spese della nostra famiglia.
  161. I due costumi nuovi di Pietra Ligure. Che sogno poter scegliere il modello.
  162. Le torte con i MMF. Da pasticceria.
  163. La narcolessia da sgridata. Fa morire dal ridere.
  164. Tu che torni su dalla sala operatoria con Ale che si sta risvegliando. Lacrime che sono vita, amore, speranza.
  165. Le notti in cui non dormo. Leggo, lavoro, scrivo.
  166. Le chiacchiere di notte, prima dell’alba. Sono ore solo nostre.
  167. In giro a mezze maniche ai primi di febbraio.
  168. I giorni dell’inserimento al nido. Le telefonate che ti faccio. A cercare di raccontarti quasi in presa diretta.
  169. Quella sera che ti ho portato a Chiari dal tuo papà. Viaggio nel buio della notte.
  170. La tinca ripiena a Clusane.
  171. A pranzo dalla Chiara. C’è anche Giacomo. Grazie Valentini, per questi bimbi così belli, così vivi, così sani.
  172. Tutte le mail del mattino, in cui mi racconti com’è stato Ale all’asilo.
  173. L’ecografia di Patuff. È un altro maschietto. Forse Michele. Forse Emanuele.
  174. Per una volta, la bellezza di camminare abbracciati senza dover spingere il passeggino.
  175. La nostre vacanze a Gavorrano: tenda-piscina-tenda.
  176. In cortile, di notte, a giocare con i monopattini.
  177. La fine dell’era delle pappe. Ale mangia come noi. Una conquista bellissima.
  178. Il toto-nomi al femminile: Annalisa, Maddalena, Caterina.
  179. Decidere che i vetri di casa si possono lavare un po’ più spesso che ogni biennio.
  180. La tua cena natalizia in azienda. Molto proficua: vinci una vacanza gratis alla lotteria aziendale.
  181. Una grigia mattina di una domenica d’inverno. Tre brioche, di cui una piccolina. È la prima volta.
  182. Il tuo diario nei giorni della morte del nonno.
  183. Le pesche prese ad un baracchino sul bordo strada. Sono buonissime.
  184. Il mio papà con la barba. La prima nei suoi 79 anni di vita.
  185. I Bratwurst e i Cervolats sul fornellino del campeggio.
  186. L’annuncio di matrimonio della Elena.
  187. Il pezzo nuovo della cucina.
  188. Le cascate di Monticelli Brusati. Le scopriamo il venerdì santo.
  189. I dieci punti per descrivermi.
  190. Il tuo nome… vintage. Ridiamo.
  191. La sera, pascolare insieme la cucina.
  192. A pranzo dalla zia a Milano.
  193. La cena del lunedì di Pasqua a Erbusco. Di nuovo tutta la famiglia unita.
  194. Il lettino nella stanza degli Autosprint.
  195. La festina nell’asilo milanese. Rivedo amici di Sant’Angela che non vedevo da anni. Quanti bimbi, quanta vita.
  196. La mezza giornata con qui Jac. Prove generali di vita con due figli.
  197. Il pandoro mangiato in giugno.
  198. Le nostre boutique per i vestitini di Ale. Grazie Jac, grazie Ale grande.
  199. I lamponi caldi di sole con il gelato alla crema. Bel pomeriggio a Pombia.
  200. Enrico e Lucia che si sposano.
  201. Il tuo bagno caldo un venerdì di vacanza. Un sogno.
  202. Le elezioni. Il nostro sindaco eletto per un voto. Pisapia vince a Milano.
  203. Tu che dici: io sono orgoglioso del mio papà. È stato un bravo papà.
  204. Le foto del Marocco a casa nostra.
  205. All’inaugurazione della mostra fotografica in comune. Ale lecca tutta la collana della Maria Piera. Che eleganza.
  206. Il Massif dorato con disegni tribali. Mitici.
  207. I pacchetti della Nico che ogni tanto arrivano.
  208. Recuperare il nonno a Malpensa di ritorno da Santiago. Ha la barba. È un pellegrino. Nei suoi occhi brillano le strade di Spagna.
  209. Tutti i paci fino al comune. E ritorno.
  210. Il temporale sul mare a Spotorno. L’arcobaleno. La bellezza selvaggia delle onde che impazzano.
  211. I bagni nei laghi artificiali francesi. Torniamo con un’abbronzatura da mare.
  212. Il libro di piccolo coniglio.
  213. La rassegna stampa. Lavoro sul 1990 e sul 1992.
  214. Il sogno di un tuo part-time.
  215. Alle 6.00 del mattino, lo sms a RTL. Sul nostro modo di sposarci.
  216. Le poche volta che andiamo a messa, su al monte.
  217. Le pizze di Passirano e quelle con la Marcella.
  218. Dire ai nonni che arriva Patuff.
  219. La cucina giocattolo per Ale, a partire da un comodino IKEA.
  220. I libri della biblioteca. Sulla gelosia tra fratelli.
  221. La festina che ti facciamo, per la festa del papà.
  222. Quando tagliamo i capelli ad Ale.
  223. L’omino Trillilì.
  224. Il diario 2009, stampato e rilegato. Mi commuove questo tuo regalo.
  225. Il sabato in cui siamo verdi tutti e due. Ale in prestito alla famiglia Occhionero.
  226. Le tre sorelle Marchetti insieme ad Erbusco.
  227. Le due volte nel corso di una settimana all’outlet.
  228. La fonduta di Friburgo. E i crostoni di pane ricoperti di formaggio fuso.
  229. La fatica dei giorni a casa da sola con Ale.
  230. Il non-cambio gestore dell’energia elettrica. Per fortuna che ci sei tu.
  231. Il no al nucleare, alla privatizzazione dell’acqua e al legittimo impedimento.
  232. Le Flyladies.
  233. Il matrimonio di William e Kate. Lo guardiamo mangiando pizze di Lambrate.
  234. Il seggiolino nuovo per Ale. Finalmente viaggia comodo.
  235. Le ore in studio dal nonno. A cercare di venirne a una con le sue carte.
  236. La luce del mattino nella cucina di San Chierlo. Di colazione ottocentesca.
  237. I primi tre mesi di Patuff. Non sono esattamente un leone.
  238. L’irresistibile rumore della grattugia.
  239. Le uova di anatra.
  240. Vedere crescere Ale giorno dopo giorno.
  241. Il paté toscano sul pane sciapo.
  242. Il giro in battello sul Mincio prima di Mantova.
  243. Il Ferrero Rocher succhiato. Che conquista.
  244. Il tuo congedo parentale.
  245. Cercare di scrivere il diario tutti i giorni. Mica semplice.
  246. Il primo pezzo di panettone per Ale. Gli piace moltissimo. È un buon milanese.
  247. La betulla ridimensionata. A noi piaceva anche selvaggia.
  248. Gli zuccherini avvolti nella carta stagnola e nella pellicola. Gesti di grande amore e di grande cura.
  249. La Dani e Betto qui da noi. Il camper parcheggiato sotto le nostre finestre.
  250. Gli scivoli, le altalene e i salterelli.
  251. La gita a Montisola con il nonno. Ci raggiungi per il picnic della cena.
  252. La Druckstimme di Croc.
  253. I caffè al mattino dall’Angela.
  254. Tutti gli antibiotici dell’inverno. Mannaggia.
  255. Raccontarsi sempre tutto. Aprire cuore e mente.
  256. La crostata alle fragole della Giovanna, compagna del cammino del papà.
  257. Ale che tiene banco al Besta, in sala d’attesa. Si fa volere bene da tutti.
  258. La lana verde con i ponfolini per il poncho alla Benedetta.
  259. Google-calendar. Molto utile.
  260. Parlare all’assessore dell’urbanistica e dell’ambiente di pannolini lavabili.
  261. La festa per il primo compleanno di Ale.
  262. Innamorarsi dei murales di Willow. Sognarne uno appeso in cima alle scale di casa nostra.
  263. Le riflessioni sull’osmosi matrimoniale.
  264. A Rapperswil. Sulle tracce del mio passato.
  265. La stroke-unit. Che poi sarebbe l’unità del sciupù.
  266. Il libretto del cineforum che ci regala la Diana.
  267. Alla Fontana, a mangiare la pizza col Davide. Ci sono delle certezze milanesi che non cambiano mai.
  268. Ale a fare il bagnetto nella vasca con le sue calzine gialle. Molto elegante. Mi sa che avevo testa da un’altra parte.
  269. Il pezzo di pandoro compartido davanti alla farmacia, una mattina di grandi nervosi.
  270. Il sabato che la Nico viene a trovarci a sorpresa. È un bel regalo.
  271. Il giro in libreria. 4 libri, 78.5% di sconto sul prezzo di copertina.
  272. Il pigiama party sul nostro lettone, la notte di capodanno.
  273. Le nostre schiene. La Fioretti e la Katia le rimettono in sesto.
  274. Il fisioterapista di Soul Kitchen: Kemal Spaccaossa.
  275. All’IKEA il primo sabato di saldi. Forse non è una delle mosse più furbe. Ma ne usciamo con i pezzi della nostra nuova cucina.
  276. Le due giacche storiche che archiviamo definitivamente. La tua blu, la mia rossa e blu scricchiolina. Siete state buone compagne di strada.
  277. I sacchi di pasta da 5 chili. Ne abbiamo per un po’.
  278. Le pentole in pentolonio. Benedetta per la prima volta babysitter ufficiale.
  279. Ale così ordinato. Non ha preso da noi. Questo è certo.
  280. In autostrada fino a Brescia. Mi sento molto brava.
  281. I pesciolini giapponesi, anche quest’anno.
  282. Il nonno in vacanza con noi. A 80 anni per la prima volta in campeggio.
  283. La sera all’asilo, senza Ale. A fare lavoretti che le maestre regaleranno ai nostri bimbi.
  284. La Benedetta e Fede che diventano grandi. È bello vederli crescere.
  285. Le iperbole erotiche di Mauro.
  286. La nonna Giulia a pranzo da noi.
  287. Esploriamo il sottotetto: ci starebbe una stanza in più.
  288. Accompagnare Ale in sala operatoria.
  289. La grandinata sull’A4. È bianco anche l’asfalto dell’autostrada.
  290. La verdure che ci passano la Maria e il Gianni.
  291. La passione di Ale per l’acqua.
  292. Le innumerevoli telefonate alla Fioretti.
  293. I formaggi francesi. E le baguettes fresche di prima mattina.
  294. Il quadro di Santiago che Ale riceve dal nonno. Conche, bandiera, sabbia. Vita e cammino. È un regalo prezioso.
  295. La focaccia ligure.
  296. La sera che ho ceduto. E tu il giorno dopo sei rimasto a casa con Ale e con me. Aiuto prezioso.
  297. A cigni e papere, Ale preferisce i piccioni. È un vero milanese.
  298. Noi seduti su quelle scale del Besta. Dentro quelle ore di attesa infinite.
  299. Tre mosche in un colpo solo. Record.
  300. Ale insegue una mosca con un dito. Deve aver preso da te.
  301. I campi di lavanda. Dopo una settimana in Provenza, andiamo a cercarli.
  302. La mia caviglia distorta. Uff. Per Ale che era in braccio un grande spavento.
  303. Il giorno in cui la mia unica comunicazione verbale con un adulto sono stati 2 minuti e 13 secondi di telefonata con il mio papà.
  304. Per la prima volta nella mia vita, guardo il festival di Sanremo. Tutte le sere. Senza scusanti.
  305. La pediatra che di Ale dice: secondo me da grande farà l’attore.
  306. Le notti di fine mese. A indicizzare articoli per consegnare in tempo.
  307. Il ciuccio rotto. Bologna-Corte Franca a piangere senza sosta.
  308. Patuff che sento muovere per la prima volta. Leggero come una farfalla. Dolce come un solletichino. Lo senti anche tu, la tua mano sulla mia pancia.
  309. Tu che in piscina fai fare il motoscafo ad Ale.
  310. I lavori nella nostra casina. Pian piano la sistemiamo sempre meglio.
  311. La mattina al pronto soccorso. Ed è anche il giorno del tuo compleanno. Alla fine i miei globuli bianchi stanno bene. Ci abbracciamo di felicità.
  312. Ale con la sua prima carta d’identità. Come le nostre.
  313. Il nonno sulla Francigena.
  314. La sera a Pietrasanta. Dai Rossetti. Richi mi sembra grandissimo. E la Chiara annuncia la sua nuova pancia.
  315. Alle stelline. Parlare di lavoro, bimbi, essere mamme e professioniste.
  316. La Robi sul cammino. Le sue mail. Riviviamo le mie mail. I nostri passi su quelle strade di Spagna.
  317. Tu che salvi lucertole.
  318. Il nonno Ben così entusiasta che dice a tutti del suo decimo nipote. Forse per scaramanzia sarebbe stato meglio aspettare. Ma va bene così. È bello sapere che lo ha saputo.
  319. I giorni in Provenza.
  320. Le belle chiacchiere con la Elena, quando torna dall’altra parte del mondo.
  321. Muore la leccapiatti. Uff.
  322. Perdere Croc. Noi su internet a cercarne uno nuovo.
  323. Il pacchetto del nuovo Croc che arriva mezza giornata prima dei giorni in ospedale. Ale sarà stato contento.
  324. Dig-li che per qualche settimana fa l’orso sostituto. Va benino. Ma non è amore.
  325. La lampada sopra il pc portatile. Lavoro alla Pippo, ma funzionale.
  326. Mettiamo ordine in box. E così anche l’ultimo angolo di casa è esplorato.
  327. Passeginiadi a Brescia. Il palloncino giallo che regalano ad Ale.
  328. La vaschetta di plastica blu e le mollette per il bucato che ricevi. Bellissimo regalo di Natale.
  329. Le sere di Camera Caffè.
  330. Il dolore per la Paola. Passano le mattine, e io continuo a pensare a lei.
  331. La domenica da Kim e Ale con la Sabbbri. E la famiglia del Beza.
  332. La mezza cassetta di mele trentine.
  333. Matisse che è uno degli haivistogatti.
  334. Le cure del Pelizzari. Ricomincio a dormire.
  335. Il parabrezza della macchina rotto.
  336. I giri di controllo al Besta.
  337. La torta di mele che preparo per la tua festina in ufficio.
  338. Le volte che viene qui il nonno a dormire.
  339. La bandiera italiana alla finestra.
  340. La prima febbre di Ale. Panico.
  341. Il cielo azzurro sopra la Jungfrau.
  342. Il calendario famigliare che ci regalano Marta e Alessandro. Preziosissimo.
  343. Datterio e Bella Paletta.
  344. La bellezza di poter lavorare da casa. Permette di gestire bene orari e famiglia.
  345. Ale che ha un futuro come scalatore. Che abbia qualche gene del “Vertebra”?
  346. Leggere parole del tuo papà che hanno dentro una vita intera.
  347. I manuali di fotografia.
  348. La tac di controllo. Per la prima volta nella sua vita, Ale ti si addormenta in braccio.
  349. Il ponte per i pellegrini che attraversa il lago di Zurigo.
  350. La ceretta araba, la sokkar, il dito ustionato dal caramello. Urge perfezionarsi.
  351. La novena per il colon di Effebi.
  352. Il nonno Ben in ospedale tra Brescia e Chiari.
  353. Col Dario, a trovare la Madda e la Mati.
  354. I parenti dei pazienti della terapia intensiva. Quanto dolore si portano dentro.
  355. I due faretti per leggere bene a letto. Orrendi. Molto utili.
  356. La meraviglia, ancora una volta, per le bolle di sapone. Perle dentro l’aria.
  357. Jacopo guarda il mio papà da sotto in su e dice: “Lo sapevo io, che tu parlavi!”.
  358. Ale che esce a piedi dall’asilo. Basta avere pazienza. E poca fretta.
  359. La tua giacca nuova e impermeabile. La prendo subito in prestito. Tu sei entusiasta, ovviamente.
  360. Il pulpo con le papas. Un po’ speziato. Di peperoncino e di paprica.
  361. I maccheroni alla senape antica. Li troviamo in un supermercato francese. Li prendiamo, in memoria delle nostre cene corse.
  362. La girandola del mercato di via Ampère. Che porti colore nella vita di Ale.
  363. I pomodorini negli occhi. Siamo inguardabili.
  364. Ancora raccontarsi cose nuove, che non ci eravamo mai detti, in questi quattro anni.
  365. Quattro anni. Conoscersi. Sposarsi. Avere un bimbo. Averne un altro. Quanta vita. Quanti passi. Quanto amore.
Pubblicato da: cri | 12 luglio 2010

365: 2009-2010

  1. Ale che nasce. È un dono bellissimo. È bellissima vita.
  2. Tornare a Milano da esule, senza averci più una casa in cui abitare. Strana sensazione.
  3. Le lezioni di PC al nonno Gargamella.
  4. La tua multa e i tuoi 5 punti della patente. Il mio uscire da uno stop senza vedere la macchina che arriva.
  5. Venire a prenderti a piedi al lavoro, quando sei dal cliente di Provaglio.
  6. La faccia che fa Ale in braccio allo zio Mauro. È amore.
  7. “Con il materasso al momento ci vogliono fatti, non parole”.
  8. A Brescia per il thinking-day. Il più che ventenne che è venuto a dirti: “Io ero un tuo lupetto”.
  9. Lo sms di Sylvie: “Abbracciamo”. Abbracciate anche per noi.
  10. Il concerto di Dalla e De Gregori registrato per caso dalla televisione. Due ore di bella musica.
  11. Ezio che racconta del Bangladesh.
  12. Il concerto di Guccini con la Luana.
  13. Ale mascotte alle Stelline. Tra l’altro è in rosso-Copat, assolutamente in tinta con il colore sociale.
  14. Rendersi conto che questo bimbo ci ha sconvolto la vita.
  15. Il bagno caldo che mi prepari una mattina fredda di gennaio.
  16. “Sai che io a casa ho Spiderman?”. Tormentone 2010 della val Aurina.
  17. I pesciolini cotti nel forno.
  18. Elena, amica di Caio-Melina, del Milano 29. Ancora una volta il mondo è piccolo.
  19. I sonagli in legno che erano appesi alla mia carrozzina. Ora sono sulla carrozzina di Ale.
  20. Ale che non riesce ad addormentarsi con il freschino dell’aria sulla faccia. Non è abituato.
  21. I comizi di Ale e i passaggi particolarmente commoventi.
  22. I mobiletti della dispensa che mi hai costruito.
  23. La sera a vedere foto della tua famiglia. A cercare somiglianze, oltre gli anni.
  24. I lavori che facciamo per la nostra casina uac.
  25. I 4 diari che ci sono dei giorni della nascita di Ale. Il tuo. Il mio. Quello del nonno. Quello di Benedetta.
  26. La mia mamma che mi manca.
  27. La luce bella delle candeline mentre facciamo il bagno. Musica di sottofondo.
  28. La mattina a pulire Nigoline, bella casina ormai vuota.
  29. Il primo pacio in paese con Ale. Usciamo con la neve.
  30. Le nostre foto appese.
  31. Cioccolato e minestra di pomodoro Knorr a Livigno.
  32. L’abbonamento in videoteca. Non è come il cineforum, ma quasi.
  33. Io che ricomincio a stirare i vestiti. Mi sa che sto diventando periferica.
  34. I libri tuoi e i libri miei sulla Billy. L’emozione di due librerie che si fondono.
  35. La infinite volta che ci scriviamo durante il giorno. Non siamo mai lontani.
  36. Il corso che tengo a Brera. È bello spiegare le cose che so.
  37. Per una volta la tavola apparecchiata con i piatti degli ospiti. Candeline belle, anche se siamo solo noi due. È molto romantico, nonostante il minestrone.
  38. La sera che vado a letto alle 19.38.
  39. Le cene con quelli del Gemelli. Il Rambo che chiede: “Vieni su a fare le torte, quest’estate?” Io che penso che la mia nuova vita qui è bellissima.
  40. La cassetta della posta. Rossa. E grande.
  41. Il passato di spinaci godurioso che diventa una brodaglia verde. Risate in cucina.
  42. Tu che dici che con Ale sono come un animaletto con i suoi cuccioli.
  43. Attraversare la Lunigiana sulla statale. È un’altra Italia. Sembra un altro mondo.
  44. Lo spaccio della CAM.
  45. La famiglia abruzzese del forum.
  46. La domenica dalla Nico. Le bancarelle della festa di paese. La chiesetta illuminata bene nella notte.
  47. Zena che passa a salutarci un pomeriggio. Era da amici qui vicino.
  48. Ale che studia spigoli e soffitti.
  49. Riempire le Pax dell’antibagno. Prima o poi ne verremo ad una con tutti gli scatoloni.
  50. La Bea e Mauro alle terme. Noi a casa con i nipoti. Prove generali di famiglia numerosa.
  51. La stanza arcobaleno che non c’è più. Delusione.
  52. Gli scappamostri.
  53. La scelta dei pannolini lavabili.
  54. Fare il puzzle del Cervino. Bianco, grigio, azzurro. Passano le ore aspettando Croc.
  55. La nostra fatica ad andare a messa.
  56. Com’è abbracciarti di nuovo stretta stretta, senza pancione di mezzo.
  57. La prima volta di Ale al mare.
  58. Cominciare di notte a scrivere i 365 punti. Di giorno si fa fatica a trovare il tempo.
  59. Ale con la parrucca ricciolina e fluorescente
  60. Le inferriate elettrificate del Luca.
  61. Il bagno in piscina, solo noi due. Mezz’ora tutta per noi. È un regalo bellissimo.
  62. Fare l’estate in giardino. E sono sedie, e tavolo, e tenda tirati fuori alla fine del letargo invernale.
  63. Il battipanni di Jacopo. Serve per combattere i coccodrilli che ci sono nel fossato del castello di Padernello.
  64. Le onde di latte negli occhi.
  65. La signora della mensa in Cattolica che mi regala 4 banane per i miei crampi notturni.
  66. Pane e vino come bomboniera per la comunione di Fede e di Franci.
  67. La sera che litighiamo, e io vado alle Porte Franche, e torno indietro in fretta, per fare pace.
  68. Il formaggio Lucifero erborinato al peperoncino.
  69. Le sere a Brescia, per il corso pre-parto.
  70. Il portatile nuovo.
  71. Quando ci abbracciamo dicendo: “Ciao, bella famiglia”.
  72. Il trasloco da Milano. Noi seduti all’alba nel baule della macchina. Parole crociate e focaccia come colazione.
  73. Le 0.01 del due dicembre. Mi aspetto una puntualità svizzera. Tu ridi.
  74. La nada-poderosità. Riflessioni sul fatto che la vita non è nelle nostre mani.
  75. Il primo incontro tra Ale e l’acqua con le bolle. La faccia che fa.
  76. Quando di Ale dicono che è un orpello.
  77. La notte in Mangiagalli dopo il volo sulla pancia.
  78. Il talpeccìo, che è il rumore che fanno le talpe quando camminano in silenzio.
  79. Tu che leggi ad Ale un libro sulla secondo guerra mondiale. Urge procurargli libri più consoni.
  80. Il finesettimana da Max, Agni e Gianlupo. La torre di Nerone. Le belle chiacchiere della sera.
  81. Il raduno di Badia.
  82. Le piantine di basilico che quest’anno riescono a sopravvivere. Grazie, signor Gianni.
  83. La spingiuna, che sarebbe la piruna, che sarebbe la forchetta.
  84. Il nonno Ben in ospedale.
  85. La bellezza del mare dal traghetto che va in Corsica.
  86. I ragazzini dell’84 qui da noi. C’è un po’ di freddezza. Ma sono contenta di averli rivisti.
  87. Le tonnellate di passato di verdura due volte alla settimana.
  88. La vigilia di Natale a casa nostra. Il nonno seduto in poltrona legge lo stesso brano di Vangelo di sempre. È bello, ma Stefini è la tradizione.
  89. Doc che dice: “Io partirei. Non lo consiglierei a nessuno. Ma partirei”. Sei il nostro medico preferito.
  90. Le calze per la Befana. Quest’anno c’è anche una micro-scarpina di Ale.
  91. Chiedersi come si fa ad insegnare ai figli la felicità.
  92. I fuochi d’artificio a cascata dal campanile di Fondo.
  93. Il “Linguaggio segreto dei neonati”: libro interessante che passa da mamma a mamma.
  94. Il pomeriggio in soffitta, tra bauli, plastica e naftalina. Tiriamo fuori i vestitini dei bimbi piccoli.
  95. Tu che sogni Max con un facocero in macchina.
  96. Il gattino Toxo.
  97. Tutte le mattine che siamo andati a fare fisioterapia dalla Monica.
  98. La pasta fritta. È il tuo cavallo di battaglia in cucina, insieme alle piadine.
  99. Tu che guidi la Duna.
  100. La Elena a cena da noi. Brava che hai imparato la strada.
  101. Votare al seggio 2. A Milano votavo al seggio 575. Benvenuti nella periferia imperiale.
  102. L’ultima notte che usiamo la Magrolina.
  103. L’etto di prosciutto crudo del salumiere che mi aspetta in frigo.
  104. Il gris-gris africano appeso alla carrozzina.
  105. Il blog. Che sia un bel contenitore di ricordi.
  106. La dama cinese che ti regalo per la tua prima festa del papà.
  107. La Nicole e Jens che diventano mamma e papà pochi giorni prima di noi. Cammini che anocra continuano insieme.
  108. La grigliata di pesce a Pashna.
  109. Giuseppe50 che sarà sempre nei nostri cuori.
  110. Le sere in cui siamo troppo stanchi anche solo per vedere le scenette di mr. Bean.
  111. Le infinite polpette per la festa del mio compleanno.
  112. Le nostre orecchie malate. Un’altra estate a fare il bagno con le orecchie di Shrek.
  113. Tu che lavori vicino a casa. A volte mangiamo insieme a mezzogiorno.
  114. Andare a trovare la nonna. Presentarle il suo primo nipotino. Piangere lacrime che sono dolore, nostalgia e amore. Avere la certezza che lei è sempre con noi. E con Ale.
  115. Camminare lenti da Riva al Bögn.
  116. Le passeggiate alla sera, tra Borgonato, Provaglio e Timoline.
  117. Non essere più in due.
  118. Il corso sulla storia del comune. Le domeniche a fare le visite guidate.
  119. La serata manitu per il nostro primo anniversario di matrimonio.
  120. Io che cerco di scrivere il diario tutti i giorni. Lo scrivo per me, per te, per Ale, per i suoi futuri fratellini. Per tenere ricordi. Per non lasciar scappare vita.
  121. I maccheroni con la mostarda antica, che poi sarebbero sgombri con la senape rustica: pezzo forte delle nostre cene corse.
  122. Tu che esci per sistemare il telecomando e torni a casa con una tv nuova.
  123. La cucina era messa un po’ male. Tu la sistemi bene.
  124. Cercarsi nella notte.
  125. La torta a cuore e il bigliettino per san Valentino davanti alla finestra della cucina.
  126. Il cd dei cantautori. Piango, mentre te lo regalo.
  127. La preghiera di Jacopo prima di cenare. Parla di ravioli e torta. Noi non ce la facciamo più dal ridere.
  128. Ale e Mauro compatibili dal punto di vista energetico.
  129. Il libro fotografico per i 50 anni di Max.
  130. Prima uscita esotica per Ale: a Paina di Giussano.
  131. I colori dei tramonti corsi.
  132. Tenere Ale tra le braccia.
  133. La torta la cioccolato per il compleanno di Benedetta.
  134. La betulla nel nostro giardino. È bella. In ogni stagione.
  135. La notte a ripassare i capoluoghi di provincia. A volte siamo strani.
  136. Il “mi piace non mi piace” del forum. Le polemiche che ne seguono.
  137. La cena a Milano dalla Elena. Ci siamo tutti. C’è anche Ruben.
  138. La pizza consegnata a casa. Per una volta, è un lusso che è bello concedersi.
  139. La lega di pentolonio.
  140. Il tacchino russo del pranzo di natale.
  141. Le passeggiate attorno a casa.
  142. La pizza di Passirano. E quella di Paderno.
  143. Le due poltrone Poang e i due poggiapiedi: sono un bel modo per viziarci.
  144. Le patate al forno, con il rosmarino rubato dagli orti lungo Via dei cipressi.
  145. La prima notte in tenda. È bellissimo.
  146. Il formaggio corso in frigo che tra poco compie un anno.
  147. La bacio-sveglia. Bella. Meglio della sveglia a strilli e pianti.
  148. Quando hai mancato la stazione di Rovato e sei sceso a Brescia.
  149. Il Davide a dormire da noi.
  150. Mascherino, che è un simpaticissimo esserino acquatico che ci guarda curioso.
  151. I tuoi mesi di part-time. Sono stati una benedizione.
  152. I sabati e le domeniche mattina nel lettone, con Ale. Sono coccole, occhi che ridono, belle parole.
  153. Il mio lettino rosso che torna a casa dopo giri tra cugini.
  154. Il sabato a Milano. Tra oculista, Cecco & Paola, Valsecchi. Belli i miei posti di sempre.
  155. Il dentista a Castegnato: ulteriore gesto periferico.
  156. La falegnameria Belfaggio.
  157. La pasqua dalla Dani e Betto.
  158. Jacopo che guarda sotto il nostro letto e dice: “Zia, è un po’ sporchino qui”. Lezioni di economia domestica da un bimbo di tre anni.
  159. Andare a messa al Monte.
  160. Max che ci aiuta ad appendere il quadro dell’Africa e un pezzo di Billy.
  161. Il primo gelato della stagione.
  162. Guidare la Pandina che ti hanno prestato al lavoro.
  163. Gli hamburger e gli steak americani della Dorothy e di Steve.
  164. Tre sere per vedere Alladin. Non va bene.
  165. La valle di Fangu. Il rosso delle roccia. I miei piedi abbronzati su quella pietra.
  166. L’omino delle verdure al mare e i capelli di Sansone.
  167. La cioccolata calda con peperoncino. Spaziale.
  168. Imparo a fare la crostata. Non è difficile, ma la torta la cioccolato è senza dubbio più veloce.
  169. Il giro in Svizzera per il mio compleanno.
  170. I formaggi come regalo.
  171. Il nonno e Ale che cascano insieme dal poggiapiedi della Poang. Tanto spavento per tutti e due. Di più per il nonno.
  172. I pellegrini da noi. Doveva essere un pranzo. È venuto fuori un we di bella amicizia.
  173. Per me sono uac le cose che possono finire nella scatola uac. Proponi di surgelare risotti per l’eternità.
  174. Croc che smette di essere Croc e diventa Alessandro. Ale, per noi.
  175. Il tubo della doccia e la carta forno del Chicos.
  176. Il panico del primo pomeriggio a casa con Ale. E l’arrivo della Bea che toglie tensione. Possiamo farcela.
  177. La Manu e la scenetta alla Vodafone.
  178. Tutti i passi a piedi sul pedometro. Ne facciamo, di strada.
  179. Tu che trovi un lavoro nuovo.
  180. 180. – Noi a fare un picnic su un muretto. La carrozzina che sembra abbandonata. I due ciclisti che si girano a controllare che sia tutto a posto.
  181. Il primo giorno di sandali senza calze.
  182. Il picnic d’autunno a Riva di Solto.
  183. Recuperando ricordi.
  184. Ale che casca dal lettone.
  185. I dolci tutti al cioccolato che ti prepara Tommi.
  186. I fiori di robinia fritti. Ce la facciamo anche quest’anno, oltre il maltempo.
  187. Il pomeriggio d’inverno seduti per terra sul parquet a vedere vecchie foto della mia vita.
  188. Presentarsi al parroco dicendo: “Noi siamo due meschini”. Decisamente non si parte bene.
  189. La mucca di strada. Lo yogurt alla liquirizia. Buonissimo.
  190. Con la pancia, non poter più dormire a PDL.
  191. I rabbioni che mi vengono, perché con la pancia non riesco a fare tutto quello che vorrei.
  192. La prima dose di parmigiano che si mangia Ale. Chissà se sarà come te.
  193. Cambiare residenza. Ora sono bresciana.
  194. Gargamella che vuole partire per il cammino. Cominciamo a preparare lo zaino.
  195. Partire per le vacanze e fermarsi a comprare letto, materasso, armadio. Alla faccia dello shopping.
  196. Andare a trovare Kim e l’Ale. Belle chiacchiere. Fermarsi anche a cena.
  197. La cena in Svizzera. Alle 19.00 è già troppo tardi. La cucina è già chiusa.
  198. Il “Benvenuti nel mondo delle coliche” del farmacista.
  199. Il mese di vacanza che ti sei fatto, dalla nascita di Ale a dopo la Befana. Sono stati giorni preziosi, per noi, nuova famiglia.
  200. Tenere in braccio Ale. È una pallina molle, abbandonata, che cerca protezione. È bello sentirlo addosso.
  201. La sera qui a casa con la Paola. Tu le aggiusti il computer, io cerco di dormire, lei cerca di far smettere Ale di piangere.
  202. Dire una preghiera per Kim. Cerca di guarire, amico.
  203. La tua prof di inglese del liceo che rivediamo. È bello chiacchierare con lei.
  204. Ale che cigola.
  205. La sera con il junk-food. Patatine dell’IKEA e Grand Soleil. A volte ci vuole.
  206. La sfilata in costumi storici a Fondo. Tu sei un bel frate, io una contadinella panciona. I nostri abbracci compromettenti, visto il tuo ruolo.
  207. Il kebab dietro Cascina Gobba appena ne abbiamo la possibilità.
  208. La neve fuori dalla finestra, dopo la prima notte di Ale a casa con noi. È un bel regalo.
  209. Le nostre vacanze in Corsica.
  210. Le due sgrignapolate notturne: il marzapane e la mostarda.
  211. Le ciabatte della signora Maria. Sexy bomb. Moriamo dal ridere.
  212. Le scarpine rosse che la Nico manda ad Ale.
  213. Dori di Nemo e la promessa bizzarra.
  214. Com’è difficile organizzare una festa a sorpresa per te.
  215. Noi travestiti da Banda Bassotti. Sulla carrozzina il deposito di zio Paperone.
  216. Ale e la Marta che si sposano. Tenersi per mano, e rivivere il nostro matrimonio.
  217. Preparare la valigia per l’ospedale e mettere via i vestitini divisi per grandezza.
  218. L’annuncio di nascita di Croc. La sera in giro per casa a prendere misure.
  219. La festa di ottobre. Un po’ festa d’autunno, un po’ mio compleanno, un po’ inaugurazione della casina uac.
  220. Le contrazioni di bum-bum.
  221. Tu che mi medichi la ferita. Io devo ancora farci amicizia.
  222. Pensare quanto siamo fortunati, ad essere genitori in due.
  223. La piscinetta che ci regala Max. Ale ci sguazza come un pesciolino.
  224. Gli studi sulle vaccinazioni.
  225. Ale per la prima volta in biblioteca.
  226. Il forum di Elasti.
  227. Il bel titolo del cd “Prime lucertole al sole”.
  228. La tutina Nureyev. Ridiamo un sacco.
  229. I we con qui la Manu.
  230. Tu ad arrampicarti sugli alberi. Sei felice come un ragazzino.
  231. Il tuo: “Ritieniti occupata, stasera”.
  232. La torta al cioccolato a forma di cuore.
  233. Piangere abbracciata a te.
  234. Capodanno a casa con la Benedetta. A vedere i fuochi d’artificio, in piedi in camera, nasi appiccicati alla finestra fredda.
  235. Le scale della chiesa di Marone di corsa. Le risate che ci siamo fatti.
  236. Le foto per l’Adventskalender.
  237. Il battesimo di Ale.
  238. Jacopo che è convinto che Ale mangi dal mio ombelico.
  239. I cavolfiori che per quest’inverno ti sei evitato.
  240. Cucinare insieme per la festa del battesimo.
  241. Benitone e il punteggio che fa a Scarabeo.
  242. Le chiavi di casa e le chiavi del Berlingo nei jeans in lavatrice.
  243. Il naso del mio papà nella carrozzina di Ale. Lo guardiamo sorridendo di bella vita dalla porta della cucina.
  244. Cercare di trovare parole per raccontarti emozioni e sensazioni che sono emozioni e sensazioni di donna. È bello condividere.
  245. Le due pelli di cinghiale su un cartello stradale. Corsica o Far West?
  246. La pizza a Verona nella bella casetta di Lucia, alla fine della domenica con i bibliotecari milanesi.
  247. Le colazioni col Davide a Chiari.
  248. La neuropsichiatra di Palazzolo.
  249. I pini-palo.
  250. La Leser-Bank. Che è una panchina in riva al lago con i libri della biblioteca. Qui in Italia siamo indietro anni luce.
  251. La Punto verde rottamata, dopo tanti chilometri.
  252. La lavatrice che tira le cuoia.
  253. Raccontare a Benedetta la bellezza e la normalità dell’essere donna.
  254. Il divorzio, pratica meschina. Tante rabbie per una chiesa così. Non ci sentiamo meschini.
  255. Tu con gli occhi color ostriconi, io con gli occhi color maquis. Guardarsi pieni di amore.
  256. I nostri studi sui calli. Contributi decisivi.
  257. Tu davanti alla porta della sala operatoria. Cammini avanti ed indietro, come i papà dei film.
  258. Il tuo tentativo fallito di procurarti l’anello di fidanzamento.
  259. La prima pappa di Ale. Occhi di tristezza infinita.
  260. La mattina dall’oculista con Ale. Le ore di panico. Le mie lacrime in ufficio da te.
  261. Gli scaffali del box.
  262. Raccogliere ciliegie del nostro albero. Rende bella la serata.
  263. Noi che dal Sant’Anna usciamo in tre.
  264. La bottiglietta di mercurocromo esplosa in bagno. È tutto rosso. Ancora adesso.
  265. Il tramonto dalla torre di Seneca. Un spettacolo di rosso, di giallo, di mare, di terra.
  266. La polenta uncia di Magreglio.
  267. I pesciolini per Croc. E l’ippopotamo rosso. Sono gli unici due giochini che ti compriamo.
  268. La pennica 15 km dopo aver lasciato il campeggio.
  269. La tendina che regalano ad Ale per il suo battesimo.
  270. Gli occhi di Ale ad una settimana. Già guardano lontano.
  271. La tenda per il bagno che cucio. Belle righe colorate. Bella luce che fa nel sole del mattino.
  272. I sabati di gioco all’asilo. Sono un bel momento per le famiglie.
  273. Le ore dopo il parto. Piangere di gioia. Emozione. Stupore. Vita. Amore.
  274. La televisione nuova con lo schermo ultrapiatto.
  275. Attaccata al monitoraggio, sentire il cuore di Croc che batte, batte, batte.
  276. La pancia di Ale che porto io. Ma è nostra. La sento nostra.
  277. La valigia per la Corsica senza magliette per me. Bel colpo. E viva la Decathlon dove si rimedia in qualche modo.
  278. La festa a sorpresa per la Bea.
  279. La febbre fredda.
  280. La Lauretta qui da noi.
  281. Quando alla sera ci vediamo a Borgonato. E facciamo dei paci insieme. È un bel modo di finire la giornata.
  282. Le sere a Calino. È bello come essere a casa.
  283. I mesi in cui la televisione è stata parcheggiata sulle scale, senza che la usassimo.
  284. Il bagno per tutti e tre nel lago di montagna.
  285. La nostra casina uac.
  286. I complimese di Ale. Sono un bel appuntamento.
  287. Tu che cucini per me.
  288. I pantaloni per le pance. Su un buco che hanno, la nonna cuce due lumachine.
  289. Tu a dormire nel sacco a pelo nel mio letto di Stefini.
  290. L’albero di Natale che hai fatto per noi nelle sere in cui io ero in ospedale.
  291. La giornata al Besta. La dottoressa Valentini. La tac che finalmente riusciamo a fare.
  292. Pascolare l’ampelopsis di Erbusco.
  293. Biagio, il camper di Doc, parcheggiato in cortile.
  294. I tuoi maglioni nuovi, morbidi morbidi.
  295. Pictionary. Il cestino-porta-ciliegie è una macchina da scrivere.
  296. Ale iscritto in biblioteca.
  297. Piangere dentro la leccapiatti. E poi dentro le tue braccia. Molto meglio.
  298. “Non sento Croc.” “Bisogna guardare meglio nella scatola”. Dici cose strane e buffe, di notte.
  299. Gli album di foto che prepara la tua mamma. Vita della vostra famiglia.
  300. Gli albumini di foto che si fa il nonno. Lui che ora gira sempre con la chiavetta al seguito.
  301. Tu e il mio papà a preparare il 730.
  302. La tua pizza alla Fontana con il mio papà.
  303. L’orsetto che il mio papà regala ad Ale che nascerà.
  304. Come una capretta, saltare sulle rocce risalendo un fiume. mi diverto un mondo. Tu mi segui, felice della mia felicità.
  305. Passare a salutare i Rossetti a Pietrasanta. È una bella sorpresa per tutti.
  306. La gita in barca davanti alle Calanques. Le mie emozioni e le mie lacrime.
  307. Essere la cugina del nonno. Detta così, non sembro molto giovane.
  308. La settimana in cui siamo ammalati tutti e due. E Ale sano come un pesciolino.
  309. Io a Milano in treno con Ale.
  310. Il laghetto di Davos, dove ero stata in gita in prima elementare.
  311. Il topolino di musica rosa che mi regali. Sarà la colonna sonora della nascita di Ale.
  312. Io che guido da Valdidentro a casa.
  313. I discorsi alle foglie della betulla. Il tono è quello del “Tu non sai che sono io”.
  314. Le polveri. Non sarò mai periferica.
  315. Le sere a giocare a Scarabeo.
  316. Il traghetto da Bellagio. I miei occhi di stupore. Tu dici: “Sono stata la cosa più bella di tutto il we”.
  317. Il tempo nostro che mi manca.
  318. Il bel tavolo di Milano che diventa il nostro tavolo.
  319. Il capodanno da Silvana. La faccia di Sardina quando apre la porta.
  320. Sull’Adda, primo picnic per Ale.
  321. Noi a sistemare insieme la cucina. Siamo efficienti.
  322. Il carnevale a Corte Franca.
  323. Il we in giro con il mio papà. Tremosine, Bezzecca, Roncone.
  324. I tuoi appunti dei corso. Erano nati per me, sono apprezzati da tutti.
  325. A Pashna a salutare la Elena che parte per la sua vita.
  326. La Coca Cola per la sala parto.
  327. La festa della Elena a Pombia.
  328. A un mese dal parto, la mattina a camminare da Adro a Colombaro. L’Angela mi prende per matta.
  329. La guida di Riccardo che finalmente vede la luce.
  330. Il passeggino che si lancia giù per la discesa. Per fortuna è vuoto.
  331. Zernez, meta di vacanze dei miei genitori.
  332. La mail “Questi anni zero…”. Bello fare il punto della situazione.
  333. Sollevare Ale verso il sole e verso il cielo. La faccia di divertimento allo stato puro che fa.
  334. Le partite ai coloni. Vuoi una pecora?
  335. Il forum dei pellegrini. I suoi momenti di crisi.
  336. Le mail e gli sms e i post del forum che mi stampi e mi porti in ospedale. È bello sentire tutto questo bene attorno a noi.
  337. Le farmacie di Ajaccio.
  338. I tuoi giorni da pendolare a Milano. Le volte che a Milano ci vado io, in treno con Ale.
  339. La conchiglia di Finisterre che arriva per posta. Grazie, Sil.
  340. La prima vacanza in albergo. È un bel lusso a cui non siamo abituati.
  341. La ninnananna dell’alfabeto. Canto anche io ogni sera. Nonostante sia stonata come una campana.
  342. Ale in braccio a tutti, così si abitua al mondo. E vive nella bella consapevolezza che c’è un sacco di gente che gli vuole bene.
  343. La TIA. Tecnica dell’imbroglio alternato.
  344. Gli album delle foto. Altri tre. Uno dell’anno passato. Due delle vacanze.
  345. Gli spätzli come li faceva la mia mamma.
  346. “Questo è Marco che gioca con chi?”. Il bresciano avanza.
  347. Il sogno delle vacanze in Venezuela.
  348. I due bicchieri di Coca Cola che mi fanno stare sveglia fino alle 5.30 del mattino.
  349. Le mattinate di colazione a letto: biscotti e nutella.
  350. Tu dici: “Meglio avere la camicia stropicciata e te giusta, che te stropicciata e la camicia stirata”.
  351. A San Romedio. La preghiera per Croc. E per tutti i bambini. Che sia Lui a tenerli in braccio. E per mano.
  352. Il distributore di acqua in piazza. Mi chiedo se era proprio necessario.
  353. Uscire da Bertoni con la tenda nuova. La chiamiamo Camilla.
  354. La foto di me ragazzina. Cammino mano nella mano con la mia mamma.
  355. Dopo tutti questi mesi di incertezza, l’operazione che dovrà fare Ale. Siamo tranquilli. È un’operazione necessaria. È un’operazione alla carrozzeria, perché il motore continui a funzionare bene.
  356. Il concerto di Mauro sul pellegrinaggio. La pelle d’oca a sentire il mio diario letto da Gianluca. Le nostre foto sullo schermo. Siamo in cammino, hombre querido.
  357. Skype, che è una rivoluzione. Sentire il chicos a Parigi, e la Elena in Venezuela.
  358. Il diario di bordo. Segniamo ogni poppata.
  359. Tutti i pesciolini giapponesi dell’inverno, alla fine della pancia.
  360. Le ciliegie di Marostica.
  361. Il camice della pediatra. Pieno di animaletti. Sembra essere una brava dottoressa.
  362. Tutti i passi attorno a casa segnati sul pedometro. Una bella ragnatela di sentieri.
  363. Le due volte a Orio a salutare amici pellegrini che partono per il loro cammino.
  364. Tutte le sere in cui tu lavi i piatti. E io sistemo la cucina.
  365. Rendersi conto di quanto siamo cresciuti in questi tre anni. Di quanta strada abbiamo fatto.
Pubblicato da: cri | 11 luglio 2010

settimo complimese di ale

il minestrone ricco: patata, carota, zucchina, porro, cipolla, piselli, sedano, fagiolini, spinaci.
l’ovetto che rimane in macchina. ora viaggi fisso sul passeggino.
il riduttore ikea. provvidenziale.
le tue prime vacanze lunghe, in albergo.
tu a strisciare sull’erbetta bella di una malga in montagna.
il bagnetto nel bidè.
i picconicchi che fai, in giro per i nostri posti.
la tac. è stato devastante, ma tu sei stato un bimbo bravissimo.
quel martedì a milano. la paura che abbiamo avuto. il sollievo a sapere che qualcuno ti e ci può aiutare.
all’ospedale dei bambini a brescia. filippo. e le radiografie.
la dottoressa valentini.
le lacrime per te, di notte.
le preghiere al nostro Padre. che ti tenga Lui per mano. che ci tenga Lui per mano.
il bagnetto nella piscinetta rossa. ti diverti un mondo.
il nonno che ti fa tanta compagnia.
jacopo che per te è uno spettacolo continuo.
tu che guardi la greta oltre la siepe del giardino.
i pomeriggi all’asilo-corsello.
il tuo primo incidente in macchina. dormivi. hai continuato a dormire.
il bagno dentro un laghetto di montagna.
la prima notte in tenda.
tu che in albergo dormi in camera con noi. sentirti respirare di notte.
i tuoi capelli punk. fai morire dal ridere, bimbo bellissimo.
le pappe preparate sul fornellino da campeggio.
tu e lo specchio. siete uno spettacolo.
i piedi a prendere aria appesi fuori dalla carrozzina.
tu in giro in maglietta e paolino lavabile.
la maglietta rossa e il paolino giallo, dopo la vittoria della spagna.
morsicarti i piedini. ti diverti un sacco.
tu alle prese con il pc. sei un omino buffo.
il primo bagno in piscina. non sei molto convinto.
il vero pesce e la vera cane.
la prima pappa latte e biscotti.
la prima volta a letto senza cena. evidentemente non hai fame. ma accettarlo è dura.
scopri che si può dormire sul finaco. e a pdl.
tu che salti spuntino di mezza mattina e merenda. almeno mangi bene la pappa del mezzogiorno e della sera.
la tia, tecnica dell’imbroglio alternato.
il primo sabato sera in un locale. certo, era il bar della piazza di cologne. ma qui in periferia non si può avere tutto. a nanna all’una di notte passata.
al tuo primo concerto. suona lo zio mauro.
i due voli: giù dal poggiapiedi della poang in braccio al nonno e giù dal lettone, mentre io ero girata.
sul seggiolone, lo studio delle mosche. sono esserini molto interessanti. ti incuriosicono e ti spiazzano.
la montagna di cacca fresca e fumante sul passeggino. ci sono spettacoli più edificanti.
il tuo passeggino che parte a manetta giù per un pendio. per fortuna che tu non lo abitavi.
il primo dentino che è spuntato.
stai diventando un bimbo grande.

Pubblicato da: cri | 11 giugno 2010

sesto complimese di ale

i bobi a maniche corte.
le magliette a mezze manihe.
la tua bella magliettina rossa.
i tuoi grassini all’aria.
i tuoi piedini nudi. da mangiare.
il tuo primo lavoretto all’alsilo. l’impronta gialla della tua mano in mezzo a quelle delle nostre mani, blu. sono i colori di santiago. a te non è che piacesse molto, avere la mano piena di colore.
la pappe. la fatica dell’inizio. e quando poi cominci a prenderci gusto, e mangi bene, e non è più un dramma carico di tensione e tristezza ogni volta.
la prima pappe della sera. crescenza e verdure. una cena con i fiocchi.
i pannolini per la piscini che sono lì, pronti per essere usati.
il tuo primo picnic con la schiscetta. a torbole. una volta che andiamo a pranzo con il papà.
tutta la paura di quel venerdì mattina. dopo la visita dell’oculista.
noi che per te cerchiamo di fare tutto. tutto. e tutto il meglio.
noi che ti affidiamo al Grande Capo. sei e siamo nelle sue mani.
tu che ti rotoli. pancia-schiena e schiena-pancia.
i giochi che fai con la greta.
la tua risata che è così bella. così piena di stupore, e allegria, e felicità.
tu che metti i piedini fuori dalle sbarre del lettino. secondo iol papà, cerchi il fresco.
il tuo primo dentino che piano piano si fa vedere.
l’alluce spellato.
io che ti cerco sul tappetone, e non ci sei. sei sotto il divano. strisciare e muoversi è proprio una bella cosa.
il giro a marostica. le coccole che ti ha fatto jacopo.
a pashna a giocare ai coloni. passi dalle mie braccia a quelle del papà ad ogni cambio dado. siamo troppo impegnati a cercare di vincere.
il gelato preso la sera tardi, quando forse sarebbe stato più saggio andare a nanna. ma più uac avere una sera per noi.
le visite guidate alle frazioni del comune.
la tua prima fototessera.
la signore rumena che dice: tu sei un angelo del cielo.
la domenica con i bibliotecari milanesi. ti coccolano tutti. lucia, seduta ietro in macchina con te, ti tiene la manina fino a verona.
cercare di fotografare la tua bocca mentre è ancora senza denti.
tu sul tappetone in box. così noi possiamo andare avanti con i lavori.
tutti che dicono che sei un bimbo vispo, e sveglio, e allegro.
tu che non fai più le pappe della notte. e io ti lascio andare, ti lascio crescere, piccolo signore.
la crescenza che ti fa venire il mal di pancia.
i fili d’erba tra le tue dita.
ripensare ad un anno fa, quando rischiavi di cascare giù. rendere grazie per il tuo essere qui con noi.
con il nonno su a santa maria del corno. senza passeggino non sembrava così ripida.
tu in biblioteca con la nonna, mentre noi approfittiamo di questa mzz’ora in regalo ci godiamo un bagno in piscina.
la prima dose di parmigiano. vediamo se buon sangue non mente.
il primo vizio: tu che ti addormeni solo se senti la nostra mano.
ti diamo croc,che è il tuo orsetto. ti piace molto. ira ti addormenti sempre con lui.
la ser ache ti metto a letto da sola. forse è capitato solo un’altra volta. di solito c’è sempre il papà.
tu dalla nonna johanna. che ti sia sempre vicino, come è sempre stata vicino a me. e a noi. che guidi lei i tuoi passi dal cielo.
la tendina che è ilt uo regalo di battesimo. bellissimo acquisto che sa di vacanza.
tu nel marsupio. il papà che salta su un prato dietro a santa maria del giogo. tu ti diverti come un matto. e ridi, ridi, ridi.
a cena dalla tua madrina che ti coccola un sacco. i bei libri che ti regala. quello che ti racconta.
tu che senti i tuoi primo racconti d’africa. che a terra sia la tua casa, uomo di domani.
i fuochi d’artificio. non ti spaventi neanche un po’. lì guardi. nei tuoi occghi stupore e meraviglia.
il primo giro sullo scivolo. hai lo sguardo perplesso. mi sa che ti chiedi cosa c’è di divertente, in questa faccenda.
il tuo papà che di oggi dice: possiamo accendere una mezza candelina.
io che mi rendo conto che mi hai e ci hai ribaltato la vita. non è sempre facile da accettare. ma va bene così. almeno quando non sono a pezzi.
io che mi rendo, che solo mettendoti al mondo, già abbiamo reso il mondo u po’ migliore di come l’abbiamo trovato. certo che la sfida è appena iniziata.
buon cammino.
a te.
e a noi.

Older Posts »

Categorie